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Ore 16.28.00
Giorno
07/06/07
Togliatti e Allende espulsi dalla toponomastica di Cassano
Cassano Magnago - Con una lettera al sindaco Uslenghi la Prefettura ricorda che non si possono cambiare autonomamente i nomi delle vie
Crociata contro Togliatti e Allende. Il Prefetto dà ragione alle proteste

Il sindaco di Cassano Magnago Domenico Uslenghi dovrà rimettere lo spadone nella fodera, e dare un colpo di freno alla crociata anticomunista che ha come obiettivo la rimozione dei cartelli di Piazza Togliatti e via Allende. Lo ha fatto sapere allo stesso sindaco il Prefetto Gian Valerio Lombardi, ricordando che i cambiamenti di toponomastica necessitano, secondo una legge del 1927, dell'approvazione ministeriale, dopo un apposito benestare della Sovrintendenza ai beni architettonici e culturali.

Il Prefetto é intervenuto con una semplice comunicazione, che però ha il suo peso. Se la Prefettura non ha infatti il potere di stoppare l'azione della Giunta comunale, il suo parere ha però il sapore di una bocciatura per una iniziativa che sta facendo discutere parecchio a Cassano e dintorni. Sabato scorso si é svolto un presidio spontaneo dei partiti del centrosinistra e di associazioni di area ulivista, per protestare contro la campagna del sindaco e della Giunta. Come annunciato già qualche giorno fa, i difensori di Togliatti e Allende non intendono lasciare passare sotto silenzio il provvedimento.

Ma le proteste non si concentrano in piazza, quanto piuttosto sul piano della legittimità. "Il Prefetto ha segnalato al sindaco che le delibere in oggetto non sono regolari - dice Renato Pagnan dei Comunisti Italiani - e non ci risulta che Uslenghi abbia intenzione di fare marcia indietro. Ma andremo avanti anche noi". I partiti del Centrosinistra hanno già consegnato una documentazione sulla vicenda al Ministro dei beni culturali, Giovanni Melandri, qualche giorno fa, in occasione della sua visita a Varese per l'inaugurazione di Villa Panza.

Si annuncia anche un ricorso al Tar, almeno fino a quando le due targhe saranno ancora ben piantate nell'asfalto di Cassano Magnago. Se si procederà alla rimozione la battaglia potrebbe diventare ancora più dura e, da parte di Pagnan e degli altri consiglieri di area Ulivo, non si esclude la possibilità di un'azione giudiziaria con risvolti penali. "Se le delibere sono illegittime - dice Pagnan - rimuovere quei cartelli é una violazione di legge, un'azione che comporta delle conseguenza gravi".

Sulla vicenda anche Francesco De Palo dei Ds ha scritto una lettera aperta al sindaco. De Palo contesta le motivazioni addotte dalla Giunta per la rimozione delle targhe, ovvero la volontà di dare spazio a intitolazioni più consone con il territorio di Cassano. "Lei non sa quanti cassanesi manifestarono contro il colpo di stato in Cile - scrive De Palo -. Questa decisione può far piacere solo a Pinochet". Il diessino aggiunge alla lettera una proposta provocatoria: intitolare alcuni nomi di vie alle opere incompiute della Giunta Uslenghi.

Così via Marconi dovrebbe diventare via del centro di aggregazione giovanile "cosa c’entra, infatti, Marconi con la cultura lombarda ? E poi, non era in questa via - spiega De Palo - che già nel 1995 Lei disse di voler realizzare quel servizio per i giovani cassanesi?" e via dicendo di questo passo con altri nomi di opere mai realizzate e sempre secondo De Palo promesse dal sindaco Uslenghi: via della donazione di 1800 milioni per il centro anziani ("tanto decantata ma mai arrivata"), via del bus cittadino ("che non trasposta nessuno"), via della donazione privata di 2 miliardi per la piscina comunale ("annunciata e mai arrivata"), via delle varianti parziali al Prg ("che fine ha fatto l'approvazione della strada tra le vie Boscaccio,Gasparoli e Bonicalza?").

Ma fino a prova contraria Domenico Uslenghi non pare disposto a farsi condizionare dalle proteste della sinistra: "si tratta di una decisione per valorizzare la storia e la cultura di Cassano" si é giustificato in più occasioni, ed anche dopo la lettera del Prefetto avrebbe ribadito: "andremo avanti".

Raggiunto in serata telefonicamente da Varesenews, Uslenghi usa però dei toni molto più pacati: "non ho nulla da dire - ha spiegato il sindaco - finché non leggerò personalmente questa lettera. Sono per il rispetto della legalità, quindi, se sarà compatibile con le leggi, farò quello che è stato deciso dalla Giunta, altrimenti valuterò il da farsi. Io faccio il sindaco e ho dei doveri istituzionali da rispettare".

Roberto Rotondo

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