| L'INPS ha
attuato in questi giorni, a livello nazionale, una iniziativa coraggiosa: chiedere ai suoi
utenti cosa ne pensano del servizio del grande ente che eroga i trattamenti previdenziali,
e che nell'immaginario della gente (e forse anche in qualche realtà) spesso è
"l'ente che ruba i soldi, un carrozzone di Roma". Il
questionario verrà consegnato agli utenti dal 18 al 30 di settembre nelle sedi di Varese
e nelle sedi di Luino, Busto e Gallarate, nei primi due giorni hanno già risposto in
trecento. Cosa dicono i varesini delle sedi prealpine dell'istituto di previdenza sociale?
"Se c'è qualcosa che non mi va? Poco: vorrei solo che gli
impiegati che stanno allo sportello non dovessero anche rispondere alle domande per
telefono" racconta Franco, varesino 57 anni, impiegato per tanti anni in una ditta di
Cernusco sul Naviglio che dopo tanti anni di pendolarismo appena ha potuto si è messo in
pensione. Ha un'aria rilassata mentre attende nella sede di via Volta, che dovrebbe essere
meno confortevole del solito, visto che è in piena ristrutturazione.
Dalle sedie verdi della sala d'attesa dell'Inps passano alcune delle
storie più dolorose e importanti della vita dei varesini: storie anche difficili, come
quella di una signora napoletana che vive a Varese da tantissimi anni, e che è all'INPS
perché sta separandosi legalmente dopo una vita di violenze "Io per quello mi trovo
bene qui, lo scriva" dice al signor Franco, in fila come lei, che la sta aiutando a
compilare il questionario.
"Lo compilerò dopo, perché è la prima volta che vengo qui.
Prima andavo in via Robbioni" racconta una signora che resta anonima, una lavoratrice
autonoma nel commercio da tanti anni. Ma dopo il colloquio non ha l'aria soddisfatta...
qualche problema di servizio? "No, no per quello sono stati gentili e velocissimi....
solo che mi hanno detto che prenderò una miseria di pensione..."
La signora Enza è in via Volta per domandare della pensione del
marito "Per me invece mi sono già informata tempo fa: ho lavorato per otto anni, poi
ho chiesto informazioni sulla contribuzione volontaria" E come è andata?
"Che non l'ho fatta! Non sono mica scema: mi chiedono 2 milioni ogni tre mesi e poi
che sicurezza ho di riavere indietro qualcosa? Ho preferito metterli in banca...." il
questionario lo compila, ed è positiva con i dipendenti: pare che abbia avuto un ottimo
dialogo, malgrado tutto.
Di tutt'altra opinione è una giovane vedova che sta attendendo da
mesi la pensione di reversibilità: "Sono vedova, tiene la mia pratica il patronato,
non ho una risorsa e adesso mi inventano che ho dei redditi e che quindi non mi spetta la
reversibilità. E adesso come faccio io?" Lei non compilerà il questionario:
"cosa lo compilo a fare? tanto non cambia niente, anche se dico che sono
scontenta..."
Viviana invece è molto più serena: "Adesso è tutto regolare:
Lavoro al circolo di Casbeno con i miei figli, sono regolarmente stipendiata, e perciò ho
anche una posizione Inps. Prima non era così: ho lavorato in tessitura, poi con i miei
genitori in una azienda famigliare ma loro per ignoranza non mi avevano dato una posizione
lavorativa. Così io risulto come contribuente da poco, vedremo. Comunque non sono venuta
qui per me: è morta mia mamma, e venivo a chiedere se c'erano incombenze in
merito..." lei il questionario lo compilerà, e non ha l'aria di quella che si
lamenterà.
Stefano, in pensione dopo una vita di lavoro in giro per l'Italia
invece confessa: "Lo compilerò dopo il colloquio, poi farò una media... ho già
avuto diversi contatti con questi uffici, e fino ad ora sono stati buoni... ma oggi
prevedo uno scontro, perché da quando ho aggiunto una pensione autonoma mi hanno
dimezzato tutto, sia quella autonoma sia quella che avevo in precedenza... Io comunque mi
sono trovato meglio a fare da me".
In che senso? "Nel senso che per la pensione di mia moglie ci
siamo rivolti ad un patronato, di quelli famosi a Varese e che vantano grossi numeri ma di
cui non dico il nome, e ci hanno fatto perdere 14 milioni che le spettavano per incuria.
Quando si è trattato di avviare la pratica della mia pensione ho deciso di
informarmi per bene e trattare direttamente con l'Inps".
"Noi abbiamo con i patronati una relazione stretta e cordiale,
di continuo aggiornamento reciproco" ha precisato Matelda Crespi, vicedirettrice
dell'Inps varesina "Ma se ci sono casi come questo, voglio ricordare al signore che i
patronati sono assicurati contro le richieste di risarcimento come la sua: si può
rivalere del danno, anche se non potrà per motivi di inderogabilità dei termini, portare
avanti la pratica INPS"
Tutti cortesi, tutti gentili: in via Volta l'impressione è che la
maggioranza dei questionari - sicuramente più di duemila entro la fine della campagna -
sarà positiva. Anche perché però i critici, che ovviamente ci sono, hanno scelto
la via del silenzio: chi ha qualcosa da dire sembra che tenda a non compilare il
questionario.
"Qui in via volta le cose vanno più lisce, i problemi a Varese
ci sono tendenzialmente in via Robbioni, dove si gestisce il lavoro autonome e del
commercio: lì l'automazione delle pratiche è arrivata molto tardi, le leggi e i criteri
di calcolo sono cambiati più volte in pochi anni, il lavoro è molto difficile. E se gli
utenti si lamentano, ne hanno ben ragione. ma se non compilano i questionari in caso
di critiche non è un bene - rispondono sorprendentemente dalla direzione generale
dell'Inps varesino - i questionari sono fatti apposta per individuare quali sono i punti
deboli del servizio e noi abbiamo bisogno di sapere quali sono. Per di più i questionari
sono anonimi, perciò ci si può esprimere in tutta libertà per suggerimenti e
segnalazioni".
Durante i giorni della campagna oltre a compilare i questionari
materialmente nelle sedi INPS, è possibile anche esprimere il proprio parere via
Internet, nel sito
nazionale dell'Inps.
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