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07/06/07

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Basket - Un buon Burditt, il solito Poz e il resto così e così
I nervi saldi dei Roosters battono Biella (87-79)

Il test è subito di quelli buoni. La Fila Biella non è la squadrona che poteva testare le reali ambizioni della Varese solo di qualche anno fa. Per quella odierna, l’esordio in Supercoppa è utile per sondare il piano nervoso della squadra in vista di probabili serrati testa a testa in sfide cruciali. Da mezza classifica? Si vedrà; ancora il livello tecnico complessivo della squadra di Danna ha bisogno di ulteriori verifiche. La tenuta mentale dà invece interessanti riscontri; e non solo per lo scarto con cui nell’ultimo minuto Varese suggella la vittoria, ma per il modo con cui si tiene aggrappata ai non ampi ma numerosi e fastidiosi allunghi di Biella che si presenta spavalda e in buone condizioni fisiche. La squadra dello scatenato Crespi è Granger, soprattutto; uno che da molte stagioni contro Varese ha sempre fatto la sua figura da capofila. Anche stasera trenta punti dalle sue mani. Tra lui e i compagni un abisso; il solo piccolo Brewer, 16 i punti alla fine, e una buona regia; gli altri sono figure abbastanza intercambiabili o comprimari; buoni giocatori di quantità, ma non si vedono fenomeni. Varese il fenomeno ce l’ha, naturalmente. Il Poz, è già stato detto da molti osservatori fin dalle prime uscite, pare un giocatore serioso, involuto nel suo abituale spavaldo istrionismo, concede pochi sprazzi di comicità e, ancor più grave, di comunicazione con i compagni e con la platea; quanto a quantità e qualità di gioco è sempre lui; per lo più immarcabile, generoso, inventivo, in alcuni casi pasticcione. Ma che dire dei suoi 29 punti, e dei suoi 12 assist? All’altezza dei tempi migliori. La vera sorpresa, festeggiata alla fine dai tifosi, pochi per la verità, è il debutto di Burditt, il centrone tatuato; per lui un esordio che ricorda quello di Micheaux , tanti anni fa. Pronti e via e schiacciata tutta muscolare. Non sarà l’unica della sua partita, costellata di molta sostanza, di buoni tiri che denotano una salda impostazione di base, di stoppate, e quel che più conta un feeling istintivo da non sottovalutare con Pozzecco. Il fluido buono play-pivot è ciò di cui questa squadra ha un bisogno disperato. Per Albert, un tiro un urlo, un rimbalzo un altro urlo, che pare di vedere giocare un Maori: 28 punti e 11 rimbalzi. Col miglioramento della condizione si può sperare in una presenza rassicurante la sotto. Chi si ostina a non dare sicurezze anzi a balenare lo spettro di un Sekunda riuscito male è l’etereo e spiritato Brandt: per lui come Glenn dello sciagurato inizio di stagione scorsa, la pazienza del pubblico è già oltre la soglia di sicurezza, quella di Danna, immaginiamo, pure. Sei punti per lui, tanta imprecisione dalla distanza e ci pare una scarsa vis nel prendere in mano le situazioni sul campo. Gli altri tra alti e bassi, portano la loro legna. Ci si aspettava un po’ di più da Cazzaniga che Danna butta nella mischia da subito con Vescovi pronto a rilevarlo. Il giovane paga lo scotto dell’emozione forse, ed è al di sotto dei suoi standard fin qui mostrati nelle amichevoli. Anche Cecco pare spaesato al suo ingresso; qualche palla buttata via, poca iniziativa ma cresce nel finale. Quando la stanchezza comincia a farsi sentire e bisogna alleggerire Pozzecco da tutte le responsabilità. Davolio non è nella sua migliore serata.

Il match è comunque piacevole, e l’altalena dei vantaggi tiene alta la tensione. I Roosters virano alla prima boa con un discreto vantaggio di 7 punti in un quarto dominato da Burditt, abile anche nel soffiare palloni a metà campo e crearsi dei contropiedi in solitaria. Il rimpasto voluto da Danna, dentro Davolio e Vescovi, fa perdere qualcosa a Varese. Sale Granger in cattedra a ricucire lo strappo e alla bomba di Brandt, risponde subito Brewer. Con Pozzecco fuori è ancora Brewer a mirare al bersaglio grosso e Biella passa a condurre, 35-37. Granger ci prova gusto e segna da gli otto metri. Coach Danna richiama Gianmarco. Lui e Burditt sembrano in grado di rimettere le cose a posto ma all’intervallo i piemontesi hanno ancora il naso davanti. Il terzo quarto avvince per l’equilibrio e l’improvviso alzarsi del ritmo. Vescovi è il primo ad esaltarsi, Pozzecco a ruota, inventa e disfa quello che vuole sotto canestro in barba a tutta la difesa e nonostante gli urlacci di Crespi a pretendere gli aiuti dei suoi. Biella tiene ancora, 63-64 all’ultimo giro. Brandt torna in campo in una selva di fischi; il suo compito non è facile e le due conclusioni da solo fallite non lo aiutano. Si riprende andando a cercare un tap-in che segna il 79-74 per Varese e mettendo il libero della sicurezza, ma la sua faccia sulla linea non è delle migliori. Varese insomma tiene, approfittando del calo delle percentuali da fuori di Biella e supportando il calo difensivo di Burditt, in campo a dire il vero per 38 minuti. Il minuto finale serve ad allargare la forbice dei tabellini ma forse non ad illudere troppo. Fra due giorni a Cantù sapremo qualche cosa di nuovo.


 

Il tabellino
Roosters Varese

Giocatore Punti Min. Falli % tiro Rimb Ass Val
Vescovi 10 27 2   1 57% 3 7
Davolio 3 12 1   1 20% 1 1 -3
Zanus Fortes 0 2 1 1 1
Gigena 7 33 1   3 43% 7 13
Brandt 6 29 4   3 25% 4 5
Burditt 28 38 3   5 69% 11 1 39
Cazzaniga 4 22 4   1 40% 7 7
Pozzecco 29 37 3   8 50% 3 12 30

Fila Biella

Giocatore Punti Min. Falli % tiro Rimb Ass Val
Brewer 16 36 4   4 33% 2 4 11
Soragna 2 30 5   2 50% 2 1 -1
Malaventura 4 25 2 40% 0 1 2
Granger 31 38 1   3 48% 5 2 27
Lacey 9 28 3   4 40% 10   16
Masper 9 16 4   2 50% 9   7
Bougajeff 8 27 3   4 100% 6   14

 

 

                                          Jeva       

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