| Riceviamo e pubblichiamo Egregio direttore,
le chiedo ospitalità per confutare, garbatamente, il contenuto
dell'articolo apparso il 27 settembre su Prealpina u.s. a firma del Prefetto Dott. Gian
Valerio Lombardi dal titolo "Impiegati modello per lo stato-azienda". Nulla da
eccepire sul fatto che i dipendenti pubblici debbano attenersi a comportamenti improntati
su una fattiva collaborazione tra colleghi, con i superiori gerarchici e con atteggiamenti
positivi nei confronti dell'utenza, ma pensare che l'apparato statale debba funzionare
come un'azienda è come accostare il diavolo con l'acqua santa.
Infatti, il fine supremo di un'azienda è perseguire il
raggiungimento di obiettivi di pura accumulazione economica e di profitto, mentre
l'obiettivo prioritario dei ministeri, degli enti parastatali, dei comparti sanitari e
degli enti locali è il soddisfacimento dei bisogni dei cittadini- utenti in maniera
indifferenziata non si puo', quindi, prescindere, per analizzare compiutamente il
problema del pubblico impiego che, anche qui siamo d'accordo con il Prefetto, non ha la
funzionalità che ci si aspetterebbe.
Le responsabilità però non possono solo ricadere sull'agenzia
deputata alla contrattazione o sulle organizzazione sindacali, accusate di difendere il
solito tran tran dei lavoratori pubblici.
L'ARAN, l'agenzia che per conto del Governo gestisce la
contrattazione nei settori del pubblico impiego, è formata da funzionari che
provengono da Confindustria, lo stesso presidente prof. Dell'Aringa proviene da
quell'ambiente e quindi non è possibile affermare che l'Aran non abbia un'impostazione
contrattuale decisamente aziendalistica.
Non è mia intenzione difendere, sarebbe ben strano, la nostra
controparte, bensì ribadire il ruolo del sindacato, che non puo' essere impunemente
maltrattato dal nostro autorevole interlocutore.
La CGIL è stata l'organizzazione sindacale che come
"apripista" in questi ultimi anni si è contraddistinta del perseguire una
svolta nella contrattazione nel mondo del lavoro pubblico. Il fatto che oggi, con
soddisfazione, si possa registrare la piena applicabilità della contrattazione decentrata
e integrativa nel mondo del lavoro pubblico, lo si deve in gran parte alla nostra
elaborazione e al nostro contributo.
Certo, cio' non basta, ma resta il fatto che senza questo passaggio
fondamentale, avvenuto per altro senza colpo ferire e senza costi sociali, avremmo ancora
contratti di lavoro pubblici legati a decreti del Presidente della Repubblica.
Ora si puo' finalmente contrattare, anche se è tutta da costruire
una mentalità contrattualistica aperta e dinamica. Ma sorge una domanda: la dirigenza
pubblica è pronta a questa scommessa?
Sinceramente a me pare proprio di no, se si registrano resistenze, se qualcuno impedisce
al nuovo di emergere, se criteri di efficienza ed efficacia non vengono presi in
considerazione, la responsabilità non puo' certo essere attribuita ai lavoratori e alle
lavoratrici.
Chi rema contro, chi si abbarbica su torri d'avorio e su automatismi
vincolanti, è proprio la classe dirigente pubblica, che da questa vera e propria
rivoluzione teme di perdere rendite di posizione e privilegi consolidati nel tempo.
Oggi gli automatismi veri non sono quelli dei dipendenti pubblici
classici, ma sono esclusivamente ad appannaggio dei dirigenti. Costoro si che hanno
carriere protette, vincolate sul meccanismo dell'anzianità, senza il benché minimo
riscontro sulla capacità gestionale e manageriale e sul raggiungimento di obiettivi che
nessuno ha mai indicato in concreto.
E' la classe dirigenziale che si mette per traverso, che impedisce
la contrattazione vera. Non è un caso che le carriere prefettizie non siano soggette ad
una contrattazione di merito. Il nostro Prefetto mediti e mediti bene: sicuramente è una
persona capace e di grande apertura, ma la sua nomina a Prefetto della nostra
Provincia non risponde certo ad un percorso professionale di contrattazione trasparente,
bensì a quegli automatismi legati all'anzianità che lui, invece per gli altri dipendenti
pubblici avversa.
Vieri Paolo Bursich
Segreteria funzione pubblica
Cgil Varese comparto Stato
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