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| Sydney - Il
campanilismo degli australiani supera ogni limite |
| Il sosia di
Galeazzi |
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Gli
australiani, presi singolarmente sono simpatici, affabili, affascinanti, chi più
chi meno, gentili, anche se ogni tanto il loro inglese è quantomeno alternativo.
Il problema della popolazione sta nell'immagine olimpica che vogliono dare di sè,
un po' come per i quartieri, è divertente girare per tutti i quartieri, ma è
clamorosamente palese che ci sia una facciata da difendere a Sydney city e la sfacciata
ostentazione a Oxford street. Oltre tutto credo che le parti meno presentabili siano
paradossalmente le migliori, se non
altro più vere e hai la sensazione di non essere davanti a uno spettacolo, ma
dentro ad una città. dicevo degli australiani, sono estremamente fieri di essere
tali, cercano in ogni modo di esaltare la nazione attraverso gli atleti, il loro
nuotatore, Ian Torphe, che somiglia tanto ad un pesce coperto da quella tuta nera,
è praticamente un eroe nazionale e insieme a lui tutti gli altri atleti che
vincono, interviste, pubblicità e chi più ne ha più ne metta. Quando c'è un
atleta australiano in gara, se riesce a
conquistare una medaglia è difficile sapere il risultato degli altri, prima di
tutto il tributo all'eroe nazionale. Ma i giochi olimpici non erano globali,
multietnici, mondiali, io da qui posso assistere solo ai giochi australiani. ieri
per scoprire che cosa aveva fatto la nostra nazionale di volley mi sono dovuta
connettere al sito delle olimpiadi perchè in tutto il giorno non hanno dato nessuna
notizia in proposito. Però c'è una cosa che mi fa sentire un po' a casa, uno dei
commentatori delle gare su channel seven è il sosia inglese di Galeazzi! La stessa
identica voce, solo che parla un'altra lingua. |
dalla nostra inviata Federica Ponzellini
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