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Ore 16.26.04
Giorno
07/06/07
Ispra - Finiti i restauri, si cominciano a fare i conti con i debiti. Don Franco sollecita il contributo di Enti,  Associazioni e parrocchiani
Prima della "bancarotta", l'appello di don Franco 

Non sarebbe poi tanto male una lapide alla base del campanile restaurato o presso la scuola materna con la scritta "Restauro realizzato nell'anno santo 2000 per conto di ...Aministrazione Comunale, Associazione commercianti, ecc...". Così don Franco Parmigiani nell'ultimo bollettino parrocchiale, dove periodicamente è riportato il resoconto della raccolta dei fondi per il restauro, appena conclusosi, della chiesa di San Martino.

Insomma una bacchettata agli Enti e alle Associazioni pubbliche i cui contributi per estinguere il debito contratto per la realizzazione dei lavori sarebbe indubbiamente prezioso e soprattutto di buon esempio all'intera collettività. Finora solo la Pro Loco ha contribuito con un milione di lire, ma all'appello mancano in molti. 

Non ultimi i parrocchiani. Sono state milleseicento le buste delle offerte distribuite in occasione della festa patronale. Solo duecento quelle che sono ritornate al mittente. "A questo punto - scrive don Franco - non posso nascondere la mia preoccupazione perché, essendo terminati i lavori, si incominciano a pagare i debiti ed anche i soldi del prestito bancario stanno per esaurirsi se non avviene una regolare entrata da parte di tutti i parrocchiani".

Una preoccupazione aggravata anche dall'inizio dei lavori di restauro presso la scuola materna parrocchiale. La necessità di messa a norma degli impianti ha infatti richiesto interventi urgenti il cui costo sta ormai avvicinandosi ai quattrocento milioni di lire. "E' vero che ci stiamo mobilitando presso la Curia di Milano per ottenere un nuovo fido bancario - ha scritto il parroco - ma questo non toglie l'impegno di ogni cittadino a contribuire per quello che potrà".

Certo a causa del maltempo delle ultime settimane e dei danni da esso procurati questa a molti non sembrerà una priorità. Lo stesso don Franco ne è consapevole, "L'importante -conclude- è che ognuno si apra all'aiuto, dove e come crede perché anche il poco di tutti è sempre maggiore e più efficace del tanto di pochi".

C.S.

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