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07/06/07

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Sydney  - Una città moderna, molto libera e multietnica
L'altra faccia di Sydney

È divertente girovagare per Sydney, basta cambiare strada per cambiare completamente scenario. C'è una parte di rappresentanza, con i grattacieli,  la monorotaia, i grandi alberghi che è definita  Sydney city.Ne fa parte anche Hyde  park, dove ci si può rilassare sulle panchine o sui prati, dove ognuno fa un  po' quello che gli pare, dal freesbi alla ginnastica orientale, ci sono i  suonatori di strada, molto discreti e direi affascinanti, e in mezzo agli  addetti ai lavori per le olimpiadi e a molti poliziotti è possibile godersi  in completo relax un po' di natura. Di fianco al parco, prima di entrare nel  giardino botanico c'è una delle chiese più belle della città, St. Mary  cathedral ). Davanti  ci sono sette tra ragazze e ragazzi tutti  vestiti uguali di nero e verde , stanno facendo una sorta di coreografia, un ballo, mi fermo a guardarli e scopro che sono ragazzi della parrocchia che  offrono queste performance sul sagrato della cattedrale per raccontare il  vangelo, la loro fede in modo un po' alternativo, sono bravi, impegnati,  senza troppe pretese, danno la sensazione di potersi unire alla loro  preghiera. Attraversando il parco oltre la chiesa si esce dal quartiere  centrale, e si entra in quelli un po' meno raccomandabili. Sì, perchè se Sydney non è una città particolarmente pericolosa, ci sono delle zone un po'  meno tranquille, una di queste è il quartiere di Kings cross, una lunga  strada, Victoria street, piena di negozi, locali, ristoranti, ma l'immagine  di eleganza cambia radicalmente, e così anche le persone, prezzi più abbordabili, facce meno raccomandabili, ci sono molti centri dove telefonare  in tutti i paesi stranieri a tariffe convenienti, take away di tutti i paesi, Thailandia, Cina, India, fantastiche pizzerie che propongono  improbabili pizze variamente farcite e più o meno mangiabili. è sufficiente  però passare il simbolo di questo quartiere che, viva l'originalità, è una  grande insegna della cocacola, e la stessa Victoria street diventa molto più  piccola, poco affollata. Ci sono alcuni ristoranti italiani e un vecchio  distributore che il parroco della chiesa vicina ha adibito a discoteca, per  tentare l'avvicinamento ai giovani, che nel quartiere sono minacciati sia  dall'alcool che dalla droga. 
Continuando a spostarci cambiamo di nuovo  quartiere e arriviamo alla fine di Victoria street nel quartiere di 
Durlinghust, per continuare nella tradizione dell'originalità troviamo un  altro tributo all'Inghilterra: Oxford street dove il panorama cambia ancora,  perchè si entra nella strada dove i gay sono molto più numerosi che altrove,  ci sono locali dai nomi equivoci e altri molto espliciti come il "gay &  lesbo proud" con un importante cordone bordeaux che separa i tavolini dalla  strada, troppo elegante, per il luogo in cui si trova, e non è il solo, ci  sono locali aperti 24 ore, e le coppie sono in larga maggioranza gay. ma non sono ghettizzati, semplicemente a Oxford street sono  solo più numerosi o più visibili, in realtà Sydney è una città molto libera,  al pari di Los Angeles e di Amsterdam, salvo conservare la facciata, perchè 
non ho ancora visto lo stesso grado di libertà a Sydney city o Darling harbour.

                                                dalla nostra inviata Federica Ponzellini

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