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Ore 16.28.22
Giorno
07/06/07
Si deve iniziare ad educare la gente alla prevenzione e alla sicurezza
Gallarate - Convegno dei Ds sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Smuraglia :«La 626 ha scosso il paese, ha posto un argine al totale disperzzo delle regole» 
Il pericolo non è il mio mestiere

C’é una guerra e non ce ne eravamo accorti. Lascia sul campo 1300 morti ogni anno, ne ferisce 1 milione. Lo Stato spende 55mila miliardi annui per risarcire i suoi soldati. Che, in definitiva, sono solo lavoratori e non sparano. Ma rischiano la pelle sul serio. Da sinistra è partita da tempo una campagna che vorrebbe ritornare a parlare dei lavoratori. "Il pericolo non è il mio mestiere" è l’iniziativa nazionale dei Ds contro le morti bianche. Per l’incontro provinciale la Quercia ha scelto Gallarate, pensando allo sviluppo di Malpensa ma anche all’omicidio Cazacu. Sul banco dei relatori Carlo Smuraglia presidente della Commissione lavoro del Senato. Smuraglia è reduce della prima assemblea dei lavoratori per la sicurezza. Erano in 1200, a Modena, la settimana scorsa. Un momento esaltante, così lo ha descritto, figlio dell’impostazione della legge 626: la partecipazione.

Anche se, a conti fatti, la 626 un po’ funziona e un po’ no. "Applicazione khomeinista di una direttiva europea" l’ha definita Gianni Mazzoleni, in rappresentanza delle associazioni artigiane, che avrebbe prodotto a cascata una vera "alluvione normativa". "Sì é vero – ha risposto Smuraglia – si poteva migliorare per le piccole imprese, ma è quello che vorremmo fare con il Testo Unico sulla sicurezza, ora bloccato al Senato. La 626 non ha dato grandi risultati, ma ha scosso il paese, ha creato più coscienza, ha posto un argine al totale disprezzo delle regole".

"Spesso sono state le strutture pubbliche a non applicarla – ha continuato -. Così si giustifica chi non vuole sicurezza. Ci sono ancora molte zone dove lavorare sicuri è difficile. L’assuefazione al rischio, deriva dalla mancanza di consapevolezza ed è un pericolo per la società. Per cambiare le cose bisogna investire soprattutto in formazione e informazione. Smettiamola di parlare solo del Grande Fratello. Ricominciamo a guardare i problemi e le soluzioni che si possono dare a tutto il mondo del lavoro. I morti sul lavoro non sono un nemico invincibile. Molto dipende da noi". Smuraglia ha plaudito al Ministro del lavoro Salvi per aver messo in piedi "Carta 2000" manifesto programmatico del Governo sulla sicurezza nel lavoro.

Ci vogliono più controlli? si è invece chiesto Crescenzo Tiso, Responsabile servizi di prevenzione e sicurezza Asl di Varese. La risposta è sì, anche se non bisogna dimenticare che l’Asl recepisce l’impianto di alcune normative volte a valorizzare la collaborazione e la prevenzione più che la repressione. Secondo i Ds però ci vogliono anche più fondi e l’Asl dovrebbe spendere il 5% del suo bilancio per la prevenzione degli infortuni invece dell’attuale 2.5%. Un altro obiettivo è quello di ridurre del 10% gli infortuni in provincia, agendo sulle norme più elementari, che, in definitiva, abbatterebbero significativamente la cifre. Cominciando da questa: 15.177 incidenti nel 1999. Solo quest’anno i morti sono stati 7. Raggelante il giudizio di Crescenzo Tiso: "Secondo i rapporti dei nostri ispettori sei di questi, e forse anche sette, erano evitabili se fossero state rispettate le più elementari norme di sicurezza".

Roberto Rotondo

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