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Ore 16.28.08
Giorno
07/06/07
Il dossier latte
Il sito della Carnini
Villa Guardia (CO) - Non ufficiale ma ormai definito l'accordo dove la maggioranza della proprietà dell'azienda comasca passa al gruppo leader lattiero caseario italiano
La maggioranza della Carnini è passata alla Parmalat

La maggioranza della proprietà Carnini finirà nelle mani di Parmalat. Questo è quanto è   trapelato dopo l'incontro svoltosi nel pomeriggio di ieri presso la sede dell’Unione Industriali di Como fra i Sindacati e il Presidente dell’azienda lattiero-casearia di Villa Guardia.

"Abbiamo chiesto all'azienda l'incontro di ieri perché da diverso tempo stavano circolando voci incontrollate  su una possibile cessione della Carnini alla Parmalat" spiega Gianni Frigerio, segretario generale del FLAI-CGIL di Como, uno dei protagonisti dell'incontro di ieri "E in effetti la proprietà ha confermato questo accordo tra le due società, che prevede il passaggio della quota di maggioranza a Parmalat: un accordo che non può ancora essere confermato, perché per essere operativo deve avere il via da parte della commissione antitrust, che entro due o tre mesi dovrebbe dare parere vincolante"

Quello che importa di più all'antitrust è la quota di mercato che Parmalat occupa nel settore nel quale sta procedendo all'acquisto. Un settore ancora non del tutto esplorato dall'azienda che sta comprando  tutto l'acquistabile tra le aziende lattiere: la Carnini infatti è una produttrice di latte fresco ad alta qualità, un tipo di latte sul quale Parmalat non si è ancora specializzata, e nei confronti del quale, sia per motivi legati all'antitrust, sia per concorrere sullo stesso mercato della Granarolo (che al latte fresco di qualità ha votato il suo prodotto) sta puntando il suo prossimo sviluppo.

Ma la Carnini verrà assorbita e prosciugata, come è capitato a molte delle aziende acquisite dal colosso lattiero, o avrà una sorte meno drammatica? "Da questo punto di vista la proprietà Carnini ha voluto rassicurarci, nel limite del possibile - prosegue Frigerio -  Hanno detto che verrà mantenuta l'unità produttiva e le strutture ora operanti. Abbiamo anche chiesto  se l'azienda è in grado di rassicurare su di un prodotto che goda dello stesso approvvigionamento, preso gli stessi produttori e con le stesse modalità: ci hanno detto di sì, perché l'ipotesi è che la Parmalat intende sviluppare il latte fresco".

Un particolare importante anche per il varesotto, poiché alla Carnini conferiscono il latte diversi produttori medio grandi del varesotto: saranno i prossimi mesi, e la definitiva cessione delle quote societarie dopo il vaglio dell'antitrust, a rendere più chiari i contorni degli effetti che il passaggio di proprietà potrà avere nei loro rapporti.

Quel che è certo per il varesotto è che il passaggio di maggioranza della Proprietà Carnini s.p.a. alla Parmalat segna, insieme alla acquisizione della centrale del latte di Milano da parte della Granarolo, la pressocchè definitiva scomparsa di una produzione "autoctona" di latte.

L'ultima centrale a resistere a questa irresistibile tendenza all'oligopolio nazionale lattiero caseario è Prealpina Latte, la cooperativa di produzione lattiera di Varese che raccoglie il latte dei piccoli produttori della zona.   Quali saranno le ripercussioni nei suoi confronti? "Quella di Carnini rientra nella nuova filosofia delle grandi concentrazioni, alle quali sembrano ormai votate tutte le aziende lattiere - spiega Carlo Crosti direttore commerciale della cooperativa di produzione di latte varesina - Anche noi prima o poi dovremo guardarci in giro. E l'unica delle aziende che possa farci da partner per la sua indipendenza dalle "major" del latte, è la centrale del latte di Peschiera Borromeo, il "latte Milano", per intenderci: un gruppo che è ancora fuori dai grandi movimenti di concentrazione, ma che è una realtà consistente, e quindi in grado di reggere la concorrenza".

Ci sono stati già incontri a questo proposito? "Ci sono stati finora contatti commerciali,  ma nessuna proposta ancora"

Crede nell'effettivo passaggio della Carnini alla Parmalat? "Lo spero, perché Carnini era un concorrente tanto presente sul territorio quanto scomodo.   Noi ci contiamo sulla "distrazione" di una grande azienda come la Parmalat".

Cosa pensa che succederà agli allevatori? "Io dubito che Parmalat paghi bene come faceva Carnini, perciò starà a loro  fare le valutazioni. Noi comunque abbiamo possibilità di recepire nuovi soci, per quegli allevatori che si sentissero minacciati da un colosso come Parmalat".

Stefania Radman

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