| L'intervista
riportata di seguito venne pubblicata su Airone la rivista delle Prealpi nel febbraio 1999
«La democrazia inizia dal problema della salute. E su questo non ci possono
essere compromessi. Io ho iniziato a occuparmi di questioni ambientali per un principio di
onestà interiore» . Don Maurizio Canti (nella foto a destra),
parroco di Gornate Superiore, è schietto e diretto. Il suo intervento in consiglio
comunale a Varese è arrivato puntuale proprio quando si era fatto un accenno alla
questione della democrazia.
«La questione del piano rifiuti viene da lontano, tutto inizia con
le cave. Ma sono argomenti su cui c'è un'arroganza incredibile, perchè incredibili sono
gli interessi economici. Ma ora la cosa sta prendendo una piega pericolosa».
Cosa intende dire?
«Mi preoccupa il taglio politico, ho paura che si mettano d'accordo sopra la pelle
dei cittadini. La legge prevedeva alcune cose tutte disattese. Per prima cosa andava fatto
un centro di osservazione, ma se ne sono ben guardati dar farlo. Poi occorreva dare una
priorità al riciclaggio e al compostaggio e da ultimo andava avviato un processo
per la definizione dei prezzi del mercato delle materie seconde. Niente è stato fatto.
Mentre tutti sanno che l'inceneritore non può avere alcun vero ed efficace controllo. Non
è con l'analisi degli odori che si capisce se emana sostanze tossiche o no. La diossina
non puzza! L'altra questione che mi preoccupa è la polemica che sta scoppiando tra
zona nord e sud provincia. Ci stanno dividendo inventando notizie false come quella dei
rifiuti a Bergamo e Brescia».
Cosa bisognerebbe fare?
«Avere il coraggio di bloccare tutto. Perchè così come stanno le cose non si può che
far danni. Se la provincia fosse disposta a riaprire un tavolo capirebbe che ci sono delle
priorità da cui non si può prescindere. La salute, l'occupazione e l'ambiente».
Come mai è così accanito per questo problema?
«Lo conosco da anni. Io sono diplomato e ho studiato a fondo la storia degli
inceneritori. Sono giunto alla conclusione che è solo una squallida questione di soldi e
di interessi e ho paura che un giorno o l'altro qualcuno mi bruci la chiesa per questo mio
mio impegno».
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