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Ore 16.28.14
Giorno
07/06/07
Busto Arsizio - Grande affluenza ai festeggiamenti per il termine del restauro. Il parroco: «Chiediamo che Beata Giuliana diventi patrona»
Oratorio di San Bernardino, Busto riscopre la cappella perduta

Gremito, gremitissimo. Con una fila lunga dall'altare della cappella fino al parcheggio antistante. Un'affluenza davvero eccezionale, quella di questo pomeriggio (sabato 23 settembre) all'antico oratorio di San Bernardino. Inaugurato, dopo un restauro durato un anno e mezzo, dalle autorità civiche e religiose. Festeggiamenti a cui gli abitanti di Busto - e in particolare quelli di Beata Giuliana - non sono voluti mancare. 

«Con questo intervento - ha spiegato il sindaco Gianfranco Tosi - non abbiamo soltanto voluto sistemare l'edificio da un punto di vista architettonico, ma anche riportare in vita un pezzo di storia di Busto, in modo che tutti ne possano usufruire». La cappella della Cascina dei poveri, per secoli punto di riferimento del rione, tornerà dunque a fare da cornice a manifestazioni laiche e religiose. Almeno nelle intenzioni dell'amministrazione comunale. «Ci auguriamo di poter restaurare anche la struttura qui a fianco, naturalmente con il permesso dei proprietari» ha poi aggiunto Tosi, ringraziando i cittadini per aver finanziato il "lifting" con i Boc (Buoni ordinari comunali) appositamente varati.

Dal parroco, don Claudio Silva, è quindi arrivato un messaggio di speranza: «L'anno prossimo si festeggiano i 500 anni dalla morte di Beata Giuliana, che secondo la tradizione nacque proprio qui. Nell'occasione vorrei invitare il cardinale  e chiedergli di nominarla copatrona della nostra parrocchia». Una volontà che è stata sottolineata dall'applauso dei presenti. Tra cui l'architetto Alfredo Castiglioni, che ha curato l'intervento: «I colori delle pareti sottolineano i differenti periodi di costruzione - ha spiegato - La zona gialla risale al 1600, quella azzurra rappresenta il luogo dove si trovava l'abside prima dell'ampliamento del 1900 e quella verde è stata costruita nel XX secolo. Sotto la lastra di vetro potete poi ammirare il pavimento originario in calce e sabbia». 

Ma la festa non è finiti qui. Perché, restando in tema di arte, l'assessore Luciana Ruffinelli ha colto l'occasione per presentare il dipinto di Pino Vagliari (1960) donato dall'associazione Ul Cuarantacenchi alle Civiche raccolte d'arte di Palazzo Cicogna. Il tutto coronato dal concerto del Quartetto di Flauti "Flutes en vacances".

Chiara Milani

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