Torna a
Varese-laghi
E-mail

 

Ore 16.26.41
Giorno
07/06/07
 
Varese – Lettera di Vieri Paolo Bursich della Cgil al Prefetto Gian Valerio Lombardi 
"Contrattazione? E' la classe dirigenziale che si mette di traverso"

Riceviamo e pubblichiamo

Egregio direttore,

le chiedo ospitalità per confutare, garbatamente, il contenuto dell'articolo apparso il 27 settembre su Prealpina u.s. a firma del Prefetto Dott. Gian Valerio Lombardi dal titolo "Impiegati modello per lo stato-azienda". Nulla da eccepire sul fatto che i dipendenti pubblici debbano attenersi a comportamenti improntati su una fattiva collaborazione tra colleghi, con i superiori gerarchici e con atteggiamenti positivi nei confronti dell'utenza, ma pensare che l'apparato statale debba funzionare come un'azienda è come accostare il diavolo con l'acqua santa.

Infatti, il fine supremo di un'azienda è perseguire il raggiungimento di obiettivi di pura accumulazione economica e di profitto, mentre l'obiettivo prioritario dei ministeri, degli enti parastatali, dei comparti sanitari e degli enti locali è il soddisfacimento dei bisogni dei cittadini- utenti in maniera indifferenziata  non si puo', quindi, prescindere, per analizzare compiutamente il problema del pubblico impiego che, anche qui siamo d'accordo con il Prefetto, non ha la funzionalità che ci si aspetterebbe.

Le responsabilità però non possono solo ricadere sull'agenzia deputata alla contrattazione o sulle organizzazione sindacali, accusate di difendere il solito tran tran dei lavoratori pubblici.

L'ARAN, l'agenzia che per conto del Governo gestisce la contrattazione  nei settori del pubblico impiego, è formata da funzionari che provengono da Confindustria, lo stesso presidente prof. Dell'Aringa proviene da quell'ambiente e quindi non è possibile affermare che l'Aran non abbia un'impostazione contrattuale decisamente aziendalistica.

Non è mia intenzione difendere, sarebbe ben strano, la nostra controparte, bensì ribadire il ruolo del sindacato, che non puo' essere impunemente maltrattato dal nostro autorevole interlocutore.

La CGIL è stata l'organizzazione sindacale che come "apripista" in questi ultimi anni si è contraddistinta del perseguire una svolta nella contrattazione nel mondo del lavoro pubblico. Il fatto che oggi, con soddisfazione, si possa registrare la piena applicabilità della contrattazione decentrata e integrativa nel mondo del lavoro pubblico, lo si deve in gran parte alla nostra elaborazione e al nostro contributo.

Certo, cio' non basta, ma resta il fatto che senza questo passaggio fondamentale, avvenuto per altro senza colpo ferire e senza costi sociali, avremmo ancora contratti di lavoro pubblici legati a decreti del Presidente della Repubblica.

Ora si puo' finalmente contrattare, anche se è tutta da costruire una mentalità contrattualistica aperta e dinamica. Ma sorge una domanda: la dirigenza pubblica è pronta a questa scommessa?
Sinceramente a me pare proprio di no, se si registrano resistenze, se qualcuno impedisce al nuovo di emergere, se criteri di efficienza ed efficacia non vengono presi in considerazione, la responsabilità non puo' certo essere attribuita ai lavoratori e alle lavoratrici.

Chi rema contro, chi si abbarbica su torri d'avorio e su automatismi vincolanti, è proprio la classe dirigente pubblica, che da questa vera e propria rivoluzione teme di perdere rendite di posizione e privilegi consolidati nel tempo.

Oggi gli automatismi veri non sono quelli dei dipendenti pubblici classici, ma sono esclusivamente ad appannaggio dei dirigenti. Costoro si che hanno carriere protette, vincolate sul meccanismo dell'anzianità, senza il benché minimo riscontro sulla capacità gestionale e manageriale e sul raggiungimento di obiettivi che nessuno ha mai indicato in concreto.

E' la classe dirigenziale che si mette per traverso, che impedisce la contrattazione vera. Non è un caso che le carriere prefettizie non siano soggette ad una contrattazione di merito. Il nostro Prefetto mediti e mediti bene: sicuramente è una persona capace e di grande apertura,  ma la sua nomina a Prefetto della nostra Provincia non risponde certo ad un percorso professionale di contrattazione trasparente, bensì a quegli automatismi legati all'anzianità che lui, invece per gli altri dipendenti pubblici avversa.

Vieri Paolo Bursich

Segreteria funzione pubblica
Cgil Varese comparto Stato

                                     

Torna all'inizio dell'articolo