In Valcuvia sono
diversi i piccoli centri che si dividono i servizi di un unico vigile urbano, spesso
conteso tra più comuni e costretto a straordinari e orari proibitivi per far fronte alle
numerose incombenze.Un esempio di questa realtà è rappresentato da Orino, più o meno
ottocento abitanti, la cui amministrazione comunale divide da anni il vigile col
confinante paese di Azzio.
"E per questo motivo che sono favorevole allintroduzione della polizia
comunitaria prospettata dallassessore Calori dice Dario Clivio, il giovane
primo cittadino di Orino -. Anche nei piccoli centri la vigilanza del territorio è un
impegno gravoso per una sola persona impiegata a tempo pieno. Si figuri nel nostro caso,
dove il vigile opera a metà 18 ore la settimana col comune di Azzio e a
metà con Orino. Non va dimenticato che il controllo del territorio rappresenta solo la
parte più visibile agli occhi dei cittadini rispetto ai diversi compiti della polizia
municipale, la quale deve svolgere anche mansioni di polizia rurale, stradale, sanitaria,
commerciale, territoriale, oltre alle rimanenti incombenze. Questinsieme di
attività rappresenta un problema anche nei centri più grandi, dove però gli agenti sono
più duno".
Quali vantaggi deriverebbero dallintroduzione del nuovo servizio comunitario?
"Sicuramente saremmo di fronte ad un alleggerimento per gli agenti che già
operano nei contesti comunali. Poi verrebbero i vantaggi sul controllo dellordine
pubblico. Nonostante loperato eccellente dei militari agli ordini del Maresciallo
Landolfi (responsabile della Caserma dei Carabinieri di Cuvio ndr) avremmo dei benefici
nel pattugliamento delle strade e dei centri abitati durante le ore serali, in modo da
fronteggiare il pericolo collegato con la microcriminalità, i cui episodi sempre più di
frequente non risparmiano più nemmeno i centri più piccoli. In questo modo vedo come
positivo limpiego di forze locali per fronteggiare anche i problemi collegati alla
sicurezza dei cittadini e allordine pubblico".