"Aridatece" Linate. La richiesta
di Lufthansa e soci di ritornare a gestire un po' di voli al Forlanini sarebbe la
condizione fondamentale per l'ok della Ue a Malpensa. Lo rivela il quotidiano "Il
Giornale", ma lo ribadisce il rapporto di Cranfield University, presentato questa
estate a Bruxelles, sulla compatibilità ambientale e sulla capacità di gestire i
progettati volumi di traffico. Nel documento
della società inglese, di cui dovrà tenere conto la commissaria europea De Palacio (la
decisione é attesa a inizio ottobre), si legge anche che, per diventare un aeroporto Hub
a tutti gli effetti, Malpensa necessita di una terza pista e di un terzo satellite.
Secondo fonti giornalistiche il ministro Bersani avrebbe già accettato il principio del
ritorno di alcuni voli a Linate. Negli incontri in corso in questi giorni tra Roma e
Bruxelles si starebbe proprio discutendo delle modalità con le quali gestire il
cambiamento di rotta. Accordo in vista, insomma.
Il rapporto di Cranfield University dice testualmente che
viene riconosciuto «il diritto di sviluppare Malpensa in un hub operativo» ma si chiede
come sia possibile riuscire in questa impresa «con solo due piste». Non si tratta però
di un problema numerico, ma del modo in cui vengono usate. A Malpensa, infatti, le due
piste, non possono essere utilizzate in maniera assolutamente indipendente, come ad
esempio a Heathrow. Questo rallenta le operazioni di coordinamento, necessarie per far
funzionare le coincidenze tra i voli. Una terza pista indipendente sarebbe quindi l'unica
via.
Riguardo alla attuale capacità dell'aeroporto, i giudizi
del rapporto Cranfield confermano la necessità di una terza pista e di un ritorno a
Linate. Malpensa, così com'é, non può aumentare di molto. Secondo l'analisi dei
tecnici, già senza le misure ambientali sancite dal decreto Bersani del 3 marzo, la
capacità delle piste non era superiore a 70 movimenti l'ora e, probabilmente, solo 65
movimenti l'ora sono sostenibili per un periodo non superiore alle 3 ore.
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