Non sarebbe poi tanto male una lapide alla base del
campanile restaurato o presso la scuola materna con la scritta "Restauro realizzato
nell'anno santo 2000 per conto di ...Aministrazione Comunale, Associazione commercianti,
ecc...". Così don Franco Parmigiani nell'ultimo bollettino parrocchiale, dove
periodicamente è riportato il resoconto della raccolta dei fondi per il restauro, appena
conclusosi, della chiesa di San Martino. Insomma una
bacchettata agli Enti e alle Associazioni pubbliche i cui contributi per estinguere il
debito contratto per la realizzazione dei lavori sarebbe indubbiamente prezioso e
soprattutto di buon esempio all'intera collettività. Finora solo la Pro Loco ha
contribuito con un milione di lire, ma all'appello mancano in molti.
Non ultimi i parrocchiani. Sono state milleseicento le buste delle
offerte distribuite in occasione della festa patronale. Solo duecento quelle che sono
ritornate al mittente. "A questo punto - scrive don Franco - non posso nascondere la
mia preoccupazione perché, essendo terminati i lavori, si incominciano a pagare i debiti
ed anche i soldi del prestito bancario stanno per esaurirsi se non avviene una regolare
entrata da parte di tutti i parrocchiani".
Una preoccupazione aggravata anche dall'inizio dei lavori di
restauro presso la scuola materna parrocchiale. La necessità di messa a norma degli
impianti ha infatti richiesto interventi urgenti il cui costo sta ormai avvicinandosi ai
quattrocento milioni di lire. "E' vero che ci stiamo mobilitando presso la Curia di
Milano per ottenere un nuovo fido bancario - ha scritto il parroco - ma questo non toglie
l'impegno di ogni cittadino a contribuire per quello che potrà".
Certo a causa del maltempo delle ultime settimane e dei danni da
esso procurati questa a molti non sembrerà una priorità. Lo stesso don Franco ne è
consapevole, "L'importante -conclude- è che ognuno si apra all'aiuto, dove e come
crede perché anche il poco di tutti è sempre maggiore e più efficace del tanto di
pochi".
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