Per un imprenditore quanto è lungo e
difficile il cammino verso un approdo che è di pochi?
«Non mi è facile dirlo dal momento che quello che ho fatto per una vita mi è venuto
naturale, spontaneo e certamente senza avere come fine il riconoscimento che mi è stato
attribuito. Sono cresciuto con determinati principi, che ho assimilato e condiviso, e ho
sempre agito in funzione dei valori in cui credevo.» (Bulgheroni a destra nella foto)Qual è liter per lattribuzione
dellonorificenza di Cavaliere del Lavoro?
«Istituzioni, associazioni, enti di un ambito territoriale
presentano al prefetto i nominativi di possibili candidati:
coloro che hanno i requisiti richiesti devono poi preparare
un curriculum che contiene numerosissime informazioni
sulla loro attività e la loro personalità. Ci sarà infine
la segnalazione da parte del prefetto al ministro dellindustria il quale
successivamente la trasmetterà al presidente della Repubblica.»
Lei è ancora giovane, ma levento permette
certamente
un bilancio: quali persone e quali momenti ritiene più significativi per la sua carriera
?
«Senza ombra di dubbio i miei genitori; i momenti chiave sono stati tanti e tutti hanno
richiesto decisioni che rappresentavano
una svolta: se le scelte sono giuste, o tali in buona percentuale,
allora ci sono meno ostacoli per la carriera.»
Quanto hanno contribuito alla sua formazione e al
suo successo esperienze di vita come quelle di atleta e dirigente sportivo, di giovane
imprenditore prima e poi di presidente dellUnione Industriali e
dellUniversità Cattaneo ?
«Hanno contribuito moltissimo. Avere fatto sport e soprattutto sport di
squadra con allenatori di spiccata personalità è stato importante per la formazione del
mio carattere, per darmi uno schema mentale, principi e metodi che, applicati in altri
campi, sono stati ugualmente utilissimi. Anche tutte le esperienze che
ho fatto al di fuori della mia azienda mi hanno notevolmente accresciuto: lattività
e la responsabilità in ambito
istituzionale consentono una visione più ampia.»
E significativa per il mondo economico e
finanziario la sua presenza nei vertici della svizzera Lindt.
«Il fatto che io sia stato chiamato nel consiglio di amministrazione e nel comitato
esecutivo è un grandissimo riconoscimento del mio lavoro e della mia personalità,
sicuramente ciò è avvenuto nellottica di unespansione internazionale del
gruppo: dalla casa madre con affiliati si è passati infatti alla holding»
Forse la memoria tradisce il vecchio cronista, ma
non sono molti gli imprenditori di seconda o terza generazione che riescono ad andare
" più oltre ". Quali sono le ragioni di fondo di questo fenomeno ?
« Fare soldi, avere successo nel mondo dellimpresa può essere, lo dico forzando un
poco, anche abbastanza facile grazie a capacità personali, contesto, fortuna. La
situazione muta quando si deve mantenere le posizioni di successo: se non cè
cultura non si va avanti. Se alle seconde o alle terze generazioni non viene insegnata o
trasmessa una cultura il declino è inevitabile.»
Quale cultura?
«Cultura in senso stretto, come studi, approfondimenti, conoscenza e in
senso alto, cioè come mentalità e visione globale.»
Varese da lungo tempo non vedeva premiata la
storica capacità imprenditoriale della sua gente: la nomina di Antonio Bulgheroni a
cavaliere del lavoro è un segnale di svolta o quanto meno una speranza per un territorio
che trova difficoltà a recuperare, a competere ad alto livello in campo economico.
E daccordo ?
«Sì sono daccordo, può essere un segnale, ma attenzione, in provincia di Varese
ci sono fior di imprenditori e fior di persone che hanno gli stessi miei meriti e sono
degni degli stessi riconoscimenti. Io ho avuto sicuramente ottime occasioni e magari anche
la forza di avere più "vetrina": la presidenza dellUnione Industriali nel
tempo della fusione, la presidenza dellUniversità Cattaneo in un momento delicato,
la presidenza della banca che usciva da una situazione pesante sono state un notevole
impegno e hanno dato lopportunità di essere al centro dellattenzione.»
Il mondo del lavoro della nostra terra, che in
larghissima percentuale può contare su un capitalismo umano, di che cosa ha bisogno oggi
per lasciarsi finalmente alle spalle la crisi?
"La crisi non è certo economica, né mancano gli uomini e i denari. Mancano i
progetti e le persone che vogliono dedicarsi a questi progetti, che devono essere in ogni
modo limpidi, cristallini, dietro ai quali non ci siano la politica o commistioni
strane.Veniamo purtroppo da un periodo in cui la gente si "metteva assieme" con
scopi non molto trasparenti. Io ne ho ricevuti di inviti a partecipare e ho sempre
rifiutato perché non cera chiarezza nei fini. Essendomi spesso occupato di
associazionismo, avendo vissuto anche unaltra realtà dinamica come quella
dellUniversità, so invece come si porta gli imprenditori a occuparsi concretamente
di progetti.»
LA CITTA' E IL RUOLO DEGLI IMPRENDITORI
Bulgheroni come presidente dell'Unione Industriali
ha sempre agito con rispetto ed equilibrio nei confronti delle istituzioni, alle quali non
ha mai fatto mancare forti contributi propositivi. Come cittadino può indicare, in ordine
di importanza, i problemi che vorrebbe vedere risolti?
