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Ore 16.28.11
Giorno
07/06/07
Busto Arsizio - Dopo la pausa estiva il Comitato ecologico affila le armi in vista della riunione pubblica con le istituzioni
Inceneritore Accam, Borsano torna sul piede di guerra

Sono tornati. E sono più agguerriti che mai. Perché quella della salvaguardia della salute e dell'ambiente è una battaglia che non vogliono perdere. Così, dopo la pausa estiva, ieri sera i componenti del Comitato ecologico inceneritore e ambiente di Borsano hanno ripreso a riunirsi. E, in attesa dell'incontro pubblico con le istituzioni locali previsto per il mese di ottobre, hanno individuato tre punti su cui non sono disposti a soprassedere: la corretta attuazione del Piano provinciale dei rifiuti, la difesa della salute dei cittadini che vivono all'ombra dell'inceneritore Accam e il recupero ambientale di Borsano e dintorni. Il tutto mentre, dopo il recente avvio del nuovo forno, avvertono: «Ora che ha smesso di funzionare e prima che a qualcuno venga l'idea di ristrutturarlo, il vecchio impianto deve essere abbattuto».

«Noi non facciamo facili allarmismi - spiega il portavoce Alessandro Barbaglia - ma vogliamo che la gente possa vedere con i propri occhi qual è la verità». Proprio con questo spirito il gruppo borsanese ha invitato Regione, Provincia e Comune a partecipare all'assemblea pubblica che verrà organizzata in collaborazione con il coordinamento dei Comitati cittadini. «Stiamo aspettando che ci diano una risposta precisa, ma dalle segreterie ci hanno fatto sapere che stanno fissando una data che vada bene a tutte le istituzioni interessate», prosegue Barbaglia. Che, a proposito delle richieste da avanzare in quella occasione, ha le idee ben chiare. «Prima delle ferie ci hanno consegnato i risultati dell'analisi epidemiologica svolta sui cittadini bustesi a proposito di un possibile rapporto tra la presenza dell'inceneritore e l'aumento dei tumori - prosegue infatti il portavoce - Al momento questi dati sono allo studio dei medici del nostro comitato. Per ora posso solo dire che i segnali di un graduale ma preoccupante peggioramento sono evidenti. Comunque, alla riunione pubblica saranno gli esperti a spiegare alla gente come sta realmente la situazione». 

Tutela della salute dei cittadini, dunque. Ma anche risanamento ambientale. «L'intenso traffico viario e il degrado dei boschi sono soltanto due degli aspetti da cambiare - spiega Barbaglia - Basti pensare che noi siamo stati tra i primi a denunciare la nocività del pm10. Ossia quelle micropolveri presenti nell'aria, contro cui oggi si scagliano in molti. E che, stando ai dati della centralina di rilevamento, qui vicino all'inceneritore Accam superano spessissimo sia la soglia d'attenzione sia quella d'allarme».

Il tutto, naturalmente, senza prescindere dal fatto che oggi più che mai Borsano non è disposta a diventare la "pattumiera" della provincia. «Il piano dei rifiuti prevede un impianto di smaltimento anche a Nord - conclude il portavoce del Comitato borsanese - E noi ci batteremo fino all'ultimo affinché ciò avvenga».

Chiara Milani

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