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Ore 16.28.26
Giorno
07/06/07
Intervista - Furio Colombo spiega il perché dell'interrogazione parlamentare
«Attenti a come si usano le parole»

Un semplice volantino aziendale. Forse una goliardata. Per Furio Colombo "un buco della coscienza".

Onorevole Colombo, che cosa l'ha colpita di più in questa vicenda della gita alla birreria Hitleriana?

«Io credo che con un’iniziativa del genere si dà l’indicazione di una mancanza di sensibilità incredibile, un vuoto culturale e di memoria storica che offende. Sorprende poi che l’episodio sia capitato a Malpensa, tra persone abituate a lavorare a livello internazionale. In questo si può dire che non è stato valido il principio del sociologo Oscar Lewis, secondo il quale è proprio il contatto con le culture internazionale che apre l’individuo a una capacità più ampia di comprensione delle cose».

Quanto contano le parole in questo momento di tensione internazionale sulla questione dell’estremismo neonazista e razzista?

«Quanto contino le parole ce lo insegna l’esperienza. Se due vicini di casa litigano e si insultano é più probabile che si passi ai fatti. A certi livelli usare un linguaggio violento può generare tragedie: e la Bosnia insegna; può essere un cattivo messaggio, che si sconta se e quando il razzismo si abbandona ai suoi eccessi».

Non è un po’ esagerato suscitare tutto questo allarme per un volantino interno di un associazione delle compagnie aeree?

«Infatti nessuno ha parlato di neonazismo in specifico riferimento ai membri dell'associazione delle compagnie aeree. Ci siamo limitati a segnalare quanto sia preoccupante che si possa giocare con queste cose. Se di gioco si è trattato è un divertimento totalmente privo di sensibilità, che non tiene conto di quante persone si possono offendere o possono essere toccate nel profondo da un uso così leggero di termini di questo tipo».

R.R.

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