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Ore 16.26.24
Giorno
07/06/07
Una lunga cronistoria

Una sintesi interessante ed esauriente della questione

Inceneritore, è l'ora del buonsenso 
di F. Fagiani

Termodistruttore una scelta miope

Qualcuno getta benzina sul fuoco

La mozione da spedire alla Provincia

La lettera dei comuni

Il documento dei comuni

Gli ambientalisti contro l'inceneritore

Lega contro Lega

La lettera di Maroni

La risposta di Ferrario

 

Provincia Varese

Comune Varese

Piano dei rifiuti

Regione Lombardia

Varese –  Dopo venti mesi di silenzio la Giunta provinciale prende una decisione a sorpresa
Il secondo inceneritore sarà costruito a Caronno Corbellaro

"Da otto a tre. Quasi con un gioco di prestigio le aree che erano state individuate come possibili sedi del termodistruttore del nord della provincia, sono diventati tre: Brebbia, Casale Litta e Caronno Corbellaro. Ma in realtà i siti individuati dagli ingegneri della Pim di Milano si riducono a due: Brebbia e Casale Litta.  Caronno Corbellaro ha infatti il vantaggio di avere lì a due passi Castiglione Olona e mettere a repentaglio "l'isola di Toscana in Lombardia", perfino a detta dei tecnici, sarebbe "imbarazzante". I siti  si riducono così a due. Non basta,  dalla lunga presentazione fatta di centinaia e centinaia di dati tecnici, l'impressione un po' di tutti i presenti è che, al 90 per cento, il termodistruttore si farà a a Brebbia".
Questo era quanto scriveva Varesenews il 27 gennaio 1999, oltre venti mesi fa. 

Nel pomeriggio di oggi il colpo a sorpresa. Smentite tutte le supposizioni e le logiche legate a quell'articolo, ma il giornale pubblicò un vero e autentico dossier sulla questione, la decisione presa dalla Giunta provinciale individua proprio in Caronno Corbellaro il sito dove verrà costruito il termodistruttore.
Il presidente della giunta, il leghista Massimo Ferrario non ha smentito la notizia trapelata da Villa Recalcati. "Dai comuni, tra cui anche quello di Varese, che ci avevano chiesto una pausa di riflessione – ha detto Ferrario – non è più giunto alcun segnale e così si è buttato via un anno di tempo. Adesso noi andiamo avanti".
Ferrario si rifà all'iniziativa assunta dal Presidente del consiglio comunale di Varese, Roberto Maroni che con una lettera del 14 dicembre 1998 prese l'iniziativa e rallentò le decisioni della Provincia. La proposta si rivelò presto inconcludente. Venne fatto un consiglio comunale di Varese aperto alle altre amministrazioni, fu previsto anche un viaggio negli Usa per vedere nuove tecnologie e poi il silenzio assoluto. 
"Tempo da perdere non ce n’è più – commenta ancora il presidente Ferrario – e strade alternative non ne vedo; non è infatti più pensabile aprire nuove discariche e la raccolta differenziata assorbe ormai il 40% dei rifiuti prodotti nel nostro territorio, una delle percentuali più alte di tutta Italia".
A proposito del tempo vale forse la pena ricordare al presidente Ferrario che il comune di Varese chiese novanta giorni di tempo a partire da metà febbraio. Periodo d'oro per chi, come il nostro amministratore provinciale doveva correre per le Elezioni europee, a prescindere da quello che sarebbe poi stato il risultato. 
Ora la questione dell'inceneritore torna nello scadenzario del Presidente e le decisioni si riprendono a tambur battente, senza la minima informazione verso nemmeno i soggetti direttamente interessati. "Qua è peggio della Bulgaria, - afferma Graziano Maffioli, capogruppo del Polo e sindaco di Casale Litta, uno dei comuni che poteva esser prescelto, - Sono stato occupato tutto il pomeriggio, ma che sarebbe stata presa questa decisione non era affatto nell'aria. Mi ha avvisato il sindaco di Gazzada, ma sembrava ancora una cosa da accertare. Noi non siamo stati coinvolti minimamente".

I giochi comunque non sono ancora fatti anche perché la decisione deve esser ratificata dal Consiglio provinciale e poi deve passare dalla Regione. 

                                     Claudio Del Frate - Marco Giovannelli

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