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Ore 16.26.04
Giorno
07/06/07
Varese –  Le piccole e medie imprese non comprendono i motivi dello scontro al vertice della Camera di Commercio e chiedono che si faccia luce al più presto
L'API chiede chiarezza sul caso Guidali

«Non ci risultano fatti di tale gravità da legittimare la messa in stato d'accusa del Presidente della CCIAA». L'associazione delle piccole e medie imprese prende posizione sul caso che sta infiammando il mondo economico della provincia. «Chi sa qualcosa lo deve dire apertamente in consiglio, di modo che tutti i consiglieri possano esprimersi coscientemente sull'operato di Guidali». A parlare è lo stesso presidente dell'API Luigi Garavaglia che espone la posizione dei suoi associati, 979 ditte con circa 20 mila dipendenti.
A dar man forte a Garavaglia ci sono anche i due consiglieri del parlamentino camerale: Nunzia Ronchi e Alberto Garavaglia . « In tutti questi mesi non abbiamo mai avuto la percezione che qualcosa non andava - racconta Nunzia Ronchi - anche perché ogni delibera, soprattutto nella questione del centro espositivo di Busto, è stata adottata all'unanimità o a grande maggioranza. Certo, il mio intuito femminile mi aveva fatto capire che tra i personaggi in questione non corresse buon sangue. Ma nulla più».
Per uscire dall'impasse, l'Api chiede che venga convocata al più presto una riunione del consiglio, in cui si faccia piena luce sul caso Guidali, sulle accuse mosse dalla sua associazione artigiana e sulle ragioni che hanno indotto altri gruppi ad attivarsi.
L'Api, quindi, prende tempo e non si schiera, invita però tutte le parti coinvolte a riflettere sull'immagine che oggi ha la Camera di Commercio presso il grande pubblico: «Un tempo i vertici venivano spartiti tra i politici - commenta Garavaglia - oggi siamo noi imprenditori economici ad eleggere gli organi direttivi : questa guerra intestina ci riporta indietro di anni. Se la questione non si risolve, saremmo di fronte all'ennesima "occupazione" di un'organizzazione pubblica da parte di portatori di interessi particolari.» 

                                 Alessandra Toni

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