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Ore 16.28.07
Giorno
07/06/07
Busto Arsizio - Scaduti con un nulla di fatto i 150 giorni chiesti dalle Ferrovie per trovare un'impresa interessata a realizzare l'opera. L'indignazione degli abitanti del quartiere
Sottopasso Fs, è di nuovo flop

«E' uno scandalo». Non trovano altre parole i componenti dell'associazione "Noi" del rione Santi Apostoli. Non trovano altre parole per commentare il nuovo flop legato al sottopasso pedonale della stazione Fs. Eppure - scaduti i 150 giorni chiesti dalle Ferrovie dello Stato per trovare un'impresa interessata a realizzare il tanto atteso intervento - il risultato è un ennesimo, sconsolante nulla di fatto.

«Proprio in questi giorni sono in corso diverse trattative con un centinaio di ditte con cui abbiamo già lavorato - rispondono agli uffici milanesi delle Fs - Ma, finora, nessuna ha voluto l'incarico. Comunque, la ricerca proseguirà in modo capillare anche per tutto il prossimo mese». Con la speranza che, alla fine, qualcuno accetti la proposta. Per la quale, peraltro, da quattro anni sono a disposizione centinaia di milioni stanziati dall'amministrazione comunale. Oltre ottocento, per l'esattezza. Non abbastanza, però, per rendere appetibile il lavoro. Almeno a giudicare dalle tre gare d'appalto andate deserte in passato. E da questo nuovo slittamento dei termini.

Proprio per ovviare a simili inconvenienti, già in precedenza il sindaco Gianfranco Tosi aveva chiesto alle Ferrovie che il Comune ottenesse il progetto e potesse quindi realizzare l'intervento con un nuovo bando dalla base d'asta più alta. Palazzo Gilardoni, infatti, non può decidere da solo di fermare il traffico ferroviario per l'apertura di un cantiere. Ma con l'autorizzazione delle Fs ciò sarebbe possibile. Finora, però, questa proposta non è mai stata colta dalle Ferrovie. Che cinque mesi fa hanno preferito chiedere altri 150 giorni di tempo per condurre una trattativa privata plurima. Con i risultati che si sono visti finora.

«E così - sbottano i componenti del comitato spontaneo del rione Santi Apostoli - la gente è costretta a continuare a passare nella "camera a gas" del sottopasso automobilistico di via Tasso. Con il rischio, oltretutto, che i lavori per i Cinque Ponti facciano confluire lì altre vetture». Con tutti i problemi che ciò comporta per i cittadini. E, in particolare, per gli anziani. Che sono costretti a passare da via Tasso per andare a ritirare la pensione in piazza Volontari della Libertà. «E dire che basterebbe un prolungamento di 60 metri dell'attuale sottopasso della stazione per collegare la piazza con via Palermo», conclude sconsolata l'associazione presieduta da Carlo Tosi. Che, però, promette di non darsi per vinta.    

Chiara Milani

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