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| Sydney - Una
città moderna, molto libera e multietnica |
| L'altra faccia di
Sydney |
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È divertente
girovagare per Sydney, basta cambiare strada per cambiare completamente scenario. C'è una
parte di rappresentanza, con i grattacieli, la monorotaia, i grandi alberghi che è
definita Sydney city.Ne fa parte anche Hyde park, dove ci si può rilassare
sulle panchine o sui prati, dove ognuno fa un po' quello che gli pare, dal freesbi
alla ginnastica orientale, ci sono i suonatori di strada, molto discreti e direi
affascinanti, e in mezzo agli addetti ai lavori per le olimpiadi e a molti
poliziotti è possibile godersi in completo relax un po' di natura. Di fianco al
parco, prima di entrare nel giardino botanico c'è una delle chiese più belle della
città, St. Mary cathedral ). Davanti ci sono sette tra ragazze e ragazzi
tutti vestiti uguali di nero e verde , stanno facendo una sorta di coreografia, un
ballo, mi fermo a guardarli e scopro che sono ragazzi della parrocchia che offrono
queste performance sul sagrato della cattedrale per raccontare il vangelo, la loro
fede in modo un po' alternativo, sono bravi, impegnati, senza troppe pretese, danno
la sensazione di potersi unire alla loro preghiera. Attraversando il parco oltre la
chiesa si esce dal quartiere centrale, e si entra in quelli un po' meno
raccomandabili. Sì, perchè se Sydney non è una città particolarmente pericolosa, ci
sono delle zone un po' meno tranquille, una di queste è il quartiere di Kings
cross, una lunga strada, Victoria street, piena di negozi, locali, ristoranti, ma
l'immagine di eleganza cambia radicalmente, e così anche le persone, prezzi più
abbordabili, facce meno raccomandabili, ci sono molti centri dove telefonare in
tutti i paesi stranieri a tariffe convenienti, take away di tutti i paesi, Thailandia,
Cina, India, fantastiche pizzerie che propongono improbabili pizze variamente
farcite e più o meno mangiabili. è sufficiente però passare il simbolo di questo
quartiere che, viva l'originalità, è una grande insegna della cocacola, e la
stessa Victoria street diventa molto più piccola, poco affollata. Ci sono alcuni
ristoranti italiani e un vecchio distributore che il parroco della chiesa vicina ha
adibito a discoteca, per tentare l'avvicinamento ai giovani, che nel quartiere sono
minacciati sia dall'alcool che dalla droga.
Continuando a spostarci cambiamo di nuovo quartiere e arriviamo alla fine di
Victoria street nel quartiere di
Durlinghust, per continuare nella tradizione dell'originalità troviamo un altro
tributo all'Inghilterra: Oxford street dove il panorama cambia ancora, perchè si
entra nella strada dove i gay sono molto più numerosi che altrove, ci sono locali
dai nomi equivoci e altri molto espliciti come il "gay & lesbo proud"
con un importante cordone bordeaux che separa i tavolini dalla strada, troppo
elegante, per il luogo in cui si trova, e non è il solo, ci sono locali aperti 24
ore, e le coppie sono in larga maggioranza gay. ma non sono ghettizzati, semplicemente a
Oxford street sono solo più numerosi o più visibili, in realtà Sydney è una
città molto libera, al pari di Los Angeles e di Amsterdam, salvo conservare la
facciata, perchè
non ho ancora visto lo stesso grado di libertà a Sydney city o Darling harbour.
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dalla nostra inviata Federica Ponzellini
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