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| Varese - Il
liceo artistico Frattini scoppia: con due sedi distaccate e la palestra all'oratorio di
Giubiano, sogna un edificio unico. Ma il preside non si fa illusioni:"Il Comune e la
Provincia ci snobbano" |
| Liceo
Artistico: una scuola di creativi senza santi in Paradiso |
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"Siamo stati sempre
visti con sfavore dalle amministrazioni comunali". A parlare è il dirigente
scolastico del liceo artistico Frattini di Varese Alessandro Losoni, da 32 anni in questo
istituto. È testimone di tutte le fasi di nascita, crescita e sviluppo della scuola
e oggi, ad un anno dalla pensione, mestamente ammette di aver combattuto per nulla:
"Il liceo artistico è una scuola che non conta".
Saranno forse i suoi trascorsi tumultuosi degli anni '70, sarà l'ambiente creativo ed
originale, certo è che l'istituto, chiamato a sfornare artisti, letteralmente scoppia e
nessuno pare badarci.
Nato nel 1969 per volontà del comune di Varese che lo collocò nell'ex sede Enel di viale
Milano, il liceo si è negli anni sviluppato attirando un crescente numero di studenti.
Negli anni '80 fu acquisito l'attiguo stabile, sede un tempo del Calzaturificio di Varese:
"Di soldi ne hanno spesi tanti - ammette Alessandro Losoni - ma si è sempre
applicata una politica dell'emergenza. Per tamponare le situazioni senza pensare ad un
piano logico di sviluppo del liceo." Oggi i 671 ragazzi del liceo artistico sono
stipati nella sede di via Milano, hanno tre aule all'Educandato di via Cairoli e 4 spazi alla Righi. Non possiedono una palestra e , per le ore di
educazione fisica, studenti e professori attraversano tutto il centro per raggiungere
l'oratorio di Giubiano. "Lo scorso anno, il Comune promise che ci avrebbe trasferito
alla Righi - ricorda Losoni - Si trattò di un accordo verbale che poi svanì. Nel corso
degli anni abbiamo sentito tante proposte, tutte incredibili: il castello di Belforte, il
macello civico, il seminario di Masnago." Prima di lasciare il servizio per raggiunti
limiti d'età, il preside vorrebbe vedere esaudito il desiderio di una sede più grande:
"Un edificio nuovo, in un luogo servito della città, o l'ampliamento di questa
scuola. Abbiamo fatto un progetto che prevede un sopralzo in ferro e vetro, una struttura
che si inserisce perfettamente nell'ambiente. Ma la Provincia ha già detto di no."
Entro il giugno del prossimo anno, Villa Reclamati dovrà redigere un piano di messa a
norma del liceo,per una spesa di 3 miliardi e mezzo: la situazione è veramente
pericolosa, tanto che tre anni fa il preside fu condannato penalmente a causa di una presa
di corrente:" Fui io a chiamare l'Asl per quella presa. I tecnici uscirono e mi
denunciarono".
Ciò che fa fatica ad accettare Losoni è l'indifferenza delle istituzioni verso questa
scuola: "Eppure noi sforniamo degli studenti di tutto rispetto. Facciamo attività
che coinvolgono anche
la cittadinanza. Collaboriamo con il Fai e abbiamo corsi di catalogazione e numerazione
dei beni artistici. La sera, i nostri professori tengono lezioni aperte anche agli esterni
su materie prettamente artistiche. Abbiamo laboratori all'avanguardia per la grafica e
l'architettura e una biblioteca rifornitissima . Non siamo una scuola di serie B e con la
riforma educativa che avanza non sappiamo più come muoverci. Il prossimo anno, inoltre,
l'Einaudi si riprenderà le 4 classi che noi occupiamo alla Righi. Allora saremo
veramente in emergenza." |
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Alessandra
Toni
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