Una
riunione concitata, polemica e con qualche incertezza nelle cifre ha sancito la prima
approvazione dell'ampliamento dello scalo Hupac. La Commissione Territorio ha detto sì
grazie ai voti di Forza Italia e An, registrando l'astensione di Ccd, Vivigallarate e Ds.
Popolari e Comunisti Italiani, pur non potendo votare per l'assenza dei rispettivi
consiglieri comunali, hanno espresso ferma contrarietà. Posizione alla quale si é
attenuta anche la Lega Nord.La discussione sull'Hupac si é
arricchita di nuove polemiche suscitate dagli ambientalisti venuti ad assistere alla
commissione. Per la prima volta, il presidente dell'assemblea, Paolo Caravati di An, ha
anche vietato al rappresentante Legambiente, Emilio Magni, di intervenire. Le posizioni
espresse rivelano le opinioni dei partiti sulla vicenda Hupac. Carmelo Todoverto
(Vivigallarate) non é pregiudizialmente contrario ma chiede l'assicurazione che Hupac
finanzierà le iniziative culturali di Sciaré e che si impegnerà per la salvaguardia
dell'ambiente. Gianluca Alicino (Ccd) ha chiesto che i sei miliardi promessi da Hupac
vengano utilizzati per l'acquisto del cinema Condominio. Antonio Pepe dei Ds ha detto che
il suo partito non ha pregiudiziali e che si svolgerà una discussione all'interno della
quercia che sfocerà in una posizione precisa in consiglio comunale. Fin qui gli astenuti.
Restando sull'aspetto politico della questione, Paolo Caravati di An
ha difeso il suo partito dall'accusa di aver cambiato idea sull'ampliamento, dato che
prima della campagna elettorale dai banchi della destra si era levato un deciso rifiuto al
piano. "Siamo stati coerenti con il programma elettorale di tre anni fa - si è
giustificato Caravati - in cui dicemmo che volevamo un ampliamento contenuto
dell'Hupac". Una difesa che é stata contestata da Comunisti Italiani e Ppi e bollata
come voltafaccia. I due partiti di opposizione sono contrari all'allargamento dello scalo,
così come contraria é la Lega, che, per voce di Massimo Gnocchi, ha ribadito una
posizione espressa da anni dal movimento di Bossi. L'assessore all'urbanistica Mucci ha
tuonato a sua volta contro l'incoerenza delle opposizioni, che, a suo parere, sostengono
l'intermodalità a parole, salvo poi recedere quando si tratta di fare qualcosa nel
proprio territorio.
Secondo Caravati l'ampliamento Hupac é una necessità del
progresso. Un progresso che però ha bisogno anche di cifre più precise. In Commissione i
consiglieri della maggioranza hanno attribuito allo scalo ingrandito, metrature molto
diverse tra loro. Il balletto delle cifre si conclude però sulla conferma dell'assessore
Mucci che il totale dello scalo (binari più zona esterna definita di mitigazione) é di
circa centocinquemila metri quadri. Quindicimila in meno rispetto ai centoventimila del
progetto originario, così come spiegato dai responsabili Hupac settimana scorsa. Non il
trenta per cento in meno, comunque.
Secondo la maggioranza questa riduzione rappresenta una conquista
accettabile. A cui bisogna aggiungere le opere che ha promesso Hupac: barriere antirumore,
aumento del servizio rotai-rotaia con diminuzione dei camion, passaggio degli automezzi
solo dalla 336, elettrificazione dei binari per diminuire gli agenti inquinanti,
riqualificazione del territorio circostante, sostegno alle attività culturali di Sciaré
e sei miliardi al Comune. Paolo Caravati ha ipotizzato una fideiussione per la cifra.
Mentre appare probabile che il denaro possa essere utilizzato in futuro proprio per
comprare il Condominio. Una scelta che An sostiene con forza da tempo.
Queste rassicurazioni non hanno placato le immancabili polemiche.
Legambiente attacca la scelta della Giunta su più fronti. Innanzitutto ribadisce la
necessità di una Valutazione di Impatto ambientale, sostenendo che anche l'Hupac di
Gallarate la necessita (la società ha fatto solo uno studio semplificato ritenendolo
compatibile con la normativa regionale). Secondo l'associazione ambientalista anche il
Piano dell'intermodalità approvato nel 1999 dal Consiglio regionale andrebbe interpretato
in modo diverso. Sulla delibera si legge che l'ampliamento Hupac é da considerarsi
"eventuale e contenuto". Anche sul Piano d'Area Legambiente ha qualcosa da
obiettare, dicendo che la legge in questione obbligava ad un progetto preciso sulla
viabilità nella zona, che in questo caso sarebbe stato ignorato.
E intanto si apre un nuovo fronte di polemiche, sostenuto dal
"Comitato per la difesa dei cittadini dalle inondazioni di Cassano Magnago".
Quest'ultimo si inserisce su un aspetto già richiamato più volte: la natura dei terreni
intorno all'Hupac, zone di spagliamento dei torrenti di Gallarate, al confine con Busto e
Cassano. Il Comitato ricorda che le aree sono classificate dall'Autorità di Bacino come
fasce fluviali e quindi soggette a vincolo idrogeologico dal "Piano di assetto
idrogeologico" del luglio 1999. Sempre il Comitato afferma inoltre che la Giunta
avrebbe sottovalutato la funzione di contenimento delle acque che esercitano quei terreni.
Le attuali vasche di dispersione sarebbero infatti insufficienti anche a parere della
Regione Lombardia che le giudicherebbe "notevolmente sottodimensionate per le piene
secolari del Rile e del Tenore".
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