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grande l'ultimo week end della fiera di Varese: fin dall'apertura del venerdì pomeriggio
era già molto alto il numero dei visitatori. Lo stand più gettonato è senza dubbio uno:
quello dei panificatori. Non c'è passante in fiera che non abbia mangiato una pizzetta,
inzuppato una brioche, preso il pane per il giorno dopo. Spesso è anche l'unico acquisto
che viene fatto in fiera, se di soldi in tasca ce n'è pochi. "Ne siamo soddisfatti -
commentano dallo stand - la cosa che ci dà maggiore soddisfazione è che la gente viene
attirata qui dal profumo del pane, una sensazione ormai ignota da molti anni, ma che tempo
fa era caratteristica di certe ore della notte e della mattina in città". In alternativa, sono comunque gli stand gastronomici a spopolare: tra
gli acquisiti degli intervistati, oltre all'immancabile pane, sono stati citati gli
amaretti cuneesi, i dolci sardi e, soprattutto, la mozzarella di bufala. Nei sacchetti
quest'anno scarseggiano i prodotti di pulizia o per la casa: padelle miracolose o panni
pulitutto non hanno questa volta fatto presa tra i curiosi.
I grandi acquisti, alla fiera di Varese, non vengono fatti
normalmente sul posto: un venditore di caminetti di Venegono inferiore, standista da
diversi anni in fiera, spiega:"qua in fiera io non vendo niente, in compenso mi
faccio molta pubblicità. Capita spesso che persone che abbiano chiesto informazioni
lì si presentino poi, dopo una meditazione accurata, in negozio".
Tra le persone interpellate, sono parecchi i "primini"
della fiera, venuti quest'anno per la prima volta agli stands della Schiranna: ragazzine
portate dal fidanzato, signore curiose o giovanotti in cerca di brevetti da distribuire.
Ma molti di più sono gli affezionati, dalle coppie in età alle intere famiglie, tutti
alla Schiranna "per curiosare un pò".
Ad essi sono rivolti gli spettacoli di quest'ultimo fine settimana,
e gli ultimi bicchieri di limoncino di Sorrento distribuiti a tremila lire in uno degli
stand regionali:un bicchierino e un acquisto, per qualche ora di sana distrazione.
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