"Mi sono
preso due giorni di pausa di riflessione". Le novità sul fronte del presidente
Guidali sono tutte qua.
Le associazioni di categoria invece stanno via via facendo sapere le loro posizioni. Oggi
è il turno della Cna e dell'Associazione artigiani. La prima esprime "un
- Profondo disagio per un provvedimento che evidenzia una dolorosa lacerazione nella più
importante organizzazione di rappresentanza dellartigianato in Provincia;
- Estrema preoccupazione per la delicata situazione che si è venuta a creare in
C.C.I.A.A., impropriamente investita da tensioni nate altrove ma che rischiano di
paralizzarne loperatività e di mortificarne lautonomia;
- Indisponibilità ad accettare qualsiasi ipotesi di soluzione della crisi
dellIstituto camerale che non sia stata preventivamente discussa ed approvata da
tutte le Associazioni dellartigianato operanti in Provincia di Varese;
- Lesigenza di recuperare lo spirito e la comunanza di intenti che portarono alla
consapevole sottoscrizione degli accordi di consultazione e di collaborazione ricordati in
premessa per poter riprendere il difficile percorso intrapreso unitariamente".
"L'Associazione Artigiani tiene a precisare che - pur non volendo interferire
nelle vicende interne della Camera di Commercio - il suo ruolo, in rappresentanza degli
interessi degli artigiani e della piccola impresa, è comunque quello di sorvegliare la
situazione critica che si sta delineando all'interno del Consiglio, ma anche di
collaborare con gli altri attori socio-economici territoriali facendo in modo che le
risorse dell'imprenditoria siano indirizzate verso iniziative che seguano le reali
esigenze e le specificità del sistema produttivo varesino.
Venerdì mattina ultimo intervento con la conferenza stampa convocata dall'Api con i
suoi due consiglieri. "L'asprezza dei toni di un confronto che ha superato il proprio
naturale alveo e l'imbarazzante ma evidente strappo istituzionale, nei fatti, ormai,
creatosi in Camera di commercio evidenziano malori covati sotto le ceneri, esami di
riparazione non supera i ed accordi e patti (ma per chi e su che?) non rispettati: il
tutto cun buona pace della cosiddetta società civile e di tutte quelle Piccole e Medie
Industrie che percepiscono la portata di tali avvenimenti senza coglierne mittente e
destinatari, dopo una dura giornata di lavoro, attraverso le righe dei giornali.
Sembra che ancora una volta in nome del "Bene Comune" le vere ragioni ed i
veri motivi di alternanze e ribaltoni vengono relegate nel novero delle accidiose
polemiche mentre tutto sono... tranne che polemiche.
API Varese con il suo Presidente Luigi Garavaglia, congiuntamente ai propri due
rappresentanti nel Consiglio Camerale, dr.ssa Nunzia Ronchi e dr. Alberto Spotorno, è
lieta di invitarla ad un incontro che si terrà
venerdi 6 ottobre p.v. alle ore 11.00 presso la sede dell'Associazione a Varese in Viale
Milano n° 16.
Per una riflessione che, se da un lato deve consentire al
Sistema Varese di non entrare in stallo, dall'altro non può diventare un poco simpatico
primato varesino di rissosità, cattivo governo e sede di processi sommari o, ancor
peggio, ripristino di già ben nota pratica di spicciolo e sterile consociativismo: il
nostro territorio, le sue imprese, i suoi giovani e meno giovani cittadini si attendono,
dalla loro classe dirigente, ben altri modelli e stimoli.
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