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è stata inviata da monsignor Claudio Livetti, prevosto di Busto Arsizio, per spiegare le
ragioni che hanno spinto la Chiesa bustese a celebrare il "funerale per i bambini mai
nati "Voglio rompere gli indugi e parlare di
un argomento già affrontato nel consiglio parrocchiale decanale e nell'assemblea dei
sacerdoti: si tratta del seppellimento dei non nati. Parto dall'intervento fatto due anni
fa dal vescovo di Novara in una circostanza come quella che noi stiamo vivendo. Egli
diceva : "Penso a tutte quelle creature umane che sono morte prima di vedere la luce,
i bambini che anche nel nostro territorio sono morti prima di nascere a causa di qualche
precocissima malattia; penso soprattutto a coloro che non sono stati amati abbastanza per
volere che venissero alla luce e sono diventati degli aborti. Queste creature a cui si
nega il diritto alla vita sono un numero considerevole: 134 mila l'anno scorso. In questo
momento di preghiera noi siamo condotti a pensare che queste creature - per le quali vi è
anche chi con discrezione garantisce una dignitosa sepoltura - sono angeli di Dio. Non
sono essi ad avere bisogno delle nostre preghiere: sono essi piuttosto a pregare per noi e
a diventare angeli custodi, anche per chi non li ha sufficientemente amati. Con gli angeli
e i santi essi sono i nostri patroni". Così diceva monsignor Renato Corti nel
cimitero maggiore di Novara. Abbiamo preso contatto con la Curia di Novara e siamo venuti
a determinazione che anche qui a Busto ci sia chi, con discrezione e senza clamore, dia
una dignitosa sepoltura ai non nati, cioè a tutte quelle piccolissime creature umane che
sono morte prima di vedere la luce, per aborti spontanei o terapeutici o per interruzione
volontaria di una gravidanza non desiderata. Se ne occuperà un gruppo di persone
dell'associazione "Difendere la vita con Maria" con l'appoggio del Centro Aiuto
alla vita, del Movimento per la VIta, delle parrocchie e del decanato. Questa iniziativa
non ha carattere di denuncia ma vuole essere un gesto di rispetto e di pietà cristiana:
queste persone si troveranno una volta al mese al cimitero, attenderanno con un sacerdote
l'arrivo del carro funebre con le piccole bare bianche contenenti una decina di
"prodotti abortivi" (così sono chiamati nel linguaggio freddamente
burocratico), eseguiranno un canto, reciteranno una preghiera, deporranno le bare in una
fossa. Ogni mese si aggiungerà una piccola tomba nel campo dei bambini. Essendoci nella
nostra città tredici parrocchie, potremmo impegnarci una parrocchia al mese: ci
toccherebbe una volta all'anno. Il seppellimento dei non nati ci vede in linea col
documento pontificio "Donum vitae" dove si afferma "i cadaveri di embrioni
o di feti umani, volontariamente abortiti o no, devono essere rispettati come le spoglie
degli altri esseri umani". Oltre a compiere un gesto di affettuosa pietà potremmo
anche svolgere azione consolatoria verso chi ha perso la sua creatura, magari anche
volontariamente ma spinta da circostanze difficili che nessuno, se non Dio solo, può
conoscere e giudicare. Sarà anche un annuncio del valore della vita fin dai suoi prima
palpiti. L'anno 2000, Giubileo della Chiesa, deve essere un anno di grazia del Signore.
Ebbene: se i non nati, invece di finire nei rifiuti speciali, avranno una sepoltura umile
e dignitosa, sarà un anno di grazia anche per loro".
Mons.Claudio Livetti
L'intervento di Monsignor Livetti e l'attività
dell'associazione "Difendere la vita con Maria" rimettono al centro della
discussione il tema della vita e dell'aborto. La redazione del giornale ha una posizione
critica rispetto a quanto accaduto a Busto, ma ci sembra importante dare spazio a quanti
vogliano contribuire ad allargare la discussione magari partendo proprio da tesi diverse
da quelle espresse da parte del mondo cattolico che ha lanciato questa iniziativa dei
funerali.
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