Buone notizie da Ferno. Dopo la positiva
esperienza del centro ricreativo comunale "Airone", lAmministrazione
comunale ha deciso di non disperdere i buoni risultati dell'iniziativa creando un gruppo
di socializzazione anche con i genitori dei bambini.
Si tratta solo di unidea, ma certamente rappresenterebbe uno
strumento importante di prevenzione al disagio. Il Centro "Airone" infatti ha
coinvolto nel mese di luglio, per tre settimane, 22 bambini tra i 7 e i 13 anni con lo
scopo di creare aggregazione verso ragazzi in difficoltà. Portatori di handicap da un
lato, ma anche bambini aggressivi e con situazioni di solitudine ed emarginazione alle
spalle. «Ora ci siamo chiesti come possiamo andare avanti spiega lAssessore
ai servizi educativi Mauro Cerutti abbiamo pensato di colpire la solitudine delle
famiglie alla radice, creando una rete di rapporti proprio tra genitori, che impedisca
lisolamento sociale di chi è in difficoltà».
LAssessore Cerutti sta pensando a una forma di collaborazione
tra adulti ancora tutta da definire. Quello che è certo è che lui ci sarà in prima
persona «non come assessore, ma come papà di Nadia».
Il Progetto Airone ha visto un gruppo di bambini vivere per tre
settimane unesperienza di lavoro di gruppo. Realizzato subito dopo la fine
delloratorio estivo, per non creare contrapposizione con la parrocchia, il Centro
estivo è stato caratterizzato da varie attività di lavoro manuale, di gioco e una serie
di escursioni, tra cui laeroporto della Malpensa e il Parco della Magana a Cassano
Magnago. I ragazzi sono stati seguiti da tre educatori della cooperativa Fio Diretto di
Gallarate. Unesperienza nata quasi a conclusione del primo triennio di attività
legate alla 285 sulle pari opportunità. La richiesta di incontri di tipo sociale,
culturale e pedagogico è stata richiesta dagli stessi genitori, favorevolmente
impressionati dai risultati ottenuti durante il Centro estivo. Giudizi entusiasti,
condivisi dallAssessore: «è stato davvero un momento bellissimo racconta
con foga -, caratterizzato dalla voglia di stare insieme. Mi ha fatto davvero piacere, ad
esempio, vedere bambini generalmente classificati come "cattivi" smettere di
lavorare da soli e andare ad aiutare i ragazzini più in difficoltà. Una cosa che mi ha
toccato molto».
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