Gremito, gremitissimo. Con una fila lunga
dall'altare della cappella fino al parcheggio antistante. Un'affluenza davvero
eccezionale, quella di questo pomeriggio (sabato 23 settembre) all'antico oratorio di San
Bernardino. Inaugurato, dopo un restauro durato un anno e mezzo, dalle autorità civiche e
religiose. Festeggiamenti a cui gli abitanti di Busto - e in particolare quelli di Beata
Giuliana - non sono voluti mancare. «Con
questo intervento - ha spiegato il sindaco Gianfranco Tosi - non abbiamo soltanto voluto
sistemare l'edificio da un punto di vista architettonico, ma anche riportare in vita un
pezzo di storia di Busto, in modo che tutti ne possano usufruire». La cappella della
Cascina dei poveri, per secoli punto di riferimento del rione, tornerà dunque a fare da
cornice a manifestazioni laiche e religiose. Almeno nelle intenzioni dell'amministrazione
comunale. «Ci auguriamo di poter restaurare anche la struttura qui a fianco, naturalmente
con il permesso dei proprietari» ha poi aggiunto Tosi, ringraziando i cittadini per aver
finanziato il "lifting" con i Boc (Buoni ordinari comunali) appositamente
varati.
Dal parroco, don Claudio Silva, è quindi
arrivato un messaggio di speranza: «L'anno prossimo si festeggiano i 500 anni dalla morte
di Beata Giuliana, che secondo la tradizione nacque proprio qui. Nell'occasione vorrei
invitare il cardinale e chiedergli di nominarla copatrona della nostra parrocchia».
Una volontà che è stata sottolineata dall'applauso dei presenti. Tra cui l'architetto
Alfredo Castiglioni, che ha curato l'intervento: «I colori delle pareti sottolineano i
differenti periodi di costruzione - ha spiegato - La zona gialla risale al 1600, quella
azzurra rappresenta il luogo dove si trovava l'abside prima dell'ampliamento del 1900 e
quella verde è stata costruita nel XX secolo. Sotto la lastra di vetro potete poi
ammirare il pavimento originario in calce e sabbia».
Ma la festa non è finiti qui. Perché, restando in tema di
arte, l'assessore Luciana Ruffinelli ha colto l'occasione per presentare il dipinto di
Pino Vagliari (1960) donato dall'associazione Ul Cuarantacenchi alle Civiche raccolte
d'arte di Palazzo Cicogna. Il tutto coronato dal concerto del
Quartetto di Flauti "Flutes en vacances".
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