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Ore 16.28.04
Giorno
07/06/07
Rimandata l'approvazione del piano Hupac

Hupac, via libera all'ampliamento

Gallarate - L'ampliamento dello scalo toglierà al quartiere un'ampia zona verde. Si spera nel potenziamento dello scambio via treno
Hupac, le paure dei cittadini di Sciaré

Il quartiere Sciaré aspetta con trepidazione le decisioni sull'ampliamento dello scalo Hupac. Vagoni merci, binari e camion occuperanno una zona al confine tra Gallarate, Busto Arsizio e Cassano Magnago ora destinata a verde. Centocinquemila metri quadri di superficie, questa l'ampiezza del nuovo terminale. Un progetto che suscita paure e speranze. Favorevoli gli operatori economici, allettati da un miglioramento delle vie di trasporto merci. Il progetto é poi strategico per l'Hupac, società elvetica che si candida a fornire un servizio fondamentale al proprio paese. (La confederazione ha infatti sancito con un referendum del 1995 l'eliminazione del traffico merci su gomma sul proprio territorio). Il quartiere Sciaré, invece, attende con apprensione le decisioni della giunta comunale di Gallarate. Si spera nell'aumento dello scambio gateway, da treno a treno. Ma i dubbi non mancano.

"Come faranno a garantire il passaggio dei camion solo sulla 336?" si chiede Eleonora Tenconi, combattiva cittadina che vive da anni a Sciaré e che nel quartiere lavora, nel settore agricolo. Da Sciaré a Hupac ci sono cinque minuti di auto per i campi. Sciaré, adesso, é attraversato da una zona industriale di quattrocentomila metri quadri, che la giunta Luini trasformò da strade di campagna a lunghi viali illuminati, con il contributo della Comunità europea. Una rivoluzione. Dovevano essere insediate aziende ad alto contenuto tecnologico, invece, per la maggior parte, sono aziende della zona che hanno cambiato sede.

binari1.jpg (10554 byte)Inforchiamo una stradina tra i boschi, l'antica "strada storta". All'inizio passa attraverso campi di proprietà privata. Poi giunge fino ai terreni dell'Hupac. Vicino ai binari ci sono le piante per il rimboschimento che proprio Hupac fece mettere due anni fa. Queste andranno perse. Erba, pannocchie, robinie e alvei di torrentelli. Così ora si presenta l'ambiente.

La "strada storta" prosegue fino a Cassano Magnago. Un tempo era utilizzata dagli agricoltori della zona. Campi su un terreno che i torrenti usano come sfogo quando si riempiono troppo. "Quando costruiranno i binari toglieranno a questo territorio lo sfogo naturale delle acque - dice Eleonora Tenconi - dovranno stare attenti, tanto é vero che Hupac si è già allagato altre volte".   La stradina nei campi gira e arriva fino alle vasche di Cassano Magnago, strutture pensate per raccogliere l'acqua alluvionale.  Lo studio ambientale fatto da Hupac definisce questa zona di scarso valore ambientale. "Non é così - ci risponde la signora - si tratta di zona verde e comunque con quelle caratteristiche che ho detto prima ha una sua funzione importante". 

Hupac ha promesso barriere antirumore lungo i binari. "Sì - risponde Eleonora - questa potrebbe essere una buona soluzione, ma il vero problema che ci preoccupa é il passaggio dei Tir. Dicono che passeranno solo dalla strada per Malpensa e che incrementeranno il raccordo treno-treno. Siamo dubbiosi e poi crediamo che il sistema ferroviario italiano sia impreparato ad un aumento degli scambi su rotaia. Nella rete c'é solo un binario dedicato alle merci".

Seguendo tutto il percorso della stradina sui campi si può ritornare a Sciaré, sulla via Pier Capponi. I quattrocentomila metri quadri della cosiddetta area Pip sono molto vicini al confine con il nuovo Hupac. Li divide solo una striscia di terreni privati. Proprio su questa si é fermata la votazione nella commissione territorio della settimana scorsa. Il vicecapogruppo di Forza Italia Massimo Bossi (che abita a Sciaré) ha chiesto che quei terreni siano vincolati. Il perché é semplice. Hupac, oltre allo spazio previsto dal progetto, possiede anche altri terreni intorno al futuro scalo. Molti cittadini temono che la società possa acquistare ancora ed espandersi fino a Sciaré.

Roberto Rotondo

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