| Lui e lei erano sposati ma il
loro ménage familiare non era certo quello di una coppia felice. Qazim Bani, 26 anni,
albanese di Kucove, é stato arrestato due sere fa con l'accusa di sfruttamento e
favoreggiamento aggravato della prostituzione. La moglie, una ragazza di 22 anni, batteva
da tempo le strade boschive intorno a Cairate. E lui intascava il denaro. Circa 800mila
lire al giorno. Tutte consegnate sull'unghia al marito padrone. Non voleva perdere neanche una lira di guadagno Qazim, e per questo non aveva
esitato a costringere la moglie all'aborto in più di un'occasione. Eppure i due, in
Albania, hanno lasciato un figlio di pochi mesi, con i nonni materni. Loro, di quello che
succedeva in Italia, non sapevano nulla. Erano convinti che la figlia facesse la
collaboratrice domestica. L'arresto é avvenuto in seguito a un'indagine della squadra
mobile di Varese. La presenza della ragazza tra i boschi di Cairate non é passata
inosservata, tantopiù che aveva occupato una zona ben conosciuta dalla squadra mobile,
quella dell'Operazione Acheronte, che in giugno aveva portato in galera una buona parte
degli sfruttatori della zona.
Con una serie di appostamenti gli agenti hanno identificato una Golf
che si avvicinava in varie ore della giornata alla prostituta. Era lo sfruttatore, Bani,
che tra l'altro era immigrato clandestino, già espulso in aereo dall'Italia in una
precedente occasione, mentre la moglie aveva un regolare permesso di soggiorno.
L'arresto é avvenuto alle 23 di martedì. La ragazza scende dal
treno, alla stazione di Rho, dopo aver passato la giornata sulla strada a Cairate. Lui la
va a prendere, ma al posto dei soldi questa volta si trova le manette ai polsi. Nella
perquisizione dell'appartamento di Pero in cui vivevano gli agenti della squadra mobile
hanno trovato anche 4 milioni in contanti, frutto del lavoro della donna. Bani si
trova ora nel carcere di Busto Arsizio, raggiunto da un ordine di custodia cautelare
spiccato dal pm Tiziano Masini.
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