«Mi è spiaciuto non essere in campo oggi. In quattro anni al
Varese ho saltato una sola partita». Era triste Maurizio Brancaccio (a sinistra nella foto), ex
portiere del Varese, e non certo per il risultato. Un dolore all'inguine gli ha impedito
di tornare, questa volta da avversario, nello stadio che per molti anni lo ha visto
protagonista. Era atteso da tutti, tifosi ed ex compagni, ed è stato accolto con grande
affetto. Negli spogliatoi l'abbraccio con il vicepresidente Claudio Milanese e i saluti
affettuosi di Cavicchia e Saverino. «Ho visto un bel Varese- ha detto Brancaccio- è una
squadra dura da battere, molto aggressiva, ma anche l'Alzano non mi è
dispiaciuto.» Anche Modica, altro ex di lusso, non è sceso in campo. Per lui una
botta all'arcata sopraccigliare rimediata in allenamento che ha richiesto dei punti di
sutura.
Questa volta Mario Beretta (a destra nella foto) appare soddisfatto.
«L'Alzano è una squadra che punta alla promozione e se Foscarini ha tenuto in panchina
un elemento come Ferrari è perché la rosa è ben nutrita e glielo consente. Il
Varese ha giocato bene anche se l'Alzano non sempre ci ha consentito una manovra fluida.
Il pareggio è giusto. Abbiamo sbagliato qualche palla gol, segno che davanti dobbiamo
limare qualche sbavatura. I ragazzi hanno fatto una bella prova e non ho nulla da
rimproverargli, la squadra sta bene e dimostra domenica dopo domenica di essere sempre
più in forma.»
Beretta ha sottolineato la buona prova di Gallo, entrato nel seconto tempo al posto di
Cavicchia. «È un buon giocatore, si sta curando perché ha qualche problema fisico, ma i
miglioramenti sono evidenti. Balzaretti non è stato impiegato perché alle prese con un
piccolo infortunio.»
Anche Claudio Foscarini (nella
foto a sinistra), allenatore dell'Alzano, ha
l'espressione di chi è soddisfatto del punto conquistato. «Il Varese è una squadra
tosta, ben impostata e sapevamo che era difficile venire a prenderle un punto in casa. Noi
manchiamo di continuità, con il centrocampo schierato a tre non riusciamo a scalare con
fluidità, mentre con quattro centrocampisti la squadra si esprime meglio. Non ho
schierato Ferrari perché ha un problema alla schiena. Cortinovis? Ha sostituito
degnamente Brancaccio e vi assicuro che non era facile»
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