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Ore 16.28.17
Giorno
07/06/07
La maggioranza della Carnini è passata alla Parmalat

dossier latte

Varese - Chi conferisce il latte all'azienda comasca è fiducioso, chi è socio di Prealpina latte sorride perchè resta l'ultimo produttore varesino: si vive con ottimismo un'altra mossa monopolistica nel mercato del latte 
La vendita di Carnini non spaventa gli allevatori varesini

Se ne parla sottovoce da mesi, con un pò di timore, sulle sorti della Carnini s.p.a., una delle ultime centrali del latte indipendenti in Lombardia. Dopo l'acquisto della centrale del latte di Milano da parte della Granarolo, la Carnini è, insieme alla centrale del latte di peschiera Borromeo (quella del latte Milano, per intenderci) e alla cooperativa Prealpina latte, che commercializza il latte Varese, una delle tre ultime centrali del latte non assorbite dalle due grandi leader, Parmalat e Granarolo, di un mercato già fortemente concentrato come quello del latte.

L'ultima voce, emersa pochi giorni fa, dà maggiore consistenza a quelle che erano fino ad ora semplicemente delle dicerie: si è svolta infatti nella sede dell'unione industriali di Como un incontro tra azienda e sindacati, volta a chiarire quanto delle voci fosse vero, ed è emerso per la prima volta su esplicita ammissione dell'azienda, la volontà della famiglia Carnini di cedere la maggioranza delle sue quote al colosso Parmense.

"E’ una notizia nota da tempo – replica tranquillo il segretario della Confagricoltori varesina – quella dei trasferimenti di quote da Carnini a Parmalat, anche se in misura minore di quanto si dica in questi giorni. Io non penso che alla fine la quota di proprietà ceduta sia così ampia, o almeno non ci crederò finchè non vedo tutto nero su bianco. Non mi immagino Mario Carnini cedere così ampiamente la sua azienda"

"Sono tranquillo" sostiene Carlo Bergamaschi, ex presidente della Coldiretti varesina e allevatore che conferisce 12mila quintali all’anno alla Carnini "La Carnini mi paga un sovrapprezzo di 55 lire al litro rispetto al costo regionale per avere da me ogni giorno latte di alta qualità, e la Parmalat, che dovrebbe rilevarla secondo le voci che ormai si inseguono da mesi, muove il 40% di latte fresco. Io penso che alla fine non cambierà niente di ciò che accadeva prima".

"Io non sono così ottimista – rilancia Claudio Vallini, attuale presidente di Coldiretti, allevatore di Venegono e vicepresidente di Prealpina Latte – Parmalat compra Carnini per il mercato che l'azienda di Villaguardia ha, e nient’altro. Ed è abituata a pagare meno: chi conferisce a Lactis, che produce latte fresco ed è di proprietà della Parmalat riceve non più di 25, 30 lire di sovrapprezzo. Stiamo parlando di una grande industria, non penso che stia a trattare. L'esperienza che abbiamo avuto con Lactis (Che è stata partner di prealpina latte per un gcerto periodo e che ha poi fatto una concorrenza spietata al latte Varese, n.d.r.) insegna. Io avrei preferito che Carnini non vendesse, e lo dico sia come allevatore che come presidente della Coldiretti"

"Il passaggio delle quote di maggioranza della Carnini dalla famiglia Carnini alla Parmalat porta con sé due elementi contrastanti –spiega Fabio Binelli – uno è negativo: la Carnini è una media azienda lattiera con un forte radicamento sul territorio e verrebbe ceduta al leader italiano del latte, aumentando in maniera preoccupante la concentrazione del mercato in poche aziende. Se la competizione con queste aziende avviene sui prezzi le piccole realtà sono destinate a scomparire. Ma ha anche un risvolto positivo, almeno per noi della Prealpina latte: la nostra centrale in questo modo rimarrà l’unica a proporre un latte prodotto a pochi chilometri da casa" Vi aspettate l’arrivo di nuovi soci tra gli allevatori varesini che ora conferiscono a Carnini, delusi magari dai cambiamenti? "E’ possibile che possa esserci tra gli allevatori un effetto delusione, specie se la figura forte di Mario Carnini dovesse defilarsi: noi potremo accoglierli però solo compatibilmente alle nostre possibilità di produzione. Abbiamo infatti dei limiti di capacità".

Stefania Radman

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