| Perchè la cementeria di Ternate punta sullo
smaltimento dei rifiuti, quali sono le conseguenze sulle emissioni che ne derivano, quali
gli effetti tossicologici e le implicazioni sanitarie sulla salute dell'uomo. Questi sono
stati gli argomenti discussi nel corso dell'assemblea pubblica, tenutasi ieri sera a
Varano Borghi, e posta fra le iniziative volte a contrastare il provvedimento regionale
che dal marzo prossimo consentirà alla Cementeria Merone di bruciare rifiuti con
combustibili pericolosi.
Un'assemblea partecipatissima. Poco meno di trecento persone erano infatti presenti. Posti
a sedere completi e la gente accalcata agli ingressi. Numerosi anche gli interventi nel
corso del dibattito, che hanno palesato la composizione dell'uditorio. Per la maggior
parte cittadini, molti amministratori dei comuni limitrofi, sindacalisti e anche una
rappresentanza dell'amministrazione della Cementeria Merone.
Forti le accuse espresse nel corso della serata e rivolte su più fronti.
All'Amministrazione comunale di Ternate in primis, che ha concesso parere favorevole al
provvedimento regionale senza consultare la popolazione. Un errore politico, così è
stato definito da più parti, non una distrazione amministrativa e soprattutto un
procedimento ai limiti della legge, la 241/90, che in decisioni di questo tenore obbliga
all'informazione preventiva dei cittadini.
Poi anche alla giunta regionale lombarda che ha concesso l'autorizzazione per la
realizzazione dell'impianto, all'amministrazione provinciale che ha dato la sua
approvazione. Non ultima, nella lista nera, figura anche la cementeria Merone. Uno slogan
pubblicitario della ditta, per riciclarsi come inceneritore era stato "Merone per
l'ambiente". Una scelta aziendale condotta nella più trasparente legalità, ma che
certo non si può attribuire ad un progetto ambientalista, bensì a interessi economici a
totale vantaggio della cementeria. A confermarlo ci sarebbe anche la gestione
dell'impianto affidata alla società Sealt, nella cui composizione societaria figura per
il 51% la stessa Merone.
Del resto lo smaltimento dei rifiuti e i processi produttivi puliti ed ecologici costano e
per lavorare in questa direzione occore investire molto nella ricerca. Questa è stato il
succo dell'intervento della biologa Simona Colzani, fra i relatori come rappresentante di
Rifondazione comunista, autrice nella persona di Giovanni Martina di una interrogazione in
consiglio regionale proprio sulla Merone. "Perchè l'impianto a Ternate? Smaltire i
rifiuti costa, ma in Italia ci siamo ingegnati - ha spiegato la Colzani - e in questo caso
è la stessa cementeria a bruciare i rifiuti per trasformarli in combustibile utile al suo
fabbisogno energetico; un grande risparmio economico, ma un processo perverso, perché il
combustibile prodotto è altamente inquinante e per giunta il cemento prodotto è di
pessima qualità, con scorie tossiche-nocive che alla fine ritroviamo nelle nostre
case".
Marco Caldiroli di Medicina democratica ha contribuito con la sua relazione a sfatare una
serie di miti che vedrebbero le cementerie come la soluzione ideale e pulita allo
smaltimento dei rifiuti. Non c'è recupero energetico apprezzabile e dunque risparmio di
combustibili tradizionali. C'è addirittura una normativa europea che considera
preferibile il recupero dei rifiuti come materia e non come energia. Le emissioni
inquinanti soprattutto di diossine aumentano, pur restando nei limiti. I cementifici non
distruggono efficientemente i rifiuti, non rimuovono in modo efficace i metalli pesanti e
gli altri tossici presenti nei fumi e non rispettano gli standard di emissione considerati
protettivi per la salute umana.
Fra gli esperti ad illustrare le implicazioni sanitarie il chimico-tossicologo Enrico
Sabbioni del Ccr. Sono soprattutto i microinquinanti a produrre effetti sull'uomo. Ad
essere colpito, oltre il sistemna nervoso, riproduttivo e immunologico, è innanzitutto
l'apparato polmonare, con conseguenze quali enfisemi, bronchiti, asma e cancro polmonare.
Ma dove si concentrano maggiormente le sostanze tossiche, come i metalli pesanti. Sulle
particelle più piccole dei fumi, quelle che più facilmente sono inalate dall'uomo,
arrivando a contatto con i polmoni, alcune addirittura entrando in circolo polmonare.
"C'è una incertezza generale sull'impatto sanitario che ne deriva - ha dichiarato
Sabbioni - per definire il quale occorre conoscere le concentrazioni finali di inquinanti,
il destino di quelli potenziali, come si diluiscono nell'aria e molti altri fattori".
Le proposte suggerite per risolvere questa incertezza sono gli studi di bilancio di massa
e monitoraggi sulla popolazione, perchè "gli effeti più subdoli - ha concluso
l'esperto - sono quelli sull'uomo, non tanto sull'ambiente".
Alla serata era presente anche il presidente del circolo di Legambiente di Merone, che ha
illustrato l'esperienza decennale relativa alla Cementeria e indicato le richieste rivolte
negli anni alla ditta comasca, fra cui la riduzione del 50% delle emissioni, l'imposizione
del combustibile unico meno inquinante. Soprattutto ha indicato le possibili strategie per
la mobilitazione, ricorso al Tar da parte della cittadinanza ternatese e richiesta di
revoca della delibera regionale da parte dei consigli comunali in base all'articolo 72
dello statuto regionale lombardo.
Proprio in questa direzione si è mosso il comune di Travedona Monate, votando nel
consiglio comunale della settimana scorsa la revoca della delibera. Presto sarà la volta
di Biandronno e di altri comuni della zona. L'obiettivo finale e l'atto simbolico,
proposto da Vanetti sindaco di Biandronno, sarà la consegna collettiva di queste revoche
alla giunta regionale lombarda.
Dalla Cementeria, rappresentata ieri sera dal dott. Barbaglia che si occupa delle
problematiche ambientali dell'azienda, è stata espressa la disponibilità ad analisi
sulle emissioni, condotte da società sopra le parti. Mentre fra gli inviti finali si è
aggiunto quello di Tamborini, medico ternatese, all'amministrazione comunale "di non
perseverare in questo errore politico e di unirsi agli altri amministratori per fermare
questo processo di morte".
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