| Cé una guerra e non ce ne eravamo accorti.
Lascia sul campo 1300 morti ogni anno, ne ferisce 1 milione. Lo Stato spende 55mila
miliardi annui per risarcire i suoi soldati. Che, in definitiva, sono solo lavoratori e
non sparano. Ma rischiano la pelle sul serio. Da sinistra è partita da tempo una campagna
che vorrebbe ritornare a parlare dei lavoratori. "Il pericolo non è il mio
mestiere" è liniziativa nazionale dei Ds contro le morti bianche. Per
lincontro provinciale la Quercia ha scelto Gallarate, pensando allo sviluppo di
Malpensa ma anche allomicidio Cazacu. Sul banco dei relatori Carlo Smuraglia
presidente della Commissione lavoro del Senato. Smuraglia è reduce della prima assemblea
dei lavoratori per la sicurezza. Erano in 1200, a Modena, la settimana scorsa. Un momento
esaltante, così lo ha descritto, figlio dellimpostazione della legge 626: la
partecipazione.
Anche se, a conti fatti, la 626 un po
funziona e un po no. "Applicazione khomeinista di una direttiva europea"
lha definita Gianni Mazzoleni, in rappresentanza delle associazioni artigiane, che
avrebbe prodotto a cascata una vera "alluvione normativa". "Sì é vero
ha risposto Smuraglia si poteva migliorare per le piccole imprese, ma è
quello che vorremmo fare con il Testo Unico sulla sicurezza, ora bloccato al Senato. La
626 non ha dato grandi risultati, ma ha scosso il paese, ha creato più coscienza, ha
posto un argine al totale disprezzo delle regole".
"Spesso sono state le strutture pubbliche a non
applicarla ha continuato -. Così si giustifica chi non vuole sicurezza. Ci sono
ancora molte zone dove lavorare sicuri è difficile. Lassuefazione al rischio,
deriva dalla mancanza di consapevolezza ed è un pericolo per la società. Per cambiare le
cose bisogna investire soprattutto in formazione e informazione. Smettiamola di parlare
solo del Grande Fratello. Ricominciamo a guardare i problemi e le soluzioni che si possono
dare a tutto il mondo del lavoro. I morti sul lavoro non sono un nemico invincibile. Molto
dipende da noi". Smuraglia ha plaudito al Ministro del lavoro Salvi per aver messo in
piedi "Carta 2000" manifesto programmatico del Governo sulla sicurezza nel
lavoro.
Ci vogliono più controlli? si è invece
chiesto Crescenzo Tiso, Responsabile servizi di prevenzione e sicurezza Asl di Varese. La
risposta è sì, anche se non bisogna dimenticare che lAsl recepisce limpianto
di alcune normative volte a valorizzare la collaborazione e la prevenzione più che la
repressione. Secondo i Ds però ci vogliono anche più fondi e lAsl dovrebbe
spendere il 5% del suo bilancio per la prevenzione degli infortuni invece
dellattuale 2.5%. Un altro obiettivo è quello di ridurre del 10% gli infortuni in
provincia, agendo sulle norme più elementari, che, in definitiva, abbatterebbero
significativamente la cifre. Cominciando da questa: 15.177 incidenti nel 1999. Solo
questanno i morti sono stati 7. Raggelante il giudizio di Crescenzo Tiso:
"Secondo i rapporti dei nostri ispettori sei di questi, e forse anche sette, erano
evitabili se fossero state rispettate le più elementari norme di sicurezza".
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