| All'uscita del Franco Ossola,
oltre alla delusione per la sconfitta, ad attendere i tifosi c'č l' odore acre e pungente
dei lacrimogeni e i vetri rotti di qualche autovettura parcheggiata nel piazzale. A dire
il vero momenti di tensione c'erano giā stati prima del fischio d'inizio, con le forze
dell'ordine impegnate a tener lontani dallo stadio alcuni esagitati. Le due tifoserie, o meglio, alcune sparute frange delle due tifoserie, si
urlano i soliti epiteti e si sfidano a distanza. Affacciati dalla curva ospite, come
carcerati dalle sbarre della cella, i tifosi del Cesena. In mezzo polizia e carabinieri,
in tenuta antisommossa, a cercare di sedare gli animi, pochi ma agguerriti. Colpisce, e
non puo' essere altrimenti, la giovane etā di questi scalmanati, a voler esagerare,
appena adolescenti. Teste rigorosamente rasate e simbologie nostalgiche sulle magliette. A
vigilare sulla situazione č arrivato anche un elicottero della polizia e numerose
pattuglie di rinforzo. Pioggia di insulti e di oggetti, e nonostante non se le siano
mandate solo a dire, non ci sono stati feriti gravi. Solo un ragazzino di undici anni,
coinvolto negli scontri con la polizia, ha riportato qualche contusione ad una mano.
Mentre una ragazza, che ha assistito agli scontri tra tifosi e forze dell'ordine, č
svenuta dallo spavento ed č stata portata via in autoambulanza. Gli scontri con le forze
dell'ordine sono andati avanti per una buona mezz'ora a fasi alterne e si sono estesi
oltre il piazzale antistante lo stadio. E solo dopo un'ora abbondante dalla fine della
partita i tifosi avversari hanno potuto lasciare lo stadio.
Che cosa capiterā, viene da pensare, quando alla quinta di campionato arriverā il
Como?
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