Il test è subito di
quelli buoni. La Fila Biella non è la squadrona che poteva testare le reali ambizioni
della Varese solo di qualche anno fa. Per quella odierna, lesordio in Supercoppa è
utile per sondare il piano nervoso della squadra in vista di probabili serrati testa a
testa in sfide cruciali. Da mezza classifica? Si vedrà; ancora il livello tecnico complessivo della
squadra di Danna ha bisogno di ulteriori verifiche. La tenuta mentale dà invece
interessanti riscontri; e non solo per lo scarto con cui nellultimo minuto Varese
suggella la vittoria, ma per il modo con cui si tiene aggrappata ai non ampi ma numerosi e
fastidiosi allunghi di Biella che si presenta spavalda e in buone condizioni fisiche. La
squadra dello scatenato Crespi è Granger, soprattutto; uno che da molte stagioni contro
Varese ha sempre fatto la sua figura da capofila. Anche stasera trenta punti dalle sue
mani. Tra lui e i compagni un abisso; il solo piccolo Brewer, 16 i punti alla fine, e una
buona regia; gli altri sono figure abbastanza intercambiabili o comprimari; buoni
giocatori di quantità, ma non si vedono fenomeni. Varese il fenomeno ce lha,
naturalmente. Il Poz, è già stato detto da molti osservatori fin dalle prime uscite,
pare un giocatore serioso, involuto nel suo abituale spavaldo istrionismo, concede pochi
sprazzi di comicità e, ancor più grave, di comunicazione con i compagni e con la platea;
quanto a quantità e qualità di gioco è sempre lui; per lo più immarcabile, generoso,
inventivo, in alcuni casi pasticcione. Ma che dire dei suoi 29 punti, e dei suoi 12
assist? Allaltezza dei tempi migliori. La vera sorpresa, festeggiata alla fine dai
tifosi, pochi per la verità, è il debutto di Burditt, il centrone tatuato; per lui un
esordio che ricorda quello di Micheaux , tanti anni fa. Pronti e via e schiacciata tutta
muscolare. Non sarà lunica della sua partita, costellata di molta sostanza, di
buoni tiri che denotano una salda impostazione di base, di stoppate, e quel che più conta
un feeling istintivo da non s ottovalutare con Pozzecco. Il fluido buono play-pivot è ciò di cui questa
squadra ha un bisogno disperato. Per Albert, un tiro un urlo, un rimbalzo un altro urlo,
che pare di vedere giocare un Maori: 28 punti e 11 rimbalzi. Col miglioramento della
condizione si può sperare in una presenza rassicurante la sotto. Chi si ostina a non dare
sicurezze anzi a balenare lo spettro di un Sekunda riuscito male è letereo e
spiritato Brandt: per lui come Glenn dello sciagurato inizio di stagione scorsa, la
pazienza del pubblico è già oltre la soglia di sicurezza, quella di Danna, immaginiamo,
pure. Sei punti per lui, tanta imprecisione dalla distanza e ci pare una scarsa vis nel
prendere in mano le situazioni sul campo. Gli altri tra alti e bassi, portano la loro
legna. Ci si aspettava un po di più da Cazzaniga che Danna butta nella mischia da
subito con Vescovi pronto a rilevarlo. Il giovane paga lo scotto dellemozione forse,
ed è al di sotto dei suoi standard fin qui mostrati nelle amichevoli. Anche Cecco pare
spaesato al suo ingresso; qualche palla buttata via, poca iniziativa ma cresce nel finale.
Quando la stanchezza comincia a farsi sentire e bisogna alleggerire Pozzecco da tutte le
responsabilità. Davolio non è nella sua migliore serata. Il match è comunque piacevole, e laltalena
dei vantaggi tiene alta la tensione. I Roosters virano alla prima boa con un discreto
vantaggio di 7 punti in un quarto dominato da Burditt, abile anche nel soffiare palloni a
metà campo e crearsi dei contropiedi in solitaria. Il rimpasto voluto da Danna, dentro
Davolio e Vescovi, fa perdere qualcosa a Varese. Sale Granger in cattedra a ricucire lo
strappo e alla bomba di Brandt, risponde subito Brewer. Con Pozzecco fuori è ancora
Brewer a mirare al bersaglio grosso e Biella passa a condurre, 35-37. Granger ci prova
gusto e segna da gli otto metri. Coach Danna richiama Gianmarco. Lui e Burditt sembrano in
grado di rimettere le cose a posto ma allintervallo i piemontesi hanno ancora il
naso davanti. Il terzo quarto avvince per lequilibrio e limprovviso alzarsi
del ritmo. Vescovi è il primo ad esaltarsi, Pozzecco a ruota, inventa e disfa quello che
vuole sotto canestro in barba a tutta la difesa e nonostante gli urlacci di Crespi a
pretendere gli aiuti dei suoi. Biella tiene ancora, 63-64 allultimo giro. Brandt
torna in campo in una selva di fischi; il suo compito non è facile e le due conclusioni
da solo fallite non lo aiutano. Si riprende andando a cercare un tap-in che segna il 79-74
per Varese e mettendo il libero della sicurezza, ma la sua faccia sulla linea non è delle
migliori. Varese insomma tiene, approfittando del calo delle percentuali da fuori di
Biella e supportando il calo difensivo di Burditt, in campo a dire il vero per 38 minuti.
Il minuto finale serve ad allargare la forbice dei tabellini ma forse non ad illudere
troppo. Fra due giorni a Cantù sapremo qualche cosa di nuovo.
Il tabellino
Roosters Varese
| Giocatore |
Punti |
Min. |
Falli |
% tiro |
Rimb |
Ass |
Val |
| Vescovi |
10 |
27 |
2 1 |
57% |
3 |
|
7 |
| Davolio |
3 |
12 |
1 1 |
20% |
1 |
1 |
-3 |
| Zanus Fortes |
0 |
2 |
1 |
|
1 |
|
1 |
| Gigena |
7 |
33 |
1 3 |
43% |
7 |
|
13 |
| Brandt |
6 |
29 |
4 3 |
25% |
4 |
|
5 |
| Burditt |
28 |
38 |
3 5 |
69% |
11 |
1 |
39 |
| Cazzaniga |
4 |
22 |
4 1 |
40% |
7 |
|
7 |
| Pozzecco |
29 |
37 |
3 8 |
50% |
3 |
12 |
30 |
Fila Biella
| Giocatore |
Punti |
Min. |
Falli |
% tiro |
Rimb |
Ass |
Val |
| Brewer |
16 |
36 |
4 4 |
33% |
2 |
4 |
11 |
| Soragna |
2 |
30 |
5 2 |
50% |
2 |
1 |
-1 |
| Malaventura |
4 |
25 |
2 |
40% |
0 |
1 |
2 |
| Granger |
31 |
38 |
1 3 |
48% |
5 |
2 |
27 |
| Lacey |
9 |
28 |
3 4 |
40% |
10 |
|
16 |
| Masper |
9 |
16 |
4 2 |
50% |
9 |
|
7 |
| Bougajeff |
8 |
27 |
3 4 |
100% |
6 |
|
14 |
|