Ampliamento
scalo Hupac, ancora un po' di suspence. Forza Italia, ieri sera, in Commissione
Territorio, ha chiesto il rinvio di una settimana della votazione. Appuntamento a
mercoledì prossimo, dopo di che, se tutto filerà liscio, la parola passerà alla
circoscrizione e al Consiglio Comunale. L'accordo tra An e
Forza Italia sul progetto ha subito una piccola incrinatura ma non sembra destinata a
subire modifiche. Forza Italia (per voce del vicecapogruppo Massimo Bossi) chiede la
salvaguardia di alcuni terreni confinanti con l'aerea Pip e vuole ancora un momento di
riflessione. La Lega Nord (Massimo Gnocchi) annuncia opposizione.
Il futuro scalo intermodale é stato presentato da Giorgio
Pennacchi, responsabile del reparto tecnico di Hupac. Il Comune
chiede 6 miliardi alla società e in più una diminuzione rispetto al progetto
iniziale. Hupac dice sì al ridimensionamento ma non fino al 25% di superficie ipotizzato
dall'assessore Mucci: "il progetto diminuirà di 15mila metri quadri rispetto
ai 120mila previsti" dice Pennacchi (15 metri di arretramento del confine
est). La capacità diminuisce di un quarto, da otto a sei binari (due fasci da tre
ciascuno) più i binari di entrata all'esterno. Verrà costruito un fabbricato da
mille metri cubi.
Hupac stima che il traffico gomma-rotaia da qui al 2005 aumenterà
da tre a quattro milioni di tonnellate l'anno, ma assicura che a pieno regime l'impianto
potrà anche aumentare il traffico rotaia-rotaia (gateway, meno inquinante) dalle attuali
640 tonnellate a un milione e ottocentomila tonnellate l'anno. Sempre la società svizzera
prevede 100 posti di lavoro in più e sostegno a circa 1000 posti di
indotto.
Problema ambientale: i dieci fascicoli di progetto
di fattibilità prevedono anche una Verifica di impatto ambientale sulla zona. Si era
parlato in precedenza di Valutazione di impatto ambientale, una procedura
più complessa e accurata che deve passare anche dai ministeri romani. Secondo i tecnici
di Hupac, non sarebbe necessaria una completa "Via", poiché quello di Gallarate
é un "terminale" e non un "interporto". Solo questi ultimi, infatti,
avrebbero secondo Hupac l'obbligo di Valutazione di impatto ambientale.
Lo studio definisce la zona di Sciaré come ad alto degrado
idrogeologico e boschivo, priva di specie faunistiche di qualità, e individua interventi
di mitigazione ambientale e valorizzazione dell'ambiente, tra cui: trattamento delle acque
reflue di prima pioggia nella rete fognaria, creazione di bacino di raccolta per le acque
di seconda pioggia, riforestazione concordata con il Parco del Ticino. Un po' di piante
andranno comunque sradicate.
Legambiente storce il naso, e non poco. "Ritengo che il
progetto necessiti una vera Valutazione di impatto ambientale - dice Emilio Magni - così
come previsto dal Piano d'area. Non é vero che Sciaré ha uno scarso valore
naturalistico, sono zone stagnanti in cui convergono acque da esondazioni, quindi
importanti come sfogo. E' mancata la programmazione e ora si vuol far passare un progetto
che deve passare per forza".
Tra le rassicurazioni fornite da Hupac c'é anche la futura
partecipazione della società alle iniziative culturali di Sciaré e il passaggio di tutti
gli automezzi da via Dogana a Busto alla 336, senza transito in città. Delle opinioni della
Giunta si é già detto. Perplessità dalle opposizioni. Se Legambiente appare
preoccupata, decisamente contraria appare la Lega, secondo quanto espresso dal consigliere
Gnocchi. Luini (Ape) chiede alcune rassicurazioni, più o meno sull'onda di quanto detto
da Forza Italia, e aggiunge di volere il centro direzionale Hupac
a Gallarate invece che ha Busto. "Siamo onorati di questa richiesta" ha risposto
Giorgio Pennacchi.
vedi anche Fita-Cna
sull'ampliamento Hupac
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