Sino
alla metà degli Anni 70 Varese era al quarto posto nella classifica della città italiane
più operose e ricche, poi è arrivata la notte della partitocrazia. La politica distrusse
ideali, tradì uomini limpidi, disposti sempre a far crescere, disinteressatamente, la
comunità. Se ne andò anche Antonio Bulgheroni, votatissimo consigliere repubblicano a
Palazzo Estense. Oggi lei ritiene che le condizioni siano mutate, che un imprenditore
anche a Varese possa guardare con maggiore fiducia alla politica?
«Laddove fosse possibile occuparsi in modo trasparente, pulito, della
res publica, gli imprenditori non si tirerebbero indietro. Sino a quando la politica avrà
delle logiche di potere, che sono completamente diverse dalle logiche dello sviluppo o di
quelle che ispirano un imprenditore di successo, difficilmente essa potrà esercitare
attrazione verso coloro che si riconoscono in altri principi e metodi. Gli imprenditori
hanno bisogno di programmi precisi, di possibilità di realizzarli e per di più in modo
trasparente. Questo tipo di esigenza non è del mondo politico, in Italia come all'estero.
Vedo che oggi bisogna fare i politici di professione e può darsi che anche un
imprenditore faccia il politico, ma allora deve cambiare veste. Albertini a Milano non fa
più l'imprenditore.» Allora non vedremo
mai Antonio Bulgheroni sindaco o presidente della provincia
« Si tratta di impegni totalizzanti, che vanno svolti a tempo pieno e sono quindi
inconciliabili con quelli che un imprenditore ha, in secondo luogo non è mai capitato che
un partito politico importante offra a imprenditori di successo posti di grande
responsabilità nei quali ci sia piena autonomia di decisione.»
E se l'offerta riguardasse il Senato o un incarico
di governo?
« Un impegno governativo o a livello europeo potrebbe essere una cosa diversa e sempre se
fosse possibile svincolarsi dalla logica dei partiti. Ma incarichi di questo tipo non te
li propongono, ecco per l'Europa all'inizio ci fu qualche iniziativa, ricordo il
coinvolgimento di Pininfarina; certamente sono esperienze esaltanti, che possono essere
prese in considerazione, ma sappiamo che cosa accade dopo.»
Bulgheroni una piccola esperienza l'ha fatta,
confortata anche da un grande consenso dei cittadini.
«Diciamo che mi piacerebbe diventare senatore o rappresentare Varese in Europa: dica da
chi e perché me lo verrebbe proposto?! Sono certo che avrei la funzione di attirare voti,
dopo di che verrei lasciato per strada. Questa è la verità! Se ci fosse una proposta
seria e alla base della quale ci fosse l'assoluta garanzia di autonomia, il discorso
potrebbe essere diverso. Ricordo che gli amici repubblicani quando mi vollero in Comune
rispettarono sempre la mia indipendenza.»
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