Il trucco è vecchio. Ma funziona quasi sempre. E
l'altro giorno a Beata Giuliana ha fatto l'ennesima "vittima". A cadere nella
trappola degli imbroglioni questa volta è stata una pensionata di 82 anni. Che, derubata
di un milioni di lire da due falsi dipendenti dell'Enel, è diventata suo malgrado la
prima cittadina di Busto a usufruire del servizio di denuncie a domicilio.Erano le 9.30 di mattina quando, al campanello della nonnina bustese, ha
suonato una coppia di trentenni. Che, con la scusa di doverle restituire alcuni soldi
pagati in più all'Enel, si sono intrufolati in casa. Mentre uno dei due distraeva
l'anziana con il pretesto di farle firmare alcune carte, l'altro si è recato nella stanza
in cui la donna aveva preso il denaro per il resto. E così, dopo averle prelevato 10
banconote da 100mila lire, i due se la sono svignata a piedi.
Ricevuta la segnalazione, gli agenti della Squadra Volanti hanno
immediatamente capito che il nuovo servizio di denuncie a domicilio, attivo da circa un
mese, faceva proprio al caso della cittadina. E così, anche se al momento lei non lo
aveva richiesto perché non era a conoscenza della sua esistenza, i poliziotti sono andati
a casa sua per compilare il verbale di rito.
I destinatari di questa innovativa proposta della polizia di Stato,
avviata su scala nazionale dal ministero dell'Interno, sono i disabili, gli anziani
e tutti coloro che, per le condizioni fisiche e di salute, non possono recarsi in
commissariato. E che adesso, con una semplice chiamata al 113, possono richiedere
l'intervento a domicilio degli agenti.
Quando qualcuno bussa alla porta affermando di essere un dipendente
di qualche ente, comunque, il consiglio degli agenti del commissariato di via Candiani è
di guadagnare qualche minuto con una scusa qualsiasi. E, nel frattempo, chiamare l'azienda
interessata per chiedere conferma.
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