Sarà al Campus
domani mattina, breve allenamento nel pomeriggio e già in campo sabato sera contro
Verona. Herbert Jones segue le gesta del suo nuovo compagno di squadra Albert Burditt, che
potrà comunque vantare un esordio addirittura fuori casa a Senigallia.
Ma voli intercontinentali a parte, Jones sarà il secondo straniero al posto di
Brandt.
Il presidente Bulgheroni ha comunicato solo a metà pomeriggio la notizia dell'accordo
maturato in mattinata. Jones attualmente è libero da vincoli contrattuali e vive negli
Stati Uniti. Ha 30 anni, alto 1,95 mt., gioca ala e conosce bene il campionato italiano
per aver militato nell'Avellino che è passata proprio lo scorso anno in A1. Ha una lunga
esperienza avendo giocato anche in Spagna con il Baloncesto Manresa, vincitore del
campionato, in Argentina e in Grecia.
Jones è in grado di coprire più ruoli (guardia, ala piccola e forte). È abile a
rimbalzo e nelle palle recuperate. Atleta muscoloso è dotato di un ottima elevazione e
attitudine al passaggio: lo scorso anno ha chiuso con il 63% da 2 e il 39% da 3, 3,5
rimbalzi e 13,4 punti di media a partita. Presidente
Bulgheroni, come mai questo cambio?
«Brandt ha bisogno di maturare ancora. Se prenderà il passaporto da comunitario potrebbe
avere ancora spazio da noi, ma deve fare esperienza. L'altra ragione è legata all'assetto
della squadra. Preferiamo dare più spazio a giocatori come Di Giuliomaria e Cazzaniga.
Perciò abbiamo preferito un giocatore più piccolo con le caratteristiche di Jones».
Quali sono le caratteristiche di questo giocatore?
«È un giocatore esperto, che sa dar sostanza al gioco. Ha giocato una buona stagione con
Avellino. a domani mattina e, da quanto mi hanno comunicato, è allenato e quindi potrà
giocare già da sabato».
La vicenda Rusconi?
«Mai esistita. Una notizia senza alcun fondamento, perciò non ho niente da dire al
proposito».
Le contestazioni dell'altra sera davanti a Cantù sono
state molto forti. Come mai?
«La cosa va ridimensionata molto. I tifosi hanno dato una risposta con i loro 1500
abbonamenti. Non possono essere dieci tifosi a condizionare la pallacanestro. Sono frutto
di una politica dei tifosi molto sbagliata e lontana dal modo di agire sia della
pallacanestro Varese che da quella della famiglia Bulgheroni».
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