| Erano le sue schiave. E lui,
il padrone, non era tenero con loro: pugni, calci e bastonate alle ragazze
"indisciplinate". Perché loro dovevano pensare solo ad obbedire: battere sulla
strada, la notte, e portare a lui i soldi. Nieke Buzur, 32 anni, nigeriano, da 10 anni
residente in Italia, é stato arrestato con l'accusa di sfruttamento della prostituzione.
Le sue vittime sono state liberate dopo un blitz in un appartamento di via Curtatone a
Caiello. Vivevano in sei, tutte insieme, in pochi metri
quadri. Nell'appartamento di Buzur gli agenti hanno trovato 10 milioni in contanti, 2000
dollari, 30 grammi di hashish, alcune buste di eroina, documenti e passaporti. Quanto
basta per far passare un brutto guaio allo sfruttatore. Che ora é rinchiuso in una cella
del carcere di Busto Arsizio, dopo l'ordinanza di custodia cautelare che gli ha notificato
il pm Massimo Baraldo e la conferma dell'arresto da parte del gip.
L'indagine degli uomini del Commissariato di Gallarate é iniziata
dopo una segnalazione giunta dal Pronto soccorso. Negli ultimi tempi era diventato
frequente che le ragazze si rivolgessero ai sanitari con ferite e contusioni. Pochi giorni
fa una di loro era giunta al S.Antonio abate con un naso rotto. Giorni prima i medici
avevano prescritto a un'altra ragazza di colore una cura psichiatrica per risollevarsi
dall'evidente stato di prostrazione nella quale versava. I sospetti circa un giro di
schiavismo del sesso si sono fatti più corposi. Iniziano i primi pedinamenti e controlli.
Con una serie di appostamenti i poliziotti hanno così scoperto che le nigeriane vivevano
tutte insieme e che Uzur era il loro protettore. Due giorni fa l'irruzione
nell'appartamento prigione.
Agli inquirenti, le giovani hanno raccontato di essere state
attirate da promesse di lavoro e matrimonio. Due di loro avevano un regolare permesso di
soggiorno. Particolare su cui si stanno concentrando le indagini. Resta da capire infatti
quali collegamenti esistessero tra Buzur e le reti di malavita extracomunitaria dedita
alla tratta di clandestini e alla gestione della prostituzione.
Uzur era in Italia da circa 10 anni, con regolare permesso di
soggiorno. Possiedeva un negozio di articoli etnici a Gallarate, ma due mesi fa aveva
spostato la sua attività nel Comasco, nonostante risiedese ancora in città. E proprio
tra il Varesotto e il Comasco si concentravano le sue attenzioni. Le ragazze era inviate a
battere sulle Varesina, zona di abituale prostituzione di colore. A quanto risulta alle
forze dell'ordine, il nigeriano aveva il suo giro personale, ma gli inquirenti si
riservano di approfondire la sua figura di piccolo imprenditore del sesso nel quadro della
malavita locale. Ora le sei ragazze liberate sono tenute sotto protezione dalla Polizia.
Saranno ancora ascoltate nei prossimi giorni, per cercare di chiarire i contorni della
vicenda.
Roberto Rotondo
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