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Ore 16.28.20
Giorno
07/06/07
GallarateApprovato l’ampliamento dello scalo merci in una sala semi-deserta. Trionfo della maggioranza. La Lega ne esce a pezzi
E Hupac fu

Mentre la città era a casa davanti alla televisione, la politica concludeva una battaglia durata anni dicendo sì al Super-Hupac. La Giunta Greco vince e stravince la sua partita e spacca anche in due il gruppo leghista. Risultato pieno, amministrativo e politico insieme. Inizia le scorribande l’assessore Mucci, ripresentando tutte le caratteristiche dell’operazione: ampliamento dello scalo merci sì, ma anche barriere fonoassorbenti, mitigazione ambientale, soldi per la cultura a Sciaré e sei miliardi in cassa. Luini (Ape) ci mette del suo: "Siamo come nella Traviata. Bisogna dire per forza: amami Hupac, senza discutere". Ma la prima vera zampata la piazza Martinoli (ind. Ds). Appello accorato, il suo: "non si può vendere la pelle dei cittadini per un piatto di lenticchie, sei miliardi sono nulla rispetto quanto ci guadagna Hupac". Bossi (Forza Italia) non ha molto da aggiungere. Ripete le cifre dello scalo, anche se pasticcia con i numeri. Poi tocca a Melandri (Comunisti italiani). Prima cita il "suo" ministro Nesi che vuole l’intermodalità e fa quasi un autogol. Poi però snocciola con precisione una requisitoria al progetto molto dura. Contesta punto per punto e attacca in particolare le promesse di Hupac di aumentare lo scambio treno-treno fino al 30%. "E’ impossibile, la rete ferroviaria italiana non lo consente, avremo solo camion qui a Gallarate". Alicino (Ccd ma all’opposizione) annuncia l’attesa astensione. Mentre An va diritta dietro a Forza Italia: "il progetto è cambiato, è diminuita la superficie e quindi noi siamo ora siamo d’accordo" è il succo del messaggio di Capodiferro (il capogruppo An). Tocca alla Lega. Gnocchi fa un passo indietro e piazza una mezza proposta a Forza Italia: "dovevamo discuterne di più, così com’è il progetto non va bene. Riparliamone, può darsi che così faremo vincere Gallarate, e chi vince, poi, governa". Ma la manovra aggirante non riesce. Forza Italia è un caterpillar stasera. Ha solo due defezioni (Sparacia e Giollo) e qualche astensione sicura, Rigliano (capogruppo Lega) tenta l’ultima mossa, ormai a carte scoperte: "dateci una relazione tecnica precisa che stabilisca tutto in maniera vincolante e vi promettiamo che faremo passare il progetto entro breve".

Ma Roberto Borgo (Lega) annuncia il voto alla delibera, in disaccordo con il suo gruppo, se verranno accettati i suoi due emendamenti, "perché almeno così Gallarate salverà il salvabile, altrimenti l’Hupac lo faranno lo stesso sopra le nostre teste senza nulla in cambio". E così la Lega si rompe e vota scomposta.

Alla fine è il trionfo per la maggioranza. Mucci però vuole stravincere e attacca la sinistra. "Avete messo a tacere Pepe, solo perché aveva annunciato in Commissione la sua astensione. Siete contro il progresso". Ma Pepe ha uno scatto d’orgoglio: "nel mio partito si discute, e i compagni mi hanno convinto che era più giusta la loro posizione". Votano a favore in 16 (Fi, An e socialisti), si astengono in 4 (Todoverto, Luini, Borgo e Alicino) e votano contro in 8 (Lega tranne Borgo e centrosinistra). Questa volta è davvero fatta.

Roberto Rotondo

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