| Riceviamo e pubblichiamo
Settembre, tempo di riapertura dei cancelli
per le imprese artigiane e le piccole imprese che li avevano chiusi nel segno della
stabilità e che devono ora fare i conti con alcune novità non certo positive.
"Se la maggior parte degli
imprenditori, nel corso dell'ultima indagine congiunturale realizzata prima della pausa
estiva, prevedeva una ripresa del lavoro nel segno della stabilità - spiega Giorgio
Merletti, Presidente dell'Associazione Artigiani della Provincia di Varese aderente a
Confartigianato - ora sono in molti a dover rivedere il loro giudizio. Proprio nell'ultima
settimana di agosto si è tornati a parlare di aumenti delle tariffe per luce e gas. Per
le imprese si prospetta dunque un salasso che non era stato messo in bilancio. I nuovi
rincari tariffari mettono ancora una volta a dura prova la possibilità di competere delle
imprese di minori dimensioni e pongono limiti reali alla corretta concorrenza rispetto
alle aziende di altri Paesi che non risultano altrettanto penalizzate dai costi per
l'energia elettrica".
Il conto per gli artigiani e per le piccole
imprese si preannuncia salato: per il prossimo bimestre, sotto la spinta dell'Euro debole
e del caro petrolio, le bollette di luce e gas metano saranno più care rispettivamente
dell'1,5% e del 2,3 per cento. Alle imprese artigiane l'aumento delle tariffe elettriche
costerà 36,9 miliardi in più nel prossimo bimestre rispetto al periodo luglio-agosto. In
pratica dall'inizio dell'anno, insieme agli altri aumenti dell'elettricità, le imprese
hanno subito rincari del 7,% con maggiori costi per 178,47 miliardi. Su base annua, in
assenza di ulteriori rialzi, gli artigiani pagheranno l'energia elettrica 214,16 miliardi
in più rispetto al 1999.
Purtroppo quella delle tariffe non è
l'unica novità in grado di far peggiorare le previsioni: ad offuscare il futuro ci si
mette anche la manovra Finanziaria in preparazione per il prossimo anno. Il
sottosegretario al Lavoro, Raffaele Morese, ha infatti proposto di arrivare in cinque anni
alla parificazione delle aliquote previdenziali per lavoratori dipendenti, autonomi e
parasubordinati. In pratica, parallelamente alla riduzione delle aliquote per i
dipendenti, dovrebbero aumentare quelle dei lavoratori autonomi e dei cosiddetti
parasubordinati, oggi rispettivamente attorno al 16 e al 12,5 per cento. "Alla
vigilia dell'inizio degli incontri tecnici sulla nuova Finanziaria - commenta Merletti -
si ipotizza un aumento dei contributi pensionistici degli autonomi per risolvere il
problema del lavoro nero e dare una spinta all'occupazione. In realtà il rischio è di
ottenere il risultato opposto, spingendo di fatto migliaia di imprenditori a rifugiarsi
nel sommerso, con gravi conseguenze anche per l'occupazione".
Un fronte, quello dell'occupazione nelle imprese artigiane,
che in provincia di Varese ha dato segnali positivi tra aprile e giugno di quest'anno,
facendo registrare un lieve aumento delle assunzioni. "Le aziende - conclude Merletti
- in molti casi cercano manodopera. Un settore tradizionale della nostra zona, quello
meccanico, è alla ricerca di nuove leve da inserire in azienda: figure professionali come
stampisti, modellisti, disegnatori e operatori di macchine utensili hanno buone
prospettive di impiego a patto però che vi sia una formazione adeguata, fatta di teoria,
ma anche di pratica. Ma soprattutto è necessario che la manovra Finanziaria per il
prossimo anno non ponga freni allo sviluppo attraverso l'imposizione di nuove tasse per le
imprese".
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