| Ho letto della novità del
nome del sito di BustoNet e, soffermandomi solo sull'amenità della questione, vorrei far
notare che moltissimi comuni in Italia hanno scelto di sottolineare l'ufficialità del
sito municipale usando la costruzione: WWW.COMUNE (nome della città).[provincia].
(estensione)
Dove la provincia è opzionale e l'estensione può essere la
classica "IT", "COM", "ORG".
La polemica circa il fatto che qualcun altro si sia appropriato del nome
"Bustoarsizio" è del tutto pretenziosa e futile. Quando non vi sia dolo, ovvero
la volontà precostituita di appropriarsi di un ampio ventaglio di nomi di siti che
possano in qualche modo appartenere ad attività pubbliche o private ed attraverso cui si
intenda speculare, non si contravviene ad alcuna delle regole base di Internet e
dell'etica commerciale. Nel caso specifico poi, non vedo assolutamente niente di
precostituito: il sito www.bustoarsizio.it esiste da tempo e nessuno si è sognato finora
di dire nulla. Ciò che mi preoccupa è un'altra cosa: a che si deve questo improvviso
interesse per Internet da parte della nostra amministrazione, dal momento che per tre
buoni anni ha letteralmente dormito? Nemmeno l'istituzione del sito di Busto fu
un'iniziativa nata all'interno dell'amministrazione, ma da parte di un privato cittadino.
Personalmente e a nome della coalizione a cui appartengo ho sempre lottato per un miglior
servizio al cittadino anche attraverso l'utilizzo delle nuove tecnologie e, quindi, di
Internet. Continuerò a lottare con forza per questo. Non vorrei però che il repentino
risveglio riguardo a ciò sia dato da prospettive elettorali che, inutile negarlo, si
cominciano a cogliere nell'aria. Questa sarebbe una cosa inaccettabile: l'uso privato di
uno strumento per sua natura di pubblica utilità. Su questo vigileremo attenti più che
mai.
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