| Lincedere
fermo, radiosa tra le mille luminosita delle sue opere, Enrica Turri Bonacina
esprime col suo essere la ragione delle sue scelte pittoriche.
Fedele alla scuola chiarista, nelle sue
opere alita il tocco soave e carezzevole della modulazione emotiva, il labor limae della
semplicita che nasce dopo il travaglio,
perche la ricerca della purezza formale e il travaglio piu grande.
Visitare lesposizione
puosorprendere, percheEnrica Turri Bonacina è decisamente non conforme al
gusto astratto, istintivo, ribelle e colorifico dei contemporanei post- espressionisti,
post- futuristi, cultori del dripping o dellimmagine serigrafata e digitale.
Predilige i paesaggi famigliari, gli
scorci delle montagne lombarde e del lago di Varese, i luoghi dei ricordi, come la
Liguria, il focolare sempre accennato nelle nature morte. Al paesaggio conferisce sempre unidentita, lo rende
riconoscibile.
La scelta cromatica è sempre misurata,
attenta a non creare contrasti fastidiosi alla vista e che possano perturbare
losservatore.
Pero in alcuni casi, come in
Ginestre in Liguria, il modus valica il limen, e allora su uno sfondo di cielo
che si confonde impalpabile con il mare si stagliano con prepotente solarita le
ginestre, dominando il paesaggio e focalizzando intorno a loro tutta la luce.
Poi in Ulivi in Liguria, le
macchie cromatiche compongono e si scompongono nelle fronde di un uliveto il cui verde si
lascia docilmente accarezzare dal vento.
Enrica Turri Bonacina è una
pittrice poeta dal tratto magico, e una fascinazione magica si avverte
soprattutto nelle opere piurecenti, come La porta blu, che
avvicendandosi nello spazio pittorico di una natura morta, ne cattura lessenza fino
ad assumerne lidentita.
Cosa ce dietro quella porta
blu? Forse il mondo che la pittrice custodisce nellimmaginifica semplicita
della natura.
BIOGRAFIA
Enrica Turri Bonacina si diploma al liceo
di Brera e poi frequenta lo studio di Gino Moro, da cui apprende la tecnica del chiarismo.
Dal 1938 al 1941 partecipa alle Mostre del Sindacato Lombardo organizzate al Palazzo della
Permanente di Milano.
Nel 1941 espone in una sua personale alla
Galleria Grandi, sempre a Milano.
Nel dopoguerra vince il premio di pittura
Cesare da Sesto, e in seguito partecipa a varie esposizioni nazionali e internazionali.
Nel 56 è la Riddezal allAja e al VI Salon International Feminin di Parigi.
Dal 56 all85 è presente alle Mostre Sociali del Circolo degli Artisti di
Varese.
Sposata al dottor Bonacina di San Fermo,
con lui istituisce una clinica per bambini affetti da anomalie congenite. Alla morte del
marito assume la direzione organizzativa dellente, mentre la responsabilita
medica passa alla figlia Patrizia.
Nel 1989 il Chiostro di Voltorre le ha
dedicato una mostra antologica, mentre nel 1996 il Museo di BB.AA. Tadini di Lovere, in
collaborazione con la Galleria Ferrari di Treviglio, gli hanno dedicato unimportante
mostra antologica, pittura plen
aire.
Vive e lavora a San Fermo, Varese.
LA MOSTRA
Dal 9 settembre
al 1 ottobre presso la Galleria
dArte At Arte di Gemonio, via Verdi 28
Per informazioni: tel. 0332/601245
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