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| Varese Sindacati
confederali e Snals soddisfatti per l'andamento dello sciopero in provincia. I dati,
ancora parziali, indicano un'adesione del 30% |
| Scuola chiusa per
sciopero dei professori |
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In 100 mila sono
scesi in strada per protestare contro il ministro della Pubblica Istruzione De Mauro e il
Governo. Roma è stata invasa da professori arrabbiati che hanno chiesto a gran voce un
aumento consistente di stipendio. Anche una delegazione è partita in treno da Varese per
portare nella capitale il malumore della provincia.
I dati ufficiali sull'astensione si conosceranno domani mattina: ma dalle prime
indicazioni appare che almeno il 30% dei docenti ha incrociato le braccia.
Le stime si riferiscono al 40% degli istituti della provincia. Molti istituti non hanno
inviato i propri dati nei tempi richiesti e in molti istituti non c'erano i presidi.
Anche se approssimativo, il risultato è apparso soddisfacente per i sindacati confederali
e lo Snals che avevano indetto lo sciopero. «Nel febbraio scorso - ricorca Antonio
Antonelli, segretario provinciale della Cgil scuola - l'astensione arrivò al 40%. Allora,
la protesta riguardava il concorsone, con i quiz per "saggiare" le capacità dei
docenti».
Come allora, anche oggi la contestazione appare abbastanza diffusa: il corpo insegnante ha
gli stipendi più bassi d'Europa e vuole un aumento consistente. L'offerta del Governo non
è apparsa sufficiente e si spera che ai 1.190 miliardi offerti se ne aggiungano altri.
L'adesione in provincia è stata definita a macchia di leopardo, con alcuni
professori che sono tornati a casa, loro malgrado, per carenza di studenti, tenuti
prudentemente a casa per evitare scampagnate dei ragazzi non organizzate.
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Alessandra
Toni
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