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Ore 16.28.21
Giorno
07/06/07
Sarà a villa Panza la prima gita degli esperti della globalizzazione

L'Università (Insubria e Cattaneo) e Formas a scuola di globalizzazione

 
 
Varese - E' successo nella prima giornata del convegno organizzato dall'International Economic Conference di Varese
A Varese gli economisti del mondo parlano di globalizzazione "in pace"

Sono a Varese per parlare un po’ in pace di globalizzazione e, per una volta tanto, l’indifferenza della società varesina su certi fatti culturali gioca a favore della discussione.  A partire da stamani infatti alle ville Ponti una folta rappresentativa del mondo accademico internazionale, ma anche blasonati rappresentanti del WTO e del Fondo Monetario Internazionale, della Cgil e di Mani Tese, hanno affrontato per la prima volta  con calma un argomento che sta invadendo le nostre vite, e per cui fino ad ora – anzi fino a pochi giorni fa – ci sono stati solo scontri tra due fazioni opposte. Con il tempo e la disponibilità per parlare, il convegno "Globalizzazione: sfide e opportunità per l’economia italiana" è stato capace di precisare, se non i contorni dell'argomento, almeno i limiti entro cui dibattere.

"Sono contento di essere in questa splendida regione: sono molto più contento di essere qui che a Seattle o a Praga la settimana scorsa" racconta con un pò di sollievo Sam Laird, scozzese, rappresentante dell'organizzazione mondiale del commercio, ormai fin troppo abituato agli scontri in occasione di ogni spostamento dell'organizzazione "Prima dell'OMC non esistevano accordi che valevano per tutti, ognuno si metteva d'accordo con chi voleva. L'OMC è, perlomeno, un sistema più coerente, con regole valide per tutti. Io capisco che c’è sfiducia nelle istituzioni e che forse c’è addirittura una sfiducia nell’economia. Mi rendo conto delle preoccupazioni della gente. Ci sono barriere commerciali forti nel mondo. E' giusto che noi operiamo affinché vengano posti dei limiti, ma bisogna tener conto del fatto che non c’è modello di riferimento, stiamo cominciando da zero. Una cosa voglio però segnalare: l'OMC è una istituzione vissuta come una organizzazione segreta potentissima.Non c'è un sistema di votazione a maggioranza nell'organizzazione. Se uno è contrario, non se ne fa nulla: così funziona l’OMC. Tutti hanno potere di veto, dunque: una cosa che rende anche difficile progredire".

"Progredire non è facile: occuparsi di problemi  ambientali o del lavoro sembra allontanare l'organizzazione dalle discussioni sul commercio, e prendersene carico significa sovraccaricare l’organizzazione. ha concluso Leird - Ma non prendersene carico significa restringere troppo il campo, e inolte, solo occupandosene seriamente l’OMC avrà il consenso dell’opinione pubblica".

Se l'Organizzazione mondiale del commercio, per nome di Sam Leird, si esprime così, mostrando attenzione per i temi su cui "il popolo di Seattle" combatte a testa bassa, la rappresentante di Mani Tese, Marina Ponti, in questa atmosfera tranquilla può affermare: "La maggioranza della società civile non è contro la globalizzazione: vuole solo che la globalizzazione sia perseguita con etica, perseguendo logiche di inclusione (contro perciò la marginalizzazione di individui e paesi) di sostenibilità, di sviluppo".

"Questa è una occasione molto importante di confronto che, per come si è avviato in questo seminario, aiuta un dibattito sul merito, e non su dei principi astratti e teorici - ha aggiunto Walter Cerfeda, segretario nazionale della CGIL - Tale dibattito ha infinite applicazioni economiche e sociali: questo conferma però che nessuno abbia la ricetta precisa per governare il processo. Ma proprio in assenza di una ricetta vincente, penso sia sbagliato far agire indisturbati il grande manovratore".

"Noi come sindacato consideriamo la globalizzazione un processo inevitabile, e anche utile - ha continuato Cerfeda - e questo sulla base di constatazione concreta, perché sappiamo quanto possano crescere i paesi che hanno scambi commerciali aperti. Dentro questo processo bisogna però fare i conti con i caratteri e i costi della competizione globale".

Dei costi non bassi, che prevedono necessariamente delle crisi finanziarie, e che richiede "un lavoro per prevenire crisi finanziarie e gestirle al meglio le crisi finanziarie sono dirompenti per un paese", come ha sostenuto nel convegno Roberto Faini, rappresentante del fondo monetario internazionale.

Domani si dà, nel convegno, più spazio alla politica locale:  sotto il nome di "Globalizzazione: sfide e opportunità per l’economia italiana" avverrà infatti una tavola rotonda, moderata dall’economista Mario Talamona, con la partecipazione di Francesco Bellotti, presidente del Comitato piccola industria e vicepresidente di Confindustria, di Walter Cerfeda, vicesegretario nazionale della Cgil, di Mauro Fabris, sottosegretario al Commercio con l’estero, e di Fabrizio Onida, presidente dell’Istituto commercio estero.  

Stefania Radman

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