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la città era a casa davanti alla televisione, la politica concludeva una battaglia durata
anni dicendo sì al Super-Hupac. La Giunta Greco vince e stravince la sua partita e
spacca anche in due il gruppo leghista. Risultato pieno, amministrativo e politico
insieme. Inizia le scorribande lassessore Mucci, ripresentando tutte le
caratteristiche delloperazione: ampliamento dello scalo merci sì, ma anche barriere
fonoassorbenti, mitigazione ambientale, soldi per la cultura a Sciaré e sei miliardi in
cassa. Luini (Ape) ci mette del suo: "Siamo come nella Traviata. Bisogna dire
per forza: amami Hupac, senza discutere". Ma la prima vera zampata la piazza Martinoli
(ind. Ds). Appello accorato, il suo: "non si può vendere la pelle dei cittadini per
un piatto di lenticchie, sei miliardi sono nulla rispetto quanto ci guadagna Hupac". Bossi
(Forza Italia) non ha molto da aggiungere. Ripete le cifre dello scalo, anche se pasticcia
con i numeri. Poi tocca a Melandri (Comunisti italiani). Prima cita il
"suo" ministro Nesi che vuole lintermodalità e fa quasi un autogol. Poi
però snocciola con precisione una requisitoria al progetto molto dura. Contesta punto per
punto e attacca in particolare le promesse di Hupac di aumentare lo scambio treno-treno
fino al 30%. "E impossibile, la rete ferroviaria italiana non lo consente,
avremo solo camion qui a Gallarate". Alicino (Ccd ma allopposizione)
annuncia lattesa astensione. Mentre An va diritta dietro a Forza Italia: "il
progetto è cambiato, è diminuita la superficie e quindi noi siamo ora siamo
daccordo" è il succo del messaggio di Capodiferro (il capogruppo An).
Tocca alla Lega. Gnocchi fa un passo indietro e piazza una mezza proposta a Forza
Italia: "dovevamo discuterne di più, così comè il progetto non va bene.
Riparliamone, può darsi che così faremo vincere Gallarate, e chi vince, poi,
governa". Ma la manovra aggirante non riesce. Forza Italia è un caterpillar stasera.
Ha solo due defezioni (Sparacia e Giollo) e qualche astensione sicura, Rigliano
(capogruppo Lega) tenta lultima mossa, ormai a carte scoperte: "dateci una
relazione tecnica precisa che stabilisca tutto in maniera vincolante e vi promettiamo che
faremo passare il progetto entro breve".
Ma Roberto Borgo (Lega) annuncia il
voto alla delibera, in disaccordo con il suo gruppo, se verranno accettati i suoi due
emendamenti, "perché almeno così Gallarate salverà il salvabile, altrimenti
lHupac lo faranno lo stesso sopra le nostre teste senza nulla in cambio". E
così la Lega si rompe e vota scomposta.
Alla fine è il trionfo per la maggioranza. Mucci
però vuole stravincere e attacca la sinistra. "Avete messo a tacere Pepe, solo
perché aveva annunciato in Commissione la sua astensione. Siete contro il
progresso". Ma Pepe ha uno scatto dorgoglio: "nel mio partito si
discute, e i compagni mi hanno convinto che era più giusta la loro posizione".
Votano a favore in 16 (Fi, An e socialisti), si astengono in 4 (Todoverto, Luini, Borgo e
Alicino) e votano contro in 8 (Lega tranne Borgo e centrosinistra). Questa volta è
davvero fatta.
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