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spento l'eco del workshop svoltosi a Cernobbio in quest'ultimo weekend, che ha radunato il
gotha dell'economia e della politica internazionale (da Amato a Agnelli da Duisemberg alla
Melandri) per analizzare a tutto tondo l'attualità economica europea, che in un contesto
molto più vicino a noi si stanno per riaccendere i riflettori su di un altro convegno
internazionale dal taglio economico e dalle finalità concrete di utilizzo amministrativo
e politico. Si svolgerà infatti a fine mese alle Ville Ponti di Varese il secondo
seminario organizzato dall'International
Economic Conferences di Varese, associazione nata dal lavoro comune delle due facoltà
economiche della provincia, quella dell'Insubria e quella
della Cattaneo, e dalla sensibilità
sull'argomento di Formas, l'azienda speciale della
Camera di commercio che si occupa in maniera particolare di formazione e di aggiornamento imprenditoriale. Trovate il paragone troppo ardito? La prima edizione, intitolata "Sviluppo locale in Europa: nuovi paradigmi e nuovi
strumenti di politica economica" è stata una chicca tra le conferenze economiche
europee anche se pressochè sconosciuta in città, forse a causa del livello molto alto
del dibattito e dalla seconda lingua ufficiale, l'inglese, che era però parlato dall'80%
dei partecipanti al convegno. In compenso, nella comunità accademica internazionale
il passaparola è stato rapidissimo: tra i relatori dell'anno scorso erano presenti i
massimi studiosi europei e mondiali della teoria dei distretti industriali, ed è mancato
solo all'ultimo momento il padre di tale teoria, l'economista dell'università di Firenze Giacomo Becattini, solo perché
aveva avuto seri problemi di salute.
Così, è scoppiato tra i docenti l'interesse ad "esserci"
al seminario IECV, e tra i relatori che compaiono nel programma di quest'anno ci sono ben
quattro "autoinvitati",di cui tre italiani e uno di Nuova Dheli. Professori che
hanno ricevuto i primi inviti a partecipare al dibattito, e hanno chiesto espressamente
di presentare anch'essi "papers" sull'argomento, che quest'anno si
intitola "Globalizzazione, divisione del
lavoro e nuove regole nel mercato internazionale". Questi sono inequivocabili segni
di "sanità accademica" del seminario e di un interesse crescente ai lavori
dell'IECV in una comunità, quella universitaria, molto selezionata e selezionatrice
di eventi.
Ma non è solo la comunità universitaria ad essere
coinvolta nel seminario varesino di fine settembre: "Gli inviti sono stati spediti a
tutti i presidenti di provincia e di regione" spiega Giuseppina Morandi, direttrice
di Formas "E, a un mese dall'evento e avendo pubblicato il programma solo in
Rete, sono già parecchi gli amministratori sensibili al problema che hanno mandato la
loro adesione via internet"
La principale caratteristica del convegno del 29 e
30 settembre è infatti il taglio non solo accademico del seminario, ma concentrato sulle
finalità concrete: molte delle teorie di politica economica e industriale
ipotizzate dai principali economisti hanno vita e gambe solo nella misura in cui gli
amministratori pubblici entrano nel processo e applicano in pratica queste ipotesi
teoriche. "Questo significa
che il convegno di "locale" in senso stretto ha ben poco" continua Morandi
"Conta molto invece per le realtà territoriali in generale, che hanno tutti gli
interessi ad avviare una riflessione sulla globalizzazione. Il percorso del seminario è
lo stesso dell'anno scorso, partire dalle riflessioni teoriche per arrivare al confronto
pratico, tra economisti e amministratori pubblici: in quest'ottica, caso il convegno
è "di Varese" solo per motivi geografici".
le
informazioni e il programma del convegno
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