Varese -
Scandalo Iva, oltre alla mazzetta di 220 milioni spunta un patto concordato tra gli
imprenditori arrestati e il misterioso funzionario pubblico
Uno scambio fifty
fifty per spartirsi i soldi frodati al fisco
Una mazzetta
"una tantum" di 220 milioni più il 50% di ogni rimborso che il fisco avrebbe
indebitamente riconosciuto: era un prezzo molto esoso quello che il misterioso personaggio
degli uffici finanziari di Varese aveva concordato con gli imprenditori arrestati
nellambito del nuovo caso di corruzione scoperto dal pm Agostino Abate.
Laccordo avrebbe fatto capolino nel corso di una conversazione telefonica
"intercettata" nei mesi scorsi dalla Guardia di Finanza di Varese ed è una
delle poche novità emerse oggi sul fronte delle indagini. Le verifiche vanno avanti,
specialmente per sapere quando e come è stata effettivamente pagata la bustarella e
soprattutto in quali tasche è andata a finire. E mentre i tre imprenditori casertani -
Raffaele Di Lorenzo, Vincenzo Salzano e Vincenzo Stasio restano in carcere, gli
inquirenti nelle ultime ore avrebbero prelevato una serie di documenti (quasi certamente
pratiche sospette legate al trio degli arrestati) negli uffici Iva di via Garibaldi.
Latmosfera negli ambienti del fisco varesino resta tesa e lombra gettata
dallinchiesta della procura ha guastato la "festa" per
linaugurazione avvenuta ieri dello sportello unico delle entrate. Si diceva
dellaccordo messo a punto da corrotti e corruttori per spillare quattrini allo Stato
attraverso i rimborsi fasulli. I 220 milioni sarebbero stati una sorta di biglietto
dingresso pagato al funzionario; le parti (imprenditori e rappresentanti della
pubblica amministrazione) si sarebbero in più accordati per spartirsi fifty fifty
il denaro proveniente dalla restituzione delle imposte. Confermata infine lipotesi
che Di Lorenzo e gli altri sono stati arrestati in quanto preparavno la fuga in Ucraina,
dove già si trova in stato di latitanza il quarto uomo dellinchiesta, un
commercialista campano. Uno dei tre aveva in tasca il biglietto aereo, gli altri due
avrebbero dovuto raggiungere in auto lex repubblica sovietica; gli uomini mandati da
Abate avrebbero arrestato i tre in auto in una strada di Varese.