| Ho seguito con attenzione
ed interesse personale le vicende che durante la scorsa settimana si sono intrecciate tra
l'Amministrazione comunale ed i responsabili didattici in merito alla questione
dell'agibilità di alcuni edifici scolastici. L'interesse personale è dettato dal fatto
che ho due figli che frequentano la scuola Marco Polo e che abito a non più di trenta
metri da questa. Ho quindi potuto assistere all'inizio dei lavori, avvenuti intorno alla
metà del mese di luglio, tra lo scetticismo di chi non era ancora partito per le ferie.
Ora, alcuni genitori sconcertati da questi avvenimenti mi chiede di interrogare,
interpellare, proporre mozioni.
Evidentemente non conoscono i tempi con i quali l'Amministrazione
risponde. E poi, questa volta, l'interrogazione sarebbe inutile perché, sull'argomento,
penso senza presunzione di saperne più dell'Assessore in persona. Perché i rumori dei
lavori mi sono giunti quotidianamente alle orecchie, sabati e qualche volta domeniche
comprese, e perché ho visto coi miei occhi, la mattina del 15 settembre, gli operai
mentre stavano smontando gli ultimi tratti di impalcatura, pochi minuti prima che i
bambini entrassero per il primo giorno a scuola. Non ho bisogno di interrogare il Comune
per sapere se i bambini durante l'intervallo possano o meno giocare nel cortile, è
sufficiente che lo chieda ai miei figli. E loro mi confermano che, malgrado il periodo
ancora propizio per una ricreazione all'aria aperta, se ne stanno in classe perché il
cortile è cosparso di materiale edile di scarto, risultato dei lavori svolti. Speriamo
allora che cominci presto a piovere. Sempre nel cortile sono ancora presenti assi da
ponteggio, parti di impalcature smontate, materiale non utilizzato, legname di scarto con
chiodi. Anche se non ho potuto ispezionarne l'interno, mi pare ovvio che si dovrà
procedere ad una attenta bonifica di tutta l'area da chiodi, parti metalliche e minuterie
di vario materiale (mattoni, calcinacci, viti
) che potrebbero causare in futuro
ferite ai ragazzi.
Alcuni locali della scuola sono stati usati come ripostiglio
materiale e spogliatoio, per cui risultano non agibili. Nessuno discute del fatto che i
lavori andassero fatti, ma è altrettanto vero che non si è fatta alcuna programmazione
dei lavori che permettesse il ripristino della piena agibilità in tempo utile. Ritengo il
dottor Vadalà persona seria e responsabile: allo stato delle cose posso presupporre che
se ha deciso di rimandare l'apertura della scuola l'abbia fatto a ragion veduta e mi
chiedo se tuttora non sussistano rischi nell'agibilità scolastica, che egli si sta
assumendo. Mi chiedo come poi potranno lavorare i bambini e gli insegnanti delle scuole
Pascoli se l'edificio scolastico sarà oggetto di una manutenzione simile a quella
effettuata alle Marco Polo. E, già che ci sono, raccolgo le lamentele di genitori delle
scuole Manzoni circa l'agibilità di alcune strutture scolastiche definite
"fatiscenti". Esistono poi altri problemi in diverse altre scuole che, sebbene
non conosca personalmente, mi sono stati descritti e, per riscontro, basta riprendere
qualche pagina di cronaca locale degli ultimi mesi. Come genitore, prima ancora che come
consigliere comunale, inorridisco di fronte a queste cose. Penso a quante volte abbiamo
sottoposto all'Amministrazione comunale il problema dell'adeguamento alle leggi 46/90,
626/96 e Vigili del Fuoco, ottenendo sempre risposte rassicuranti. Rassicurazioni solo
formali, alla luce dei fatti. Se venissero riposte a queste strutture le stesse attenzioni
che si hanno verso il Museo del Tessile, avremmo le scuole più belle della Lombardia.
Alessandro Berteotti
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