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Ore 16.28.15
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07/06/07
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Varese - Dal 9 settembre  al 1 ottobre  presso la Galleria d’Arte ‘At Arte’ di Gemonio
Gli acquerelli di Enrica Turri Bonacina

L’incedere fermo, radiosa tra le mille luminosita’ delle sue opere, Enrica Turri Bonacina esprime col suo essere la ragione delle sue scelte pittoriche.

Fedele alla scuola chiarista, nelle sue opere alita il tocco soave e carezzevole della modulazione emotiva, il labor limae della semplicita’  che nasce dopo il travaglio, perche’ la ricerca della purezza formale e’ il travaglio piu’ grande.

Visitare l’esposizione puo’sorprendere, perche’Enrica Turri Bonacina è decisamente non conforme al gusto astratto, istintivo, ribelle e colorifico dei contemporanei post- espressionisti, post- futuristi, cultori del dripping o dell’immagine serigrafata e digitale.

Predilige i paesaggi famigliari, gli scorci delle montagne lombarde e del lago di Varese, i luoghi dei ricordi, come la Liguria, il focolare sempre accennato nelle nature morte. Al paesaggio conferisce sempre un’identita’, lo rende
riconoscibile.

La scelta cromatica è sempre misurata, attenta a non creare contrasti fastidiosi alla vista e che possano perturbare l’osservatore.

Pero’ in alcuni casi, come in “Ginestre in Liguria”, il modus valica il limen, e allora su uno sfondo di cielo che si confonde impalpabile con il mare si stagliano con prepotente solarita’ le ginestre, dominando il paesaggio e focalizzando intorno a loro tutta la luce.

Poi in “ Ulivi in Liguria”, le macchie cromatiche compongono e si scompongono nelle fronde di un uliveto il cui verde si lascia docilmente accarezzare dal vento.

Enrica Turri Bonacina è una ‘pittrice poeta dal tratto magico’, e una fascinazione magica si avverte soprattutto nelle opere piu’recenti, come “La porta blu”, che avvicendandosi nello spazio pittorico di una natura morta, ne cattura l’essenza fino ad assumerne l’identita’.

Cosa c’e’ dietro quella porta blu? Forse il mondo che la pittrice custodisce nell’immaginifica semplicita’ della natura.

BIOGRAFIA

Enrica Turri Bonacina si diploma al liceo di Brera e poi frequenta lo studio di Gino Moro, da cui apprende la tecnica del chiarismo. Dal 1938 al 1941 partecipa alle Mostre del Sindacato Lombardo organizzate al Palazzo della Permanente di Milano.

Nel 1941 espone in una sua personale alla Galleria Grandi, sempre a Milano.

Nel dopoguerra vince il premio di pittura Cesare da Sesto, e in seguito partecipa a varie esposizioni nazionali e internazionali. Nel ’56 è la Riddezal all’Aja e al VI Salon International Feminin di Parigi. Dal ’56 all’85 è presente alle Mostre Sociali del Circolo degli Artisti di Varese.

Sposata al dottor Bonacina di San Fermo, con lui istituisce una clinica per bambini affetti da anomalie congenite. Alla morte del marito assume la direzione organizzativa dell’ente, mentre la responsabilita’ medica passa alla figlia Patrizia.

Nel 1989 il Chiostro di Voltorre le ha dedicato una mostra antologica, mentre nel 1996 il Museo di BB.AA. Tadini di Lovere, in collaborazione con la Galleria Ferrari di Treviglio, gli hanno dedicato un’importante mostra antologica, ‘pittura  plen aire’.

Vive e lavora a San Fermo, Varese.

LA MOSTRA
Dal 9 settembre  al 1 ottobre  presso la Galleria d’Arte ‘At Arte’ di Gemonio, via Verdi 28

Per informazioni: tel. 0332/601245

Valentina Campiglio

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