Presidente, ci sono mass media e tifosi oltranzisti che
sembrano interpretare la presenza della famiglia Bulgheroni nel basket cittadino come un
dovere assoluto, una tassa da pagare senza limiti di spesa. Qual è il limite di
sopportazione di Antonio Bulgheroni?
« E' sicuramente molto alto, ma mi dispiace di non avere un canale di informazione che
porti a conoscenza degli sportivi e della cittadinanza quale sia la vera difficoltà
insita nel "fare lo sport" a Varese. C'è una tradizione di grandissimi successi
però con gestioni dove non si sono mai fatti rigorosi conti economici: Giovanni Borghi,
che tutti ricordiamo con affetto, si comportava come si comportano oggi i presidenti delle
squadre di calcio. Certamente c'era un ritorno personale e di immagine per l'azienda, ma i
conti economici ,se c'erano, non avevano certamente la giusta considerazione.» Anche la famiglia Bulgheroni sembra non avere lesinato. «
Certamente abbiamo speso in questi quindici anni, e molto, resta il fatto che ci sono dei
limiti oltre i quali non si può andare. E sono limiti imposti dal mercato. Oggi la
squadra viene contestata e abbiamo solo 1500 abbonati: se investiamo 10 miliardi non
avremo 10 mila abbonati in più, ma un migliaio al massimo. Nel nostro campionato dominano
due società che spendono 25 miliardi all'anno: noi possiamo spendere poco più di cinque
volte di meno e arrivare al sesto posto. Dobbiamo allora spendere 8 o 9 miliardi e
arrivare al quarto posto o attuare una sana politica, occuparci di giovani da lanciare ?»
C'è stato comunque il colpo grosso dello
scudetto.. «Dovuto anche a una serie di concomitanze irripetibili. Nella
stagione successiva la società ha perso due miliardi, l'anno dopo ancora un miliardo e
mezzo. E' giusto tutto questo? Io dico di no, ma non ostacolerò certamente chi vorrà
fare di più e meglio, anzi gli regalerò la squadra, ho detto proprio regalare non
vendere. Trovatemi pure qualcuno che desideri portare più in alto la Pallacanestro
Varese: sono a sua disposizione.»
Nessun problema di egemonia..
«Nessuno, solo rammarico per le negatività che scaturiscono da certe situazioni.
Prendiamo la critica: secondo me è sempre fine a se stessa e non fa altro che ingenerare
malumori e scarsa buona disposizione verso la squadra; la critica che guarda solo ed
esclusivamente agli errori non costruisce un bel nulla, anzi con questo atteggiamento
allontana la gente e i sostenitori provocando pure un danno economico alla società,
pensate agli sponsor ! Il limite di sopportazione è alto, ma non infinito.»
Di errori ne avete fatti.
«Non c'è dubbio alcuno, resta il fatto che non si vuole penetrare e spiegare la realtà
della nostra società per la quale è doveroso e morale prevedere una operatività nel
rispetto dei conti economici. Non si può allora pretendere l'acquisto di giocatori dal
prezzo astronomico o l'ingaggio di allenatori che costano un occhio nella testa. Non
possono esserci commissari tecnici che ci dicono che cosa dobbiamo fare. Io capisco le
esigenze dei giornalisti, ma non hanno senso solo requisitorie e nessuna presenza a un
allenamento, nessun dialogo con i dirigenti. Ma quando mai viene raccontata la vita della
squadra? Lo ripeto: regalo la Pallacanestro Varese a chi è in grado di assicurarle una
ulteriore crescita.»
Bulgheroni è deciso a chiudere con il basket?
«Lo ribadisco ancora, se trovo qualcuno non ho problemi a passargli la gestione della
Pallacanestro Varese; io autonomamente continuerò con i giovani accollandomi tutti gli
oneri finanziari. L'attività a livello giovanile ha un forte valore educativo e sociale:
nessuno ha mai scritto che noi abbiamo una società che segue quasi settecento giocatori
dai sei ai sedici anni. Credo che queste nostre iniziative siano più educative delle
proposte di campagne miliardarie che dovrei fare contro ogni logica imprenditoriale.»
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