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Ore 16.28.18
Giorno
07/06/07
Malpensa - Si profila l'ok da Bruxelles al progetto hub. In cambio una parte dei voli torneranno a Linate. Ritenuta necessaria la terza pista 
La Ue strizza l'occhio a Malpensa, ma vuole il ritorno dei voli a Linate

"Aridatece" Linate. La richiesta di Lufthansa e soci di ritornare a gestire un po' di voli al Forlanini sarebbe la condizione fondamentale per l'ok della Ue a Malpensa. Lo rivela il quotidiano "Il Giornale", ma lo ribadisce il rapporto di Cranfield University, presentato questa estate a Bruxelles, sulla compatibilità ambientale e sulla capacità di gestire i progettati volumi di traffico.

Nel documento della società inglese, di cui dovrà tenere conto la commissaria europea De Palacio (la decisione é attesa a inizio ottobre), si legge anche che, per diventare un aeroporto Hub a tutti gli effetti, Malpensa necessita di una terza pista e di un terzo satellite. Secondo fonti giornalistiche il ministro Bersani avrebbe già accettato il principio del ritorno di alcuni voli a Linate. Negli incontri in corso in questi giorni tra Roma e Bruxelles si starebbe proprio discutendo delle modalità con le quali gestire il cambiamento di rotta. Accordo in vista, insomma.

Il rapporto di Cranfield University dice testualmente che viene riconosciuto «il diritto di sviluppare Malpensa in un hub operativo» ma si chiede come sia possibile riuscire in questa impresa «con solo due piste». Non si tratta però di un problema numerico, ma del modo in cui vengono usate. A Malpensa, infatti, le due piste, non possono essere utilizzate in maniera assolutamente indipendente, come ad esempio a Heathrow. Questo rallenta le operazioni di coordinamento, necessarie per far funzionare le coincidenze tra i voli. Una terza pista indipendente sarebbe quindi l'unica via.

Riguardo alla attuale capacità dell'aeroporto, i giudizi del rapporto Cranfield confermano la necessità di una terza pista e di un ritorno a Linate. Malpensa, così com'é, non può aumentare di molto. Secondo l'analisi dei tecnici, già senza le misure ambientali sancite dal decreto Bersani del 3 marzo, la capacità delle piste non era superiore a 70 movimenti l'ora e, probabilmente, solo 65 movimenti l'ora sono sostenibili per un periodo non superiore alle 3 ore. 

Roberto Rotondo

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