E di
qualche giorno fa la notizia dello stanziamento di 13,5 miliardi messi a disposizione
dalla Regione Lombardia per "ottimizzare le risorse della polizia locale, che sarà
così in grado di fornire servizi migliori e maggiore controllo del territorio e tutela
dei cittadini dalla microcriminalità", come ha recentemente affermato
lassessore regionale agli affari generali Guido Della Frea.Si tratta di un
pacchetto di provvedimenti che la Regione intende applicare in accordanza coi principi
contenuti dalla legge Regionale 8/2000 sulla sicurezza nei comuni lombardi, approvata
dalla Giunta proprio su proposta di Della Frea.
Parliamo dei risvolti che questa legge potrà offrire agli amministratori dei centri
più piccoli del varesotto con Guido Calori, sindaco di Cassano Valcuvia e assessore ai
servizi sovracomunali della Comunità Montana della Valcuvia.
Da subito Calori si dice "soddisfatto della scelta fatta dalla Regione per dotare
i comuni di una Legge Regionale capace di abbinare alle forze già presenti sul territorio
anche figure professionali che possano garantire maggiore sicurezza per la salvaguardia
del patrimonio pubblico e privato".
Assessore, quali sono in pratica i vantaggi che le amministrazioni potranno trarre
da questa legge?
"Diciamo che i principi contenuti in tale disposizione vanno individuati in tre
ordini dinterventi. In primo luogo viene favorito il potenziamento delle forze già
esistenti; questo principio si abbina con il potenziamento delle infrastrutture sul
territorio, oltre al terzo punto relativo alla creazione di consorzi o associazioni per
creare corpi di polizie sovracomunali o comunitarie, a cui la Regione partecipa in misura
variabile per il finanziamento di progetti strutturati in tal senso. Come Comunità
Montana intendiamo per il momento portare avanti un progetto che si basi proprio sulla
creazione di un organico comunitario. Questo da un lato potrà alleggerire le incombenze
dei funzionari già presenti nei comuni più grossi come Laveno e Gavirate, dotati di un
proprio corpo di polizia municipale; dallaltro sarà possibile dotare i piccoli
centri - dove la polizia municipale, spesso determinata da un solo agente viene divisa tra
più comuni - di professionisti in grado di coprire sia le incombenze legate al
monitoraggio del territorio che quelle amministrative, in concerto con le amministrazioni
locali".
Quindi si tratterebbe di una vera e propria "polizia comunitaria"?
"Lidea è proprio quella di definire unità che operino a livello
comunitario in affiancamento alle forze già esistenti. Se da un lato abbiamo le polizie
municipali, che spesso fanno orari dufficio e non svolgono, se non in casi
eccezionali, un servizio di controllo notturno o serale sul territorio, dallaltro
sono presenti le forze dellordine, che nonostante limpegno profuso soffrono
spesso di carenza dorganico per pattugliare lintera area di competenza, molto
vasta nel nostro caso. Ecco lesigenza di un corpo di polizia sovracomunale o
comunitaria che dovrebbe fungere da innesto tra le forze già esistenti".
Ha già presentato un progetto in merito a tale argomento?
"Non ancora, dato che in questa fase è importante sapere quanti comuni intendono
beneficiare di tali servizi per decidere lorganico. Tuttavia ho pensato alla
definizione di un numero di uomini compreso tra i 9 e i 15 agenti, da impiegare nel
monitoraggio e pattugliamento del territorio soprattutto nelle ore tardo-serali. Il
progetto definitivo approderà in Assemblea non appena verranno individuate le esigenze
dei comuni, cui spetterà operare da fonte primaria di finanziamento oltre agli aiuti
regionali, questi ultimi definiti in base ai principi contenuti nella legge".