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Ore 16.26.09
Giorno
07/06/07
«Le logiche del potere sono troppo lontane da quelle di un imprenditore»

«Regalo la squadra a chi saprà assicurarle un'ulteriore crescita»

Antonio Bulgheroni , cavaliere del lavoro

Chi è Antonio Bulgheroni

Varese - Piefrausto Vedani incontra Antonio Bulgheroni, neo Cavaliere del Lavoro. Tra i tanti successi un cruccio: la Pallacanestro Varese e il rapporto con la città
"Regalo la squadra a chi saprà assicurarle un'ulteriore crescita"

antoniobulgheroni.jpg (7749 byte)Presidente, ci sono mass media e tifosi oltranzisti che sembrano interpretare la presenza della famiglia Bulgheroni nel basket cittadino come un dovere assoluto, una tassa da pagare senza limiti di spesa. Qual è il limite di sopportazione di Antonio Bulgheroni?
« E' sicuramente molto alto, ma mi dispiace di non avere un canale di informazione che porti a conoscenza degli sportivi e della cittadinanza quale sia la vera difficoltà insita nel "fare lo sport" a Varese. C'è una tradizione di grandissimi successi però con gestioni dove non si sono mai fatti rigorosi conti economici: Giovanni Borghi, che tutti ricordiamo con affetto, si comportava come si comportano oggi i presidenti delle squadre di calcio. Certamente c'era un ritorno personale e di immagine per l'azienda, ma i conti economici ,se c'erano, non avevano certamente la giusta considerazione.»

Anche la famiglia Bulgheroni sembra non avere lesinato. « Certamente abbiamo speso in questi quindici anni, e molto, resta il fatto che ci sono dei limiti oltre i quali non si può andare. E sono limiti imposti dal mercato. Oggi la squadra viene contestata e abbiamo solo 1500 abbonati: se investiamo 10 miliardi non avremo 10 mila abbonati in più, ma un migliaio al massimo. Nel nostro campionato dominano due società che spendono 25 miliardi all'anno: noi possiamo spendere poco più di cinque volte di meno e arrivare al sesto posto. Dobbiamo allora spendere 8 o 9 miliardi e arrivare al quarto posto o attuare una sana politica, occuparci di giovani da lanciare ?»

C'è stato comunque il colpo grosso dello scudetto.. «Dovuto anche a una serie di concomitanze irripetibili. Nella stagione successiva la società ha perso due miliardi, l'anno dopo ancora un miliardo e mezzo. E' giusto tutto questo? Io dico di no, ma non ostacolerò certamente chi vorrà fare di più e meglio, anzi gli regalerò la squadra, ho detto proprio regalare non vendere. Trovatemi pure qualcuno che desideri portare più in alto la Pallacanestro Varese: sono a sua disposizione.»

azione.jpg (16477 byte)Nessun problema di egemonia..
«Nessuno, solo rammarico per le negatività che scaturiscono da certe situazioni. Prendiamo la critica: secondo me è sempre fine a se stessa e non fa altro che ingenerare malumori e scarsa buona disposizione verso la squadra; la critica che guarda solo ed esclusivamente agli errori non costruisce un bel nulla, anzi con questo atteggiamento allontana la gente e i sostenitori provocando pure un danno economico alla società, pensate agli sponsor ! Il limite di sopportazione è alto, ma non infinito.»

Di errori ne avete fatti.
«Non c'è dubbio alcuno, resta il fatto che non si vuole penetrare e spiegare la realtà della nostra società per la quale è doveroso e morale prevedere una operatività nel rispetto dei conti economici. Non si può allora pretendere l'acquisto di giocatori dal prezzo astronomico o l'ingaggio di allenatori che costano un occhio nella testa. Non possono esserci commissari tecnici che ci dicono che cosa dobbiamo fare. Io capisco le esigenze dei giornalisti, ma non hanno senso solo requisitorie e nessuna presenza a un allenamento, nessun dialogo con i dirigenti. Ma quando mai viene raccontata la vita della squadra? Lo ripeto: regalo la Pallacanestro Varese a chi è in grado di assicurarle una ulteriore crescita.»

festameneghin.jpg (22710 byte)Bulgheroni è deciso a chiudere con il basket?
«Lo ribadisco ancora, se trovo qualcuno non ho problemi a passargli la gestione della Pallacanestro Varese; io autonomamente continuerò con i giovani accollandomi tutti gli oneri finanziari. L'attività a livello giovanile ha un forte valore educativo e sociale: nessuno ha mai scritto che noi abbiamo una società che segue quasi settecento giocatori dai sei ai sedici anni. Credo che queste nostre iniziative siano più educative delle proposte di campagne miliardarie che dovrei fare contro ogni logica imprenditoriale.»

Pierfausto Vedani

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