Lironia dei
tifosi canturini che augurano a Pozzecco la maglia azzurra rende ancora più amara la
trasferta a Cantù per il secondo turno di SuperCoppa. I dati e il campo smentiscono
quanto di buono è stato visto mercoledì contro Biella, evidenziano, accentuandoli alcuni
limiti e caratteristiche già note: laccentramento di Pozzecco, tiranno
dellottanta percento delle manovre offensive varesine e con esiti, nonostante i suoi
21 punti finali, molto spesso imbarazzanti; la mancanza di un vero tiratore, che mantenga
concentrazione e pericolosità per tutto lincontro; la tristezza, e ci dispiace
dirlo, dipinta sul volto di Brandt ancora una volta gravemente insufficente, i limiti
difensivi di un Burditt già intravisti, accentuati dal trovarsi di fronte un vecchio
signore dell'area da tre punti come Dan Gay o un colosso goffo quanto stentoreo come
Alexander Kuehl. Dentro
un Pianella che presenta parecchi vuoti ma con una frangia di ultrà scatenati
(diversamente dalla curva silenziosa del PalaIgnis), Danna sceglie lesperienza di
Vescovi lasciando in panca il giovane Cazzaniga. Pare funzionare a meraviglia il duo
Pozzecco-Burditt che si scambiano i favori e gli assist, Gigena se la vede con Riva,
mentre Anchisi brucia due falli in due minuti su Pozzecco indiavolato. Buona difesa e
subito 3-11al quarto contropiede Cantù è già in time-out. Che ha il suo effetto; i
Roosters non segnano per altri tre minuti e Cantù prova, farraginosamente, a ricucire.
Poz è ispirato ma francamente sembra convinto di essere solo in campo, al limite in
compagnia del solo Burditt. Danna strepita, ma le tre palle perse su recezione da Brandt
sono lì a dar ragione allautoisolamento del play. Che tuttavia viene chiamato fuori
per Davolio. Riva sente il match: dopo un tecnico per proteste, è lui a riportare i suoi
al 2 penetrando una difesa leggere non di amianto di Gigena. In sofferenza e con un
certo nervosismo Varese tiene alla fine del 1° quarto, 16-19. Di nuovo in campo con
Cazzaniga e Poz, fuori un inutile Brandt con due falli e Gigena, anche lui in bianco.
Kuehl il colosso bianco di Cantù fa paura sotto canestro, dando almeno 10 cm in altezza a
Burditt e almeno 20 di spalle, ma è Riva a colpire di dalla distanza per il 23-21 di
Cantù decisamente rinfrancata. Danna prova con Zanus ad arginare il controllo dei
tabelloni da parte dei canturini, fuori anche uno spento Vescovi quello già visto in
parte due giorni fa. I Galletti sembrano in caduta libera, preoccupa lassoluta
assenza di tiro da fuori, mentre quello di Riva è lo stesso di un tempo, più 5 a metà
tempo per i padroni di casa. Brandt accumula solo falli e torna in panca. Il solo Poz
tiene la baracca in attacco, mentre spaventa linconsistenza sotto entrambi i
tabelloni. Il quarto cominciato male finisce peggio, 40-34, e laria che tira tra la
panchina e il campo non è quelle migliori.
Il
rientro mette a nudo i sospetti: clima di squadra inguardabile, Pozzecco che incespica,
Brandt con la paura negli occhi, Vescovi nervoso e tutti dinsieme che non sembrano
una vera unità dintenti. Il Poz dopo un tecnico è subito fuori, ma Cantù vola a +
11 con Adams che raccoglie egregiamente il testimone di Riva rimasto a sedere. Gigena pare
lunico a volersi scrollare lapatia del momento e colpisce anche da lontano. La
tripla di Davolio dimezza a 5 lo svantaggio. Anche Cecco finalmente infila la
tripla, poi ci pensa Cazzaniga in acrobazia a impattare, alla fine del periodo, 53-53. Ma
è la difesa che improvvisamente di è messa a girare a doppia velocità rispetto a
Cantù, cinque palle in fila recuperate. Senza Pozzecco
.Dentro Zanus per Cazzaniga,
Varese gioca con i due lunghi e Cristiano si fa subito sentire, ai rimbalzi e in
penetrazione. Ma Cantù torna a + 5 con un ottimo Fajardo; costretto, Danna richiama
Pozzecco per Gigena. La difesa non replica il suo buon momento di poco prima e ai rimbalzi
continuano ad essere dolori sui doppi tiri dei canturini, con Burditt asssolutamente
perforabile nei movimenti difensivi, + 8 a 3 minuti. Il finale è increscios nella
mancanza percepibile di uno stile di gioco, di uno schema di un collettivo. Fasi
incresciose con Pozzecco che vaga come un ossesso per larea avversaria contro cinque
avversari cercando tiri o smistamenti improbabili. Quando gli riescono, le bocche da
fuoco, sopite per tutta la serata, non si svegliano certo nel momento dellultima
chiamata. Il gigante Khuel esce tra gli applausi per falli, Pozzecco è sepolto dai fischi
e dagli sguardi funerei di Danna. Non solo per lui, in verità. Passo indietro, grave
passo indietro. 77-67
A fine partita Federico Danna non ha peli sulla lingua e
non si nasconde dietro alcuna scusa. "Finchè siamo vanti va tutto bene, poi
giochiamo d afighetti. Abbiamo fatto una partita squallida. La squadra è clamorosamente
peggiorata. Basta che entri un giocatore rude che subito si chiede aiuto alla mamma. Non
si fa gioco di squadra e si finisce con il giocare individualmente. Non riusciamo a
reagire e la partita lo ha dimostrato a parte alcuni minuti con una vera squadra operaia
che ha recuperato 11 punti, poi niente più". Su Brandt Danna non si spiega il calo
soprattutto psicologico del giocatore, ma ritiene che non sia lui la causa, ma proprio
l'atteggiamento collettivo. Domenica ci aspetta l'Adecco a Busto, lì si vedrà se la
romanzina di danna comincerà a produrre i suoi effetti.
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