Lago di Varese
Svolta nella causa aperta contro i comuni di Varese e
Gavirate da diciannove anni
I pescatori
chiedono due miliardi e mezzo di risarcimento danni
Due miliardi è
mezzo: è questo il maxi risarcimento che la cooperativa dei pescatori del lago di Varese
ha chiesto a enti e privati ritenuti responsabili dellinquinamento del bacino. La
richiesta è stata presentata nei giorni scorsi in tribunale dallavvocato Franco
Modesti, legale della cooperativa e costituisce una svolta decisiva nella causa avviata
ben diciannove anni fa. Se il giudice accoglierà la domanda, lindennizzo dovrà
essere pagato dal Comune di Varese (quasi per la metà) da quello di Gavirate, dalla
Philips (in quanto ex proprietaria della Ignis) e da altre aziende minori. Il giudice ha
ora 60 giorni di tempo per prendere la sua decisione. La Corte di Cassazione ha già
stabilito che la cooperativa dei pescatori ha pieno diritto a ottenere il risarcimento e
ha individuato nei due comuni e nelle altre aziende rivierasche i responsabili
dellinquinamento che ha quasi cancellato lattività di pesca professionistica
sul lago di Varese. Un sì da parte della magistratura sarebbe il coronamento della
battaglia che Natale Giorgetti, presidente della cooperativa, ha cominciato a combattere
per il "suo" lago addirittura nel 68. La richiesta di due miliardi e mezzo
si fonda su una perizia ordinata dal tribunale stesso di Varese; le controparti hanno
replicato sostenendo che la valutazione va ritoccata verso il basso, anche perché le
condizioni delle acque stanno migliorando e dunque un danno che pareva irreversibile, di
fatto non lo è più. Ma proprio in quesi giorni lo stato di salute dello specchio
dacqua torna a far discutere: nei giorni scorsi è stata segnalata una morìa di
pesci nei pressi di Bardello. Continua, nel frattempo, il piano di risanamento avviato
dalla Provincia di comune accordo con il Ccr di Ispra e che prevede limmissione nei
fondali del lago di grandi quantità di ossigeno.