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Ore 16.26.01
Giorno
07/06/07
"Nel lago immesse solo acque bianche"
Biandronno- Giro del lago di Varese in barca con un lettore preoccupato per la salute dello specchio d’acqua
Moria di pesci sul Lago di Varese

gavirate2.jpg (8579 byte)La scorsa settimana un lettore ci ha segnalato una moria di pesci sul lago di Varese, invitandoci a fare un giro in barca per osservare da vicino le condizioni del Lago.

E così abbiamo fatto in compagnia di Domenico Redondi, che assieme al padre gestisce da tre anni il ristorante sull’Isolino Virginia, la lingua di terra che emerge dal lago, tra i canneti, proprio di fronte alla spiaggia di Biandronno.

"Circa tre settimane fa, e in modo graduale – dice Domenico mentre guida l’imbarcazione – ho notato pesci gatto in grande quantità che morivano tra le canne. Io stresso ho provveduto a pulire dalle carcasse parte delle spiagge dell’Isolino, visto che i pesci iniziavano a puzzare a causa del caldo. Poi il vento, che per alcuni giorni ha spazzato via ogni traccia dei pesci; ora sembra che tutto sia tornato alla tranquillità".

Intanto con la barca ci spostiamo dal pontile di Biandronno al Lido di Gavirate e più su, verso Groppello, dove Domenico indica alcuni scarichi da cui, per fortuna, i tecnici comunali di Gavirate spiegano che sgorgano esclusivamente acque bianche e che i rischi di inquinamento sono minimi.

Poi si arriva alla Schiranna, dove è fermo il battello ecologicodraga1.jpg (7472 byte) della Sogeiva che ha il compito di raccogliere dalle acque del lago le impurità vegetali.
Puntiamo con la barca verso il centro del lago, sulla sponda opposta ed ecco la fila di ossigenatori che arricchiscono le acque del lago del prezioso elemento la cui assenza ha provocato negli anni scorsi preoccupanti livelli d’inquinamento.

Facciamo rientro a Biandronno ma circa le cause della moria Domenico non sa fornire alcuna spiegazione, eccetto il timore di un inquinamento dovuto ad agenti tossici.

Della moria di pesce non sanno nulla ne all’ASL di Varese, ne tantomeno in Provincia, dove non è mai giunta alcuna segnalazione dell’avvenuta moria di pesce gatto. Quindi nessuna analisi è mai stata fatta.

"Non si tratta di inquinamento – ci rassicura al telefono Luigi Giorgetti, pescatore professionista di Cazzago Brabbia che abbiamo interpellato per un parere sull’accaduto - : parlerei piuttosto di fattori climatici e di cause naturali. Effettivamente qualche settimana fa, e per alcuni giorni, dalla Schiranna a Cazzago, da Bodio fin su all’Isolino, si trovavano parecchi pesci gatto morti.ossigenatore.jpg (9088 byte)
Tuttavia – e parlo per esperienza personale - la morte graduale dei pesci gatto fa escludere un possibile inquinamento da agenti tossici, fattore che avrebbe altrimenti fatto morire non solo questa specie, notoriamente resistente all’inquinamento, ma anche le altre; inoltre si sarebbero viste grandi quantità di pesce morto nel giro di un solo giorno, e non scaglionato in più di una settimana, com’è avvenuto". (nella foto l'ossigenatore)
A cosa imputare, allora, la moria delle scorse settimane?
"Suppongo sia stata causata dalle particolari condizioni climatiche – continua il signor Luigi – che hanno prodotto un surriscaldamento delle acque dovuto ad un settembre particolarmente mite. Poi non c’è da dimenticare anche un altro importante fattore: esistono dei meccanismi naturali che regolano in modo automatico il sovrannumero di pesce: è il caso del pesce gatto, aumentato in questi anni in modo spropositato anche a causa del fatto che non è particolarmente apprezzato per la nostra cucina".

                              Andrea Camurani

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