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Ore 16.26.38
Giorno
07/06/07
Polizia comunitaria ? "Un bene per i piccoli centri"
Valcuvia - L’Assessore ai servizi sovracomunali Calori parla del progetto di polizia comunitaria che verrà nei prossimi mesi presentato all’assemblea dell’ente montano
Comunità Montana: presto un servizio di "polizia comunitaria"

E’ di qualche giorno fa la notizia dello stanziamento di 13,5 miliardi messi a disposizione dalla Regione Lombardia per "ottimizzare le risorse della polizia locale, che sarà così in grado di fornire servizi migliori e maggiore controllo del territorio e tutela dei cittadini dalla microcriminalità", come ha recentemente affermato l’assessore regionale agli affari generali Guido Della Frea.

Si tratta di un pacchetto di provvedimenti che la Regione intende applicare in accordanza coi principi contenuti dalla legge Regionale 8/2000 sulla sicurezza nei comuni lombardi, approvata dalla Giunta proprio su proposta di Della Frea.

Parliamo dei risvolti che questa legge potrà offrire agli amministratori dei centri più piccoli del varesotto con Guido Calori, sindaco di Cassano Valcuvia e assessore ai servizi sovracomunali della Comunità Montana della Valcuvia.

Da subito Calori si dice "soddisfatto della scelta fatta dalla Regione per dotare i comuni di una Legge Regionale capace di abbinare alle forze già presenti sul territorio anche figure professionali che possano garantire maggiore sicurezza per la salvaguardia del patrimonio pubblico e privato".

Assessore, quali sono in pratica i vantaggi che le amministrazioni potranno trarre da questa legge?

"Diciamo che i principi contenuti in tale disposizione vanno individuati in tre ordini d’interventi. In primo luogo viene favorito il potenziamento delle forze già esistenti; questo principio si abbina con il potenziamento delle infrastrutture sul territorio, oltre al terzo punto relativo alla creazione di consorzi o associazioni per creare corpi di polizie sovracomunali o comunitarie, a cui la Regione partecipa in misura variabile per il finanziamento di progetti strutturati in tal senso. Come Comunità Montana intendiamo per il momento portare avanti un progetto che si basi proprio sulla creazione di un organico comunitario. Questo da un lato potrà alleggerire le incombenze dei funzionari già presenti nei comuni più grossi come Laveno e Gavirate, dotati di un proprio corpo di polizia municipale; dall’altro sarà possibile dotare i piccoli centri - dove la polizia municipale, spesso determinata da un solo agente viene divisa tra più comuni - di professionisti in grado di coprire sia le incombenze legate al monitoraggio del territorio che quelle amministrative, in concerto con le amministrazioni locali".

Quindi si tratterebbe di una vera e propria "polizia comunitaria"?

"L’idea è proprio quella di definire unità che operino a livello comunitario in affiancamento alle forze già esistenti. Se da un lato abbiamo le polizie municipali, che spesso fanno orari d’ufficio e non svolgono, se non in casi eccezionali, un servizio di controllo notturno o serale sul territorio, dall’altro sono presenti le forze dell’ordine, che nonostante l’impegno profuso soffrono spesso di carenza d’organico per pattugliare l’intera area di competenza, molto vasta nel nostro caso. Ecco l’esigenza di un corpo di polizia sovracomunale o comunitaria che dovrebbe fungere da innesto tra le forze già esistenti".

Ha già presentato un progetto in merito a tale argomento?

"Non ancora, dato che in questa fase è importante sapere quanti comuni intendono beneficiare di tali servizi per decidere l’organico. Tuttavia ho pensato alla definizione di un numero di uomini compreso tra i 9 e i 15 agenti, da impiegare nel monitoraggio e pattugliamento del territorio soprattutto nelle ore tardo-serali. Il progetto definitivo approderà in Assemblea non appena verranno individuate le esigenze dei comuni, cui spetterà operare da fonte primaria di finanziamento oltre agli aiuti regionali, questi ultimi definiti in base ai principi contenuti nella legge".

                                   Andrea Camurani

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