«Ho letto di recente sulla Prealpina un articolo scritto cento anni fa e nel quale si
denunciavano i ritardi dei treni delle Ferrovie Nord . Dopo un secolo la situazione è
solo peggiorata. I problemi di oggi sono numerosi e determinanti ai fini della qualità
della vita dei varesini. Chi ha responsabilità di governo, quindi di scelte, sa benissimo
che cosa oggi per la nostra comunità siano i problemi della viabilità, delle
infrastrutture, degli ospedali, dei servizi ai cittadini, degli impianti sportivi, insomma
tutto quanto è ancora inadeguato rispetto ai parametri che garantiscono ai cittadini uno
standard accettabile.»
Si attribuisce in genere al malgoverno le
difficoltà del mondo economico nazionale e pure locale: è un'accusa che ha fior di
riscontri, basti pensare al sistema delle comunicazioni, vecchio di più di un secolo, ma
il mondo dell'impresa ha sempre viaggiato a pieno regime? Ci sono stati e ci sono
"buchi" che potevano essere evitati? «E' un'ottima domanda però si
deve tenere conto che l'impresa è perennemente confrontata con il mercato: se non si
adegua, se non sceglie rapidamente di fronte al nuovo, muore; tutto quanto invece è
pubblico va avanti lo stesso anche se ha il respiro corto, se non risolve i suoi problemi:
la gente si arrabbia, ma alla fine sopporta, non fa la rivoluzione. La prova di quanto
dico viene dagli utenti delle Ferrovie Nord, che da anni sopportano di tutto e magari
guardano con invidia ai loro bisnonni che già protestavano cento anni fa.»
È un "pubblico" che non vuole decollare
«Mi rammarica fortemente il fatto che le istituzioni oggi possono durare nel tempo e
quindi programmare a lunga scadenza, per intere legislature , e invece chi governa non ha
la forza di guardare lontano, la forza di fare progetti la cui realizzazione vada oltre i
sei mesi e il successo effimero di una campagna elettorale.»
Quali sono oggi le prospettive per l'economia del
nostro territorio?
« L'economia del nostro territorio è buona, ma c'è carenza di manodopera, non carenza
di lavoro : chi ha voglia un'occupazione, part-time o piena, la trova. La nostra è
un'economia strutturata in più settori che può contare su una notevole quantità di
imprese dove ci si impegna a fondo. E i risultati sono buoni.»
In questo contesto come devono proporsi le imprese?
« Nel solo modo possibile: confrontandosi sempre e comunque con il mercato, devono avere
continuamente innovazione, verifica del processo di prodotto, adeguamento tecnologico in
una logica stringente, quella di essere sempre competitive in un mercato che ha dinamiche
fortissime.»
A un giovane cavaliere del lavoro chiediamo un
primo suggerimento da dare a un giovane che inizia la sua attività di imprenditore.
«Credo che oggi non ci possa essere una realtà imprenditoriale che riesca a svilupparsi
e affermarsi se non dispone di una notevole base tecnologica. La crescita e i successi di
un'iniziativa ,anche piccola, nascono dalla capacità di sfruttare l'innovazione
tecnologica: a un imprenditore non basta più, come accadeva una volta, di saper cogliere
un'opportunità, oggi le idee, i progetti non possono prescindere dalla tecnologia . E'
fondamentale allora il capitale intellettivo, sono decisivi i progetti: i capitali è
sempre possibile reperirli.»
Nell'impresa hanno un ruolo di primo piano i
collaboratori, siano essi tecnici, impiegati, operai. Come ha formato e com'è la squadra
della sua azienda?
«Ho sempre cercato di avere il meglio per qualsiasi ruolo, credo nel fattore ambiente che
contribuisce molto a creare la "squadra". Ritengo inoltre che la formazione, in
qualsiasi impresa, sia fondamentale: una formazione costante, che garantisca la conoscenza
dell'evoluzione in tutti i campi dell'attività aziendale .»
Antonio Bulgheroni, lei è un potere forte?
«Credo proprio di non esserlo, so che qualcuno invece lo pensa, ma io ho una certezza: se
davvero ho potere allora non l'ho mai usato.»
Sicuramente lei è un vittorioso. Nel tempo di
grandi soddisfazioni può ricordare una sconfitta che l'avrebbe poi aiutata a vincere?
« Lo sport ti insegna a vincere a perdere e soprattutto a cavar fuori grandissima
esperienza dalle sconfitte per cercare di migliorarsi; io non mancavo di riflettere su
ogni partita persa. Le vicende della vita mi hanno proposto altre esperienze e ho capito
che si deve essere sempre ottimisti. Se sei ottimista e lo sei con convinzione ma senza
presunzione, allora cancelli anche le sconfitte, che vanno lasciate alle spalle. Se uno
non dimentica mai di avere perso, trascina sempre con sé il peso della sconfitta, al
punto di diventare un perdente. Ottimisti sempre, in misura ragionevole. Il basket mi ha
insegnato che per i tiri liberi, quelli più facili, la percentuale di realizzazione deve
essere alta, ma dalle altre posizioni del campo se si segna la metà dei tiri scoccati va
già bene..»
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