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Basket - Duro giudizio di Federico Danna "facciamo i fighetti e non siamo una squadra". La pallacanestro cantù punisce i galletti (77-67)
Roosters, grave passo indietro  a Cantù

poz.jpg (11225 byte)L’ironia dei tifosi canturini che augurano a Pozzecco la maglia azzurra rende ancora più amara la trasferta a Cantù per il secondo turno di SuperCoppa. I dati e il campo smentiscono quanto di buono è stato visto mercoledì contro Biella, evidenziano, accentuandoli alcuni limiti e caratteristiche già note: l’accentramento di Pozzecco, tiranno dell’ottanta percento delle manovre offensive varesine e con esiti, nonostante i suoi 21 punti finali, molto spesso imbarazzanti; la mancanza di un vero tiratore, che mantenga concentrazione e pericolosità per tutto l’incontro; la tristezza, e ci dispiace dirlo, dipinta sul volto di Brandt ancora una volta gravemente insufficente, i limiti difensivi di un Burditt già intravisti, accentuati dal trovarsi di fronte un vecchio signore dell'area da tre punti come Dan Gay o un colosso goffo quanto stentoreo come Alexander Kuehl.

azione.jpg (21225 byte)Dentro un Pianella che presenta parecchi vuoti ma con una frangia di ultrà scatenati (diversamente dalla curva silenziosa del PalaIgnis), Danna sceglie l’esperienza di Vescovi lasciando in panca il giovane Cazzaniga. Pare funzionare a meraviglia il duo Pozzecco-Burditt che si scambiano i favori e gli assist, Gigena se la vede con Riva, mentre Anchisi brucia due falli in due minuti su Pozzecco indiavolato. Buona difesa e subito 3-11al quarto contropiede Cantù è già in time-out. Che ha il suo effetto; i Roosters non segnano per altri tre minuti e Cantù prova, farraginosamente, a ricucire. Poz è ispirato ma francamente sembra convinto di essere solo in campo, al limite in compagnia del solo Burditt. Danna strepita, ma le tre palle perse su recezione da Brandt sono lì a dar ragione all’autoisolamento del play. Che tuttavia viene chiamato fuori per Davolio. Riva sente il match: dopo un tecnico per proteste, è lui a riportare i suoi al –2 penetrando una difesa leggere non di amianto di Gigena. In sofferenza e con un certo nervosismo Varese tiene alla fine del 1° quarto, 16-19. Di nuovo in campo con Cazzaniga e Poz, fuori un inutile Brandt con due falli e Gigena, anche lui in bianco. Kuehl il colosso bianco di Cantù fa paura sotto canestro, dando almeno 10 cm in altezza a Burditt e almeno 20 di spalle, ma è Riva a colpire di dalla distanza per il 23-21 di Cantù decisamente rinfrancata. Danna prova con Zanus ad arginare il controllo dei tabelloni da parte dei canturini, fuori anche uno spento Vescovi quello già visto in parte due giorni fa. I Galletti sembrano in caduta libera, preoccupa l’assoluta assenza di tiro da fuori, mentre quello di Riva è lo stesso di un tempo, più 5 a metà tempo per i padroni di casa. Brandt accumula solo falli e torna in panca. Il solo Poz tiene la baracca in attacco, mentre spaventa l’inconsistenza sotto entrambi i tabelloni. Il quarto cominciato male finisce peggio, 40-34, e l’aria che tira tra la panchina e il campo non è quelle migliori.

burditt2.jpg (7383 byte)Il rientro mette a nudo i sospetti: clima di squadra inguardabile, Pozzecco che incespica, Brandt con la paura negli occhi, Vescovi nervoso e tutti d’insieme che non sembrano una vera unità d’intenti. Il Poz dopo un tecnico è subito fuori, ma Cantù vola a + 11 con Adams che raccoglie egregiamente il testimone di Riva rimasto a sedere. Gigena pare l’unico a volersi scrollare l’apatia del momento e colpisce anche da lontano. La tripla di Davolio dimezza a –5 lo svantaggio. Anche Cecco finalmente infila la tripla, poi ci pensa Cazzaniga in acrobazia a impattare, alla fine del periodo, 53-53. Ma è la difesa che improvvisamente di è messa a girare a doppia velocità rispetto a Cantù, cinque palle in fila recuperate. Senza Pozzecco….Dentro Zanus per Cazzaniga, Varese gioca con i due lunghi e Cristiano si fa subito sentire, ai rimbalzi e in penetrazione. Ma Cantù torna a + 5 con un ottimo Fajardo; costretto, Danna richiama Pozzecco per Gigena. La difesa non replica il suo buon momento di poco prima e ai rimbalzi continuano ad essere dolori sui doppi tiri dei canturini, con Burditt asssolutamente perforabile nei movimenti difensivi, + 8 a –3 minuti. Il finale è increscios nella mancanza percepibile di uno stile di gioco, di uno schema di un collettivo. Fasi incresciose con Pozzecco che vaga come un ossesso per l’area avversaria contro cinque avversari cercando tiri o smistamenti improbabili. Quando gli riescono, le bocche da fuoco, sopite per tutta la serata, non si svegliano certo nel momento dell’ultima chiamata. Il gigante Khuel esce tra gli applausi per falli, Pozzecco è sepolto dai fischi e dagli sguardi funerei di Danna. Non solo per lui, in verità. Passo indietro, grave passo indietro. 77-67

A fine partita Federico Danna non ha peli sulla lingua e non si nasconde dietro alcuna scusa. "Finchè siamo vanti va tutto bene, poi giochiamo d afighetti. Abbiamo fatto una partita squallida. La squadra è clamorosamente peggiorata. Basta che entri un giocatore rude che subito si chiede aiuto alla mamma. Non si fa gioco di squadra e si finisce con il giocare individualmente. Non riusciamo a reagire e la partita lo ha dimostrato a parte alcuni minuti con una vera squadra operaia che ha recuperato 11 punti, poi niente più". Su Brandt Danna non si spiega il calo soprattutto psicologico del giocatore, ma ritiene che non sia lui la causa, ma proprio l'atteggiamento collettivo. Domenica ci aspetta l'Adecco a Busto, lì si vedrà se la romanzina di danna comincerà a produrre i suoi effetti.

 

                              Jeva                  

